venerdì, 1 Marzo 2024
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TECNOLOGIA LiDAR INDIVIDUA SITI E STRUTTURE NELLA FORESTA AMAZZONICA, ECUADOR

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Il sistema laser LiDAR ha rivelato una complessa rete di strutture e strade del periodo preispanico dell’America meridionale nascoste sotto la foresta dell’Amazzonia, in Ecuador. Con i suoi 2.500 anni, potrebbe essere stato individuato il primo e il più grande esempio di civiltà agricola mai registrato nella fitta foresta pluviale del Sud America.

Da diversi decenni un team di archeologi ecuadoriano studia il sito della Valle Upano, situato lungo un tratto delle Ande orientali.

Tuttavia, solo osservando il paesaggio ecuadoriano utilizzando il LiDAR, il sistema di rilevamento in cui migliaia di impulsi laser a infrarossi vengono riflessi ripetutamente per rivelare strutture nascoste sotto la vegetazione, gli archeologi si sono resi conto di quanto fosse elaborato il paesaggio ecuadoriano e hanno pubblicato lo studio sulla rivista Science.

Secondo Stéphen Rostain, archeologo e direttore della ricerca presso il Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS), grazie al LiDAR è riuscito ad avere una visione diversa del territorio sebbene la vegetazione celi qualsiasi struttura antica.

Lo studio conferma che il sito, che copre circa 600 chilometri quadrati, fu occupato dal 500 a.C. circa fino al 300 e poi al 600 d.C. I ricercatori hanno utilizzato il LiDAR per valutare se le strutture sono state realizzata dalle Culture preispaniche Kilamope e Upano, due società agricole sedentarie che un tempo occupavano la valle. Secondo lo studio, dopo una “pausa”, alcuni insediamenti furono occupati dalla Cultura Huapula.

Le immagini LiDAR hanno mostrato che il sito era occupato da più di 6.000 piattaforme di terra rettangolari, strutture di piazze e tumuli interconnessi tramite un’ampia rete di strade e sentieri, infrastrutture che conducevano anche all’esterno del sito, per collegare la comunità.

I ricercatori hanno anche individuato raggruppamenti di ulteriori 15 siti di insediamenti “distinti”, che variavano per dimensioni e numero di strutture.

Alcuni di questi insediamenti avevano anche “enormi tumuli” che si estendevano fino a 150 metri di diametro e 8 metri di altezza, rendendo impressionante quanto siano elaborate costruzioni e strutture.

In base alle sue dimensioni e complessità, il complesso di siti e strutture assomiglia a sistemi urbani Maya presenti in America Centrale e, secondo i ricercatori, è un  vivido esempio della sottovalutazione del duplice patrimonio dell’Amazzonia, quello ambientale e quello culturale, permettendo di reinterpretare contesti e concetti alla luce necessaria di una scienza inclusiva e partecipativa.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: New Scientist

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