domenica, 14 Aprile 2024
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RINVENUTA LA PIU’ GRANDE FOSSA COMUNE DI VITTIME DELLA PESTE, NORIMBERGA, GERMANIA

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Nel sud della Germania, a Norimberga, sono state rinvenute fosse comuni per deceduti da peste contenenti i resti di almeno 1.000 vittime e che potrebbero formare la più grande di concentrazione di fosse comune mai scoperta in Europa.

Gli scavi, che sono stati effettuati prima dei lavori di costruzione nella città di Norimberga, hanno rivelato otto fosse, ciascuna piena di centinaia di scheletri appartenenti ad adulti, bambini e neonati che risalgono tra la fine del XV e l’inizio del XVII secolo. Gli archeologi hanno trovato anche frammenti di ceramica e monete d’argento in due delle tre fosse che hanno finito di scavare.

La datazione al radiocarbonio ha rivelato che la ceramica coincide con le epidemie di peste avvenute tra il 1622 e il 1634, mentre le monete risalgono al 1619 circa, secondo gli archeologi della società In Terra Veritas.

Secondo Melanie Langbein, Dipartimento per la Conservazione del Patrimonio di Norimberga, è una scoperta di enorme importanza per la città di Norimberga.

Norimberga fu colpita da una serie di epidemie di peste tra il 1533 e il 1634 che, secondo la Langbein, complessivamente causarono la morte di circa 30.000 persone. Mentre i corpi si accumulavano, le autorità ordinarono che fossero sepolti in fosse comuni lontano dai cimiteri della città.

La ricercatrice ritiene che quegli individui non furono sepolti in un cimitero normale, anche se i cimiteri designati della peste a Norimberga erano altri e significa che un gran numero di morti che dovevano essere stati sepolti in un breve lasso di tempo senza riguardo per le pratiche di sepoltura religiose.

Gli individui, secondo la tradizione cristiana medievale, venivano sepolte con la testa rivolta a ovest e i piedi verso est per poter osservare Cristo uscire da est al momento della resurrezione finale.

I nuovi scavi archeologici, invece, hanno rivelato scheletri disposti in posizione seduta, rivolti in diverse direzioni e impilati uno sopra l’altro per riempire ogni minimo spazio disponibile. Gli archeologi hanno anche portato alla luce corpi che giacevano su un fianco con i resti di neonati e bambini incastrati negli spazi tra loro.

Alcuni dei resti risultano stati macchiati di verde a causa dei residui di depositi degli impianti di lavorazione dei metalli che furono costruiti vicino e sopra le tombe nei secoli successivi.

Finora solo tre delle otto fosse sono state completamente scavate e si è contato il numero dei morti al loro interno. Una delle fosse conteneva 280 corpi, anche se, secondo gli archeologi, sono state identificate tracce che provino la rimozione di alcuni corpi dopo la sepoltura originale. Un’altra fossa ha restituito 150 corpi, ma anche questo numero è avvolto nell’incertezza a causa della vicina esplosione di una bomba della Seconda Guerra Mondiale, che distrusse alcuni scheletri, nel 1943. 

Gli archeologi hanno contato e rimosso fino a 1.000 corpi , ma si aspettano che questo numero supererà i 1.500 nelle prossime settimane man mano che gli scavi continuino. In tal caso, secondo la dichiarazione, il sito di Norimberga potrebbe diventare la più grande sepoltura di massa scientificamente scavata in Europa.

Secondo   , antropologo di In Terra Veritas, gli scheletri sono in ottime condizioni per essere esaminati, nonostante la distruzione avvenuta ed ora è possibile dettagliare tutte le informazioni conservate in quelle ossa, ad esempio, individuare la prevalenza di diversi tipi di cancro, le mutazioni genetiche presenti nel cranio, la determinazione dell’età e del sesso, lo stato dei denti e le conclusioni che ne derivano. tutte le circostanze generali di salute e di vita in questo periodo.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: Spiegel

Peste

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