EGITTO IN TOUR – QUARTO GIORNO

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Quarto giorno egiziano e, freneticamente, il gruppo continua imperterrito nell’esplorazione di Tebe. Oggi tappe nella Tebe est, al Museo archeologico di Luxor, al Museo della Mummificazione e al Tempio di Karnak.

La solita abbondante colazione servita nel giardino dell’hotel è seguita dal passaggio del Nilo, con la barca dell’amico Badawi, sempre disponibile e gentile.

La prima tappa mattutina del quarto giorno è dedicata al Museo di Luxor, il museo archeologico dedicato all’arte egizia della zona, edificato affinché ospitasse i reperti provenienti in larga parte dall’antica Tebe.

Tra le opere esposte, oggetti ritrovati all’interno della tomba di Tutankhamon, le mummie reali dei faraoni Ahmose I e Ramses I, ventisei statue risalenti al periodo del Nuovo Regno, ritrovate nel 1989 in una fossa del tempio di Luxor, tra cui quelle sedute delle dee Hathor e Iunit, quella uno scriba seduto e quelle chiamate “Horemheb al cospetto di Atum e “Amenofi III su slitta processionale, ma anche Sesostri III, di Thutmose III e Amenofi III e Sobek. Chicca della collezione, la ricostruzione di una delle pareti del grande tempio di Aton, voluto da Akhenaton, a Karnak, con centinaia di talatat ancora ben decorati e integri e tre affascinanti raffigurazioni scultoree del faraone Akhenaton, realizzate nel calcare tebano.

In seguito, ripreso il battello, il gruppo giunge a Karnak: il complesso supera qualsiasi altro monumento faraonico a esclusione delle Piramidi di Giza. Costruito già in origine di dimensioni gigantesche, comprende vari templi e ben tre cinte murarie, la più grande dei quali è quella del Tempio di Amon.

La magnificenza, la grandezza, la complessità della struttura di Karnak si deve a 13 secoli di aggiunte architettoniche, dal nucleo del Tempio di Amon, che risale alla XII dinastia, fino al primo pilone, l’attuale ingresso al complesso, attribuito ai re nubiani ed etiopi della XXV dinastia.

Il grande Tempio di Amon è un emozionante e impressionate susseguirsi di piloni, cortili e sale colonnate le cui rovine sono rimaste semisepolte nel limo del Nilo prima di essere liberate dagli archeologi a fine ‘800.

La struttura del complesso è, comunque, assai complicata e, per semplificare l’orientamento, si è desunto che corrispondesse ai quattro punti cardinali, con la direttrice principale a est-ovest e quella secondaria a nord-sud.

Prima dell’accesso vero e proprio dal primo pilone, il gruppo decide di visitare gli scavi relativi a un complesso termale di epoca romana posto a nord-ovest dell’ingresso. Quindi, il peristilio con una serie di cappelle, la struttura dedicata di Ramses III, il colosso di Ramses II e il secondo pilone, sono da preludio alla meraviglia del tempio: la grande sala ipostila, la gloria imperitura di Karnak con 122 colonne di impressionante suggestione, decorate con capitelli papiriformi e a froma di calice posti a sorreggere gli architravi a base dell’antico tetto, oggi inesistente.

La Sala ipostila di Karnak ha impreziosito film come “007. La spia che mi amava” e “Assassinio sul Nilo”.

Dopo, altri piloni, slanciati obelischi, colossi, statue di faraoni, il Tempio del giubileo di Tuthmosis III, un santuario per il culto personale del faraone, il Salone della Festa Sed, altre cento cappelle, mille statue, migliaia di rilievi e il lago sacro.

La suggestione, però, della sala ipostila ha necessità di essere ulteriormente imboccata da un nuovo passaggio attraverso le sue colonne, un passaggio sempre emozionante e pregno di nuove scoperte visive, sempre nascoste all’occhio dal desiderio di conoscenza.

Dopo la pausa pranzo del quarto giorno, prima della visita al Mummification Museum, di fronte al Tempio di Luxor, una pausa rilassante al Suq della città. Colori, profumi, vociare continuo, accolgono il visitatore immediatamente: l’arte dei venditori dei Suq è un’arte sopraffina, ammaliatori, venditori di prim’ordine, commercianti contrattatori efficienti che, aiutati dalle sensazioni visive e olfattive che aggrediscono il visitatore, svolgono diligentemente il loro potere da “boss del Suq”!

L’ultima tappa della giornata è al Mummification Museum: struttura piuttosto deludente che si affaccia sul Nilo, ha lo scopo di fornire ai visitatori una comprensione dell’antica arte della mummificazione., non solo agli esseri umani morti,anche a gatti , pesci e coccodrilli, in mostra in questo museo.

L’ultimo attraversamento del Nilo, quello del quarto giorno, è già nostalgico perché la giornata di domani vedrà il nostro gruppo dirigersi, con una sorta di gita fuori porta (il venerdì è un giorno di festa per i musulmani, come la domenica occidentale…), ad Abido e Dendera.

Pronti, partenza… a domani.

Daniele Mancini

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