EGITTO IN TOUR – TERZO GIORNO

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Terzo giorno, quello che, personalmente, ho maggiormente desiderato perché comprendeva la visita alla Valle dei Re, ma non solo, ovviamente…

La colazione, dicono gli esperti di alimentazione, dovrebbe essere il momento più importante della giornata, dal punto di vista alimentare: il gruppo ha presso alla lettera questa famosa tesi e prende puntualmente d’assalto quanto  proposto dallo chef dell’hotel, giornalmente.

Dopo aver degnamente lubrificato il motore umano, il gruppo, con il solito van e il solito autista, prende d’assalto Tebe ovest: prima tappa, Valle delle Regine, che accoglie anche principi e funzionari reali.

Il biglietto d’ingresso comprendeva l’ingresso a solo tre tombe, aperte a turno con le altre visitabili. Abbiamo scelto quelle del principe Khaemuaset (QV 44), che, nella planimetria, ricorda le tombe della Valle dei Re, anche se naturalmente in forma assai ridotta, la QV 52 di Tyti, consorte di Ramses III, con sepoltura già riutilizzata nel Terzo Periodo Intermedio, la QV 55 del principe Amenkopshef, uno dei figli di Ramses III, anche lui deceduto giovane, tomba scoperta dalla missione italiana diretta da Schiapparelli nell’anno 1904.

Una parte del gruppo, non il sottoscritto, ha deciso di visitare, pagando un sostanzioso sovrapprezzo, la meravigliosa Tomba di Nefertari, la QV 66, presa d’assalto da plotoni di turisti giapponesi con mascherina…

La Tomba della “grande sposa reale” di Ramses II non ha eguali: conserva un ciclo pittorico tra i più completi e significativi del Nuovo Regno, oltre a uno dei massimi traguardi artistici del lungo regno di Ramesse II.

Completate le visite, si raggiunge il Complesso templare di Medinet Habu, il tempio funerario di Ramses III, una struttura imonente e seconda solo al Tempio di Karnak, quanto a dimensioni e complessità.

Il complesso, completamente circondato da una cinta muraria in mattoni cotti di fango, è accolto, lungo il primo pilone, da un piccol tempio tolemaico. Nei pressi dei resti monumentali del lago sacro, si trova il Nilometro, oggi in rovina, che un tempo riceveva l’acqua del fiume attraverso un canale sotterraneo.

Il possente primo pilone accoglie il rilievo di Ramsess III che combatte e cattura nubiani e siriani, contro i quali, però non combatte mai. Segue un enorme cortile colonnato, il secondo pilone decorato con pilastri osiriaci, un secondo cortile riccamente decorato  e colorato, un’enorme sala ipostila seguita da cinque cappelle e sale più piccole.

Il sole, ormai alto, è diventato particolarmente caldo e il gruppo, non senza fatica, riprende il suo viaggio, destinazione Valle dei Re!

Il van dell’impavido giovane autista, sfreccia tra le strade di Tebe ovest tra sorpassi, strombazzamenti e cambi di corsia, non senza qualche patema da parte dei passeggeri.

Si raggiunge la Valle dei Re, Biban el-Molouk, in arabo, la valle creata dai torrenziali acquazzoni tropicali che hanno inciso il tenero calcare su cui sono state tagliate tutte le tombe presenti, manufatti che testimoniano fasti di temi perduti.

Il biglietto di ingresso include tre tombe; inoltre, per visitare le tombe più significative, ulteriori importanti sovrapprezzi inducono il turista a rinunciare, creando quel sintomatico sintomatico contingentamento dei turisti attuato per preservare le tombe più a rischio. Comunque, un gruppo sceglie di visitare, in più, la KV 62, la Tomba di Tutankhamon, e un gruppo la KV 17, la riaperta tomba di Seti I.

Le tombe scelte sono invece la KV 8, Merenptah (faraone figlio di Ramses II e che gli storici attribuiscono essere il regnare dell’esodo biblico; numerosi sono i libri dell’aldilà riprodotti sulla parete della tomba), la KV 11, Ramses III (la più grandiosa tomba ramesside, ricca di camere secondarie, a metà della galleria arriva in un punto cieco, dove.gli scavatori penetrarono in una tomba adiacente; ricca di libri dell’aldilà), la KV 15, Seti II (utilizzata come deposito dello scavo della.tomba di Tutankhamon, la tomba é decorata da scene dai colori vivaci), tutte tombe della dinastia ramesside.

Abbiamo fatto una passeggiata anche ai bracci della valle che conducono alla suggestiva KV 34, la Tomba del faraone Tuthmosis III, e alla KV 43, di Tuthmosis IV, entrambe chiuse.

La Tomba di Seti I, la KV 17, é la tomba più bella della valle, mai visitata dal sottoscritto perché a causa dei danni causati dall’innzalmento della falda freatica, é stata chiusa per diversi anni. La tomba più lunga della valle, oltre 120 metri, preserva sculture e dipinti dorati meravigliosi. Se il sarcofago ai trova nel Sir John Soane Museum di Londra, molti affreschi sono stati asportati e conservati in vari Musei europei.

La scorpacciata pomeridiana si completa con due chicche: passeggiata in barca, sul Nilo, durante il tramonto; visita al Tempio di Luxor, illuminato.

Il Tempio di Luxor si erge isolato nel cuore della città moderna: recentemente il governo egiziano ha espropriato case e terreni per recuperare il Viale delle sfingi che lo collega al Tempio di Karnak.

La visita notturna, il tempio illuminato, rendono il complesso un monumento veramente unico, oltre quello che già é.

Il tempio era dedicato alla triade tebana, Amon-Min, Mut e del loro figlio Khonsu. Se Karnak é opera di diverse dinastie, il tempio di LUXOR si deve principalmente all’apporto artistico di Amenhotep III e Ramses II.

Nonostante i rimaneggiamenti successivi e le aggiunte operate da Alessandro Magno, il tempio mantiene sempre la sua coerenza stilistica.

Chiarezza, ottimo stato di conservazione dei rilievi, l’unico obelisco (il gemello é a Parigi), i colossi di Ramses II, il cortile porticato, la sala ipostila, e le numerose cappelle, la moschea di Abu el-Haggag, edificata sui resti del tempio quando ancora era sommerso dalla sabbia, fanno del complesso di Luxor un monumento unico, di rara bellezza ed emozione.

Pieni di adrenalina, il gruppo si rifugia in albergo per raccontarsi la giornata è preparare quella successiva.

A domani.

Daniele Mancini

Valle dei Re

 

 

 

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