giovedì, 13 Giugno 2024
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PARENTELA E ASCENDENZA NELLA CULTURA CELTICA DEL BADEN-WÜRTTEMBERG, GERMANIA

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La cultura celtica dell’Età del Ferro preromana nell’Europa centrale e occidentale ha lasciato fino ai giorni nostri numerose tracce, anche sotto forma degli spettacolari enormi tumuli funerari e manufatti archeologici unici. Nonostante questa ricca eredità, molto di questa civiltà resta ancora celata. In una collaborazione tra l’Ufficio Statale per la Conservazione dei Monumenti storici del Baden-Württemberg e il Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology (MPI-EVA) di Lipsia, sono stati ricostruiti, per la prima volta, i genomi di individui celtici provenienti da diversi tumuli funerari .

I tumuli di Eberdingen-Hochdorf e Asperg-Grafenbühl, conosciuti come Fürstengräber, sono tra le sepolture più ricche della preistoria tedesca, con ricco corredo funerario di monili d’oro ed elaborati vasi di bronzo. Una nuova analisi genetica ha ora rivelato che i due principi, sepolti a circa 10 chilometri di distanza l’uno dall’altro, erano biologicamente strettamente imparentati.

Per le analisi attuali, i denti e le ossa dell’orecchio interno nel cranio sono stati campionati presso l’MPI-EVA utilizzando i metodi più recenti e il DNA rimanente è stato sequenziato per ricostruire i genomi di un totale di 31 individui. Le due sepolture centrali, dunque, si distinguono dal resto del gruppo per la loro stretta parentela.

Dopo aver stabilito una relazione genetica tra i due individui, il team ha esaminato tutte le possibili connessioni, come fratelli, fratellastri, nonno e nipote, nonché zio e nipote.  Secondo Stephan Schiffels di MPI-EVA, sulla base delle date di morte abbastanza precise, delle stime dell’età alla morte e della somiglianza genetica dei due principi, solo uno scenario viene messo in discussione come zio e nipote, più precisamente: la sorella del principe Hochdorf era la madre del principe Asperg.

Joscha Gretzinger dell’MPI-EVA ritiene che questo risultato mostri che il potere politico in questa società è stato molto probabilmente ereditato attraverso una successione biologica, paragonabile a una dinastia. Questa teoria è supportata anche da prove di relazioni tra altri individui dei due tumuli, nonché del molto più distante tumulo Magdalenenberg, che fu costruito circa 100 anni prima. Gretzinger aggiunge che nel complesso, sembra che si tratti di un’ampia rete parentale tra i Celti del Baden-Württemberg, in cui il potere politico era sostenuto dalla parentela biologica.

La ricerca ha permesso di stabilire anche il tipo di rapporti che avevano i Celti con gli altri abitanti dell’Europa dell’Età del Ferro oltre il Baden-Württemberg. Un’analisi dettagliata delle origini genetiche di questo gruppo rivela un’origine genetica molto probabilmente da ricercare nell’attuale Francia, ma che all’epoca era diffusa in tutta la Germania meridionale. Inoltre, diversi individui mostrano un’origine genetica italiana, che ben si adatta anche agli oggetti rinvenuti nelle tombe, molti dei quali mostrano stili mediterranei.

Lo studio risulta essere, quindi, un pezzo importante del puzzle nella nostra comprensione della cultura celtica e della storia europea nella Media e nella Tarda Età del Ferro che, a differenza del periodo romano e di altri periodi altomedievali, difficilmente può essere corroborata da fonti scritte.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: MAX-PLANCK-GESELLSCHAFT

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