lunedì, 26 Febbraio 2024
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L’IMPATTO DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO SUI GRUPPI UMANI TRA NEOLITICO ED ETA’ DEL BRONZO, NUOVO STUDIO

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Secondo uno studio recentemente pubblicato sulla rivista PLOS ONE da Ralph Großmann dell’Università di Kiel, in Germania, e dai suoi colleghi, i gruppi umani nell’Europa neolitica fluttuavano a causa dei cambiamenti climatici.

La documentazione archeologica è una risorsa preziosa per esplorare la relazione tra l’uomo e l’ambiente, in particolare il modo in cui ciascuno è influenzato dall’altro. In questo studio, i ricercatori hanno esaminato le regioni dell’Europa centrale ricche di resti archeologici e fonti geologiche di dati climatici, utilizzando queste risorse per identificare le correlazioni tra le tendenze della popolazione umana e il cambiamento climatico.

Le tre regioni esaminate sono la regione Circumharz della Germania centrale, la regione della Repubblica Ceca/Bassa Austria e la zona prealpina settentrionale della Germania meridionale.

I ricercatori hanno raccolto oltre 3400 datazioni al radiocarbonio edite e  provenienti da siti archeologici situati in queste regioni con la funzione di creare degli indicatori di presenze di popolazioni antiche, seguendo la logica secondo cui sono disponibili più date da gruppi umani più grandi che lasciano più materiali.

I dati climatici provengono dai depositi identificate nelle grotte in queste regioni che forniscono informazioni databili sulle antiche condizioni climatiche. Questi dati coprono il periodo compreso tra il 3550 e il 1550 a.C., dal Tardo Neolitico alla Prima Età del Bronzo.

Lo studio ha trovato una notevole correlazione tra il clima e le popolazioni umane. Durante i periodi caldi e umidi, le popolazioni tendevano ad aumentare, probabilmente sostenute dal miglioramento dei raccolti e delle economie.

Durante i periodi freddi e secchi, le popolazioni spesso diminuivano, a volte sperimentando importanti cambiamenti culturali con potenziali prove di crescente disuguaglianza sociale, come l’emergere di “sepolture principesche” di alto status di alcuni individui, riscontrabile soprattutto nella regione di Circumharz.

Questi risultati suggeriscono che almeno alcune delle tendenze delle popolazioni umane nel corso del tempo possono essere attribuite agli effetti dei cambiamenti climatici e gli autori dello studio riconoscono che questi dati sono suscettibili di distorsioni a causa delle limitazioni della documentazione archeologica in queste regioni e che saranno importanti più dati per supportare questi risultati.

Questo tipo di studio è fondamentale per comprendere la connettività umana con l’ambiente e gli impatti dei cambiamenti climatici sulle culture umane.

Gli autori ritengono che tra 5.500 e 3.500 anni fa, il clima è stato un fattore importante nello sviluppo della popolazione nelle regioni intorno ai monti Harz, nella zona prealpina settentrionale e nella regione delle attuali Repubblica Ceca e Austria. Tuttavia, non solo la dimensione della popolazione, ma anche le strutture sociali sono cambiate con le fluttuazioni climatiche.

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: Kiel University

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