mercoledì, 28 Febbraio 2024
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GLI SCUDI RITUALI E DA BATTAGLIA DELLA NAVE VICHINGA DI GOKSTAD, NORVEGIA

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Secondo l’autore dello studio, Rolf Warming della Stockholm University, gli scudi di Gokstad sono generalmente conformi agli scudi che sono stati usati in combattimento. Warming ritiene che l’artigianato dello scudo tondo e piatto è nella tradizione germanica, una tecnologia di armi diffusa in Scandinavia tra l’inizio del III e la fine del XIII secolo d.C.

I 64 scudi rinvenuti con la nave, forse uno per ciascun membro dell’equipaggio a bordo, erano legati lungo il bordo superiore dello scafo della nave, appena sopra i suoi fori per i remi. La nave era un tempo utilizzata in mare, probabilmente per la guerra, il commercio e il trasporto ma agli inizi del X secolo fu trascinato sulla terraferma e utilizzata per la sepoltura di un re vichingo.

Lo studio di Warming mostra che gli scudi erano costituiti da assi di legno affusolate attorno a una grossa borchia di ferro su un verso e un manico di legno dall’altro, rendendo gli scudi leggeri e facili da manovrare. Le assi di ogni scudo erano dipinte di giallo o di nero, conferendo loro il cromatico aspetto di mezzelune gialle e nere.

Gli archeologi del passato hanno suggerito che questi scudi avessero solo una funzione cerimoniale ma Warming ha scoperto che questi strumenti da battaglia erano originariamente ricoperti da un sottile strato di pelle di animale, per rinforzare le assi e i bordi. Warming ha trovato resti di uno strato organico sopra i pannelli dello scudo e dei fori di cucitura e un bordo smussato che indicherebbero che le assi siano state costruite per accogliere uno strato protettivo di qualche tipo, rafforzando l’idea che gli scudi di Gokstad fossero usati in combattimento e non solo per la decorazione rituale.

Navi come quella di Gokstad erano cruciali per gli studi sui Vichinghi , un nome derivato da un termine attribuito ai predoni norvegesi dagli inglesi che attaccavano la terra di Albion per le celebri razzie di tesori e schiavi a partire dall’VIII secolo fino a quando i Vichinghi norvegesi si convertirono al cristianesimo dopo il X secolo.

Le navi vichinghe avevano vele quadrate ma erano anche dotate di remi da usare in caso di vento cattivo o durante la navigazione nei fiumi. Queste barche avevano anche scafi costruiti con la tecnica a clinker (con gli assi sovrapposti) poco profondi e leggeri, con la possibilità di avvicinarsi alla terraferma e tirare a terra le loro barche quando necessario senza danneggiare lo scafo.

Secondo Warming, che gli scudi della nave di Gokstad sarebbero serviti come una sorta di armatura extra, che avrebbero potuto slegare dallo scafo per il combattimento corpo a corpo, o per una dimostrazione di forza nei confronti di navi avversarie in un eventuale scontro navale.

Non ci sono tracce del loro effettivo uso in battaglia, ma sono state osservate alcune tacche e segni irregolari sulle sporgenze degli scudi che saranno sottoposti ad attente analisi di usura che potrebbero essere in grado di indicare la reale natura dei tagli.

Warming osserva che gli scudi erano un elemento importante ma spesso trascurato del combattimento corpo a corpo: potrebbero rivelare molti dettagli sui movimenti del corpo e quindi sulle tecniche e tattiche di combattimento, quindi è importante documentarli in dettaglio.

Il nuovo studio sugli scudi della nave di Gokstad rivela, dunque, una verità interessante ma complessa e sono necessarie ulteriori ricerche interdisciplinari per illuminarla.

La nave di Gokstad è esposta al Museo delle Navi vichinghe a Oslo, chiuso per ristrutturazione-

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

 

Navi sepolte

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