MODERNI PESTICIDI ACCELERANO LA CORROSIONE DEI MANUFATTI ROMANI

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Una ciotola del periodo romano imperiale in lega di rame con evidenti tracce di corrosione contiene tracce di clorobenzeni, una sostanza chimica un tempo usata nei pesticidi che è nota per accumularsi nel sottosuolo e nelle falde acquifere. Lo studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports evidenzia quanto il suolo inquinato da clorobenzeni possa rappresentare una minaccia continua e grave non solo per la salute dell’uomo ma anche per la conservazione del materiale archeologico deposito nei terreni e ancora non portato alla luce.

I clorobenzeni sono composti sintetici che possono essere tossici ad alti livelli e la maggior parte è stata vietata per l’uso nel Regno Unito. lo stato dove è stata realizzata la ricerca, a seguito di preoccupazioni sollevate sull’inquinamento ambientale. Si pensa, tuttavia, che questi composti si siano accumulati nell’ambiente attraverso precedenti attività agricole e industriali. Una ciotola romana del periodo imperiale, realizzata in una lega di rame, è stata rinvenuta nel 2016 in una fattoria nel Kent, un sito noto per essere stato utilizzato per l’agricoltura intensiva almeno dal 1936.

Luciana da Costa Carvalho, della School of Archaeology dell’Università di Oxford e i colleghi del Dipartimento di Chimica, hanno analizzato la tipologia di corrosione di colore verde e marrone presente sulla ciotola per identificarne i diversi componenti. Hanno trovato elementi che erano indicativi dei cambiamenti, nel tempo, del suolo causati dalle attività umane.

Nella corrosione di colore verde, i ricercatori hanno individuato la presenza di clorobenzeni ma anche dietiltoluamide (noto anche come DEET) nella corrosione di colore marrone, un composto moderno che è ancora utilizzato nei repellenti per insetti. Gli autori ritengono, dunque, che i clorobenzeni fossero i maggiori responsabili della corrosione nella ciotola romana.

Ritengono, inoltre, che anche se i clorobenzeni dei pesticidi non sono più utilizzati nel Regno Unito, il suolo inquinato può ancora minacciare la conservazione del materiale ancora deposto nei depositi archeologici e sono, dunque, necessarie ulteriori ricerche per comprendere meglio i processi coinvolti.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: National Library of Medicine

UK

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