RINVENUTI RESTI ARCHITETTONICI DI VII SECOLO A.C. A GERUSALEMME

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Elementi  architettonici riccamente decorati, recanti il ​​simbolo della monarchia giudaita e apparentemente proveniente da un palazzo eretto 2.700 anni fa, sono stati scoperti a Gerusalemme.

I reperti, attribuibili al periodo del Primo Tempio, sono stati rinvenuti nel quartiere di Armon Hanatziv, una collina strategica situata a sud della Città Vecchia di Gerusalemme.

Alcuni elementi architettonici rinvenuti

Un team guidato dall’archeologo dell’ Israel Antiquities Authority, Yaakov Billig, ha scoperto le decorazioni architettoniche sepolte di un palazzo, con capitelli splendidamente scolpiti nello stile del Regno di Giuda, durante uno scavo prima della costruzione di un centro visitatori.

L’evidenza di un sontuoso edificio eretto fuori dalle antiche mura di Gerusalemme è un ottimo risultato per l’archeologia gerosolimitana.

Il palazzo fu probabilmente distrutto durante la conquista babilonese di Gerusalemme nel 586 a.C. e i resti sono stati trovati nell’area della distruzione.

Secondo i ricercatori, la qualità non solo dei capitelli, ma di altri reperti, come le colonne, è straordinaria per tutto il Levante, reperti di qualità eccezionale associabili a proprietà reali.

Billig ha spiegato che i capitelli non erano caduti a causa della distruzione bellica, ma erano stati volutamente sepolti nel terreno circostante il palazzo. In seguito, il resto del sito era stato livellato. Nell’antichità, ciò che poteva essere riutilizzato veniva prelevato, ma elementi architettonici decorati volutamente rimossi dall’edificio e deposti in una favissa, potevano essere anche di carattere sacro e inviolabili.

La maggior parte degli elementi architettonici scoperti fino ad oggi, anche quelli più grandi, erano decorati solo su un lato, per mostrare la faccia solo a coloro che entravano nell’edificio. Il capitello maggiore, invece, era scolpito su entrambi i lati e nettamente più elaborato.

Altri capitelli più piccoli, rinvenuti nei paraggi, avevano in alto delle decorazioni che, unite, formano una sorta di architrave decorato.

Per i ricercatori dovrebbero appartenere a un palazzo o a una tenuta reale o a una ricca abitazione costruita sul crinale di Armon Hanatziv, con vista sulla Città di David e sul Monte del Tempio, anche strategicamente posizionato.

L’edificio é stato probabilmente costruito all’inizio del VII secolo a.C.,  al tempo del re Ezechia, dopo che Gerusalemme era sopravvissuta a un assedio degli Assiri, nel 701.

Evidentemente i committenti si sentivano abbastanza sicuri da costruire, oltre la cinta muraria, ville e proprietà reali ma il palazzo o la tenuta non sarebbero durati a lungo poiché l’edificio è stato distrutto, insieme a gran parte della città e al Primo Tempio, quando i Babilonesi conquistarono il Regno di Giuda.

Precedenti scavi avevano portato alla luce  uno strato di distruzione, a Gerusalemme, relativo al periodo della conquista babilonese. Non può essere certo che l’edificio in questione sia stato raso al suolo allora, ma sembra plausibile. Poi a un certo punto, come spesso accade, le pietre e i conci dell’edificio originale sono stati rimossi e riutilizzati, ad eccezione dei capitelli sepolti.

I blocchi sono anche di dimensioni uniche. Circa 20-30 capitelli  simili sono stati trovati sia nel territorio di Giuda che nel Regno di Israele: erano probabilmente gli architravi delle porte dei palazzi. Questi, a Gerusalemme, invece, sono di medie dimensioni e probabilmente servivano come decorazione in cima ai pilastri in un cortile. In seguito hanno trovato anche decorati capitelli in “miniatura”, molto più piccoli.

Le decorazioni e gli altri elementi architettonici sono assolutamente tipici del Regno di Giuda. Lo stesso simbolo monarchico, che alcuni studiosi interpretano in una palma stilizzata, compare sull’odierna moneta da cinque shekel.

Gli archeologi hanno datato il presunto palazzo in base ai numerosi frammenti di ceramica che hanno trovato entro il VII secolo a.C., dunque tra il regno di Ezechia, sopravvissuto all’assedio assiro, e quello di Giosia, appena prima della distruzione babilonese.

Le ceramiche, le brocche, le ciotole, le lampade, il repertorio di vasi di argilla fratturati, sono tutti di quel periodo e la datazione al periodo del Primo Tempio dovrebbe essere sostenuta in seguito utilizzando altre nuove tecnologie.

 

Tradotto e rielaborato sa Daniele Mancini

NOTA: Da un recente confronto con la prof. Oliva Menozzi, docente di Archeologia Classica e direttrice scientifica del Laboratorio CAAM (Centro di Ateneo di Archeometria e Microanalisi)  presso l’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara, è emerso che il motivo rappresentato nei capitelli rinvenuti è uno stilema architettonico e iconografico ricorrente nel Vicino Oriente già a partire dal X secolo a.C. fino al VI secolo e spesso adoperato nel mondo fenicio orientale.

 

Assiri

IAA

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