RICOSTRUITO COMMERCIO DELL’ARGENTO NEL MEDITERRANEO ORIENTALE DAL TARDO BRONZO

Per leggere questo articolo occorrono 3 minuti

Un team di ricercatori è riuscito a ricostruire lo sviluppo del commercio dell’argento nel Mediterraneo orientale dalla Tarda Età del Bronzo, quel periodo che includerebbe le date tradizionalmente attribuite alla Guerra di Troia, alla fondazione di Roma e alla distruzione del Tempio di Salomone a Gerusalemme.

Il team di scienziati e numismatici francesi, israeliani e australiani ha individuato tracce geochimiche del commercio di argento pre-coniatura che ha continuato in tutto il Mediterraneo durante i periodi della Tarda Età del Bronzo e del Primo Ferro, con un rallentamento occasionale delle forniture del prezioso metallo. L’argento proveniva da tutto il Mediterraneo nord-orientale, fino alla penisola iberica.

Il team ha utilizzato un’analisi isotopica ad alta precisione per identificare le fonti delle minuscole tracce di piombo trovate nell’argento Hacksilber. Hacksilber è una sorta di lingotto d’argento tagliato irregolarmente che include frammenti di lingotti d’argento e gioielli che servivano come mezzo di pagamento nel Levante meridionale già dall’inizio del secondo millennio fino al IV secolo a.C.

Utilizzato nelle transazioni locali e internazionali, il suo valore veniva determinato pesandolo su bilance con pesi standardizzati. Negli scavi archeologici nella regione è stato scoperto che l’argento era conservato all’interno di contenitori di ceramica, importato appositamente per le transazioni commerciali.

Presentando la ricerca alla Conferenza di geochimica Goldschmidt, Liesel Gentelli ritiene che  prima della monetazione il commercio internazionale era basatoanche dalla presenza del lingotto  Hacksilber, a sua volta scambiato con merci.

Il team ha analizzato lingotti Hacksilber provenienti da 13 diversi siti risalenti nel periodo compreso tra il 1300 a.C. e il 586 a.C. nel Levante meridionale, nell’odierna Israele e nell’Autorità Palestinese. I campioni includevano reperti di ‘En Gedi, Ekron e Megiddo e sono stati confrontati con altri campioni di minerale e hanno dimostrato che la maggior parte degli Hacksilber proveniva dall’Egeo meridionale e dai Balcani ma anche Sardegna e Spagna.

Liesel Gentelli (École normale supérieure de Lyon, Francia) ritiene che i ricercatori precedenti abbiano rilavato la cessazione del commercio dell’argento in seguito al crollo della società alla fine dell’Età del Bronzo tardo ma la ricerca mostra che gli scambi, soprattutto tra i paesi meridionali del Levante e il mondo dell’Egeo, non si siano mai fermati: le persone intorno al Mediterraneo orientale sono rimaste collegate ed è probabile che l’argento sia fluito nel Levante a causa del commercio o del saccheggio.

I ricercatori riscontrano periodi di scarsità d’argento solo durante la transizione dall’età del bronzo all’età del ferro, intorno al 1300-1100 a.C. Alcuni lingotti relativi a questo periodo mostrano che l’argento abbia un contenuto di rame insolitamente alto, che sarebbe stato aggiunto per compensare la mancanza di argento.

Secondo la Gentelli, non sarebbe possibile abbinare le scoperte sul commercio dell’argento a specifici eventi storici, ma l’analisi mostra l’importanza delle transazioni già prima dell’inizio del XII secolo a.C., fino alla fondazione di Roma nell’VIII secolo a.C., fino alla fine dell’Età del Ferro, intorno al VI secolo a.C.

Successivamente, si riscontra la graduale introduzione della monetazione, prima attraverso i rinvenimenti di diverse monete arcaiche, successivamente con una transizione verso un’economia monetaria intorno alla metà del V secolo a.C., che ha reso meno rilevante il commercio di lingotti Hacksilber. Tuttavia, lo studio rivela il ruolo economico cruciale che Hacksilber ha svolto nelle economie dell’Età del Bronzo e del Ferro.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: Goldschmidt Conference

Commercio Argento

Ciao! Lascia un commento. Grazie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: