POTENTI LASER PER LA CONSERVAZIONE DELLE OPERE D’ARTE

Per leggere questo articolo occorrono circa 2 minuti

Autori antichi e moderni si sono dilettati a scrivere del tempo e del suo modificare le cose, belle e brutte. I professionisti della conservazione delle opere d’arte farebbero carte false, invece, per bloccare il tempo ed evitare che un manufatto di valore artistico subisca il trascorrere del tempo.

Proteggere le opere d’arte dagli effetti dell’invecchiamento richiede una comprensione del modo in cui i materiali si alterano nel tempo. Patrizio Antici dell’Institut National de la Recherche Scientifique (INRS) ha sviluppato un nuovo metodo diagnostico e analitico per l’uso nella conservazione culturale, mettendo la sua conoscenza scientifica dei laser e degli acceleratori di particelle per lavorare nel mondo dell’arte.

Descrive in modo preciso questo nuovo metodo in un articolo pubblicato sulla rivista Science Advances.

Peter Paul Rubens; Vincent van Gogh

Ecco alcuni esempi. Il giallo brillante che Vincent van Gogh ha usato nei suoi dipinti si scurisce nel tempo. Peter Paul Rubens ha avuto lo stesso tipo di vernice sulla sua tavolozza e i suoi dipinti mostrano la stessa perdita di luminosità. Per far luce sul mistero di questo oscuramento, i loro “mitici” gialli vengono ora analizzati usando In Air Plasma-Induced Luminescence o In-Air PIL, in breve. 

Questo attento esame rivela che la luce provoca un cambiamento nella qualità dei cristalli di vernice, spiegando l’oscuramento che è caratteristico di certe opere.

Sviluppato da Patrizio Antici e dal suo team, In-Air PIL utilizza un piccolo acceleratore di particelle e una sorgente di fotoni generati dal laser. Questo metodo produce rapidamente una lettura della composizione chimica e delle caratteristiche del cristallo su superfici più ampie rispetto ai metodi principali attualmente in uso. 

Eseguendo simultaneamente una varietà di analisi della luminescenza, In-Air PIL riduce il numero di dispositivi complessi necessari per una diagnosi. Più compatto rispetto alle tecnologie comparabili e facile da configurare, In-Air PIL produce informazioni che possono potenzialmente essere utilizzate per dedurre lo stato di conservazione, autenticità, composizione e provenienza di uno strumento artistico.

Numerosi team scientifici in tutto il mondo sono in corsa per sviluppare approcci simili. La sfida consiste nello sviluppo di alternative al sistema diagnostico PIXE (emissione di raggi X da particelle), considerato il massimo nella diagnostica fino a oggi, che produce analisi estremamente precise ma comporta anche notevoli limitazioni, in particolare in termini di costi e infrastrutture, rendendo In-Air PIL un’alternativa altamente valida.


L’attuale studio descrive ampiamente il concetto di base che ha motivato Antici e i suoi collaboratori a perseguire i loro sforzi per portare sul mercato lo In-Air PIL. Il dispositivo sarebbe destinato ai conservatori del patrimonio, ma avrebbe anche applicazioni in numerose altre aree della scienza dei materiali. 

Il professore è anche un pioniere nello sviluppo di una nuova generazione di PIXE laser-driven più accessibile. Il suo lavoro in quell’area ha già portato a un brevetto e a due articoli, tra cui uno pubblicato di recente in Scientific Reports, aprendo un nuovo campo di ricerca scientifica, ora seguito da numerosi centri di ricerca internazionali. 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: Institut national de la recherche scientifique

Metodi di conservazione

Ciao! Lascia un commento. Grazie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: