DALLE ORCADI, SCOZIA, INDIVIDUATA VIA NAVIGABILE VICHINGA

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Una nuova ricerca ha rivelato l’esistenza di una via navigabile vichinga andata perduta che attraversa la terraferma delle Isole Orcadi, in Scozia, e collega il Nord Atlantico con lo Scapa Flow,  formando l’equivalente di un’antica “autostrada”.

I risultati, pubblicati sul Journal of Wetland Archaeology, sono il frutto di una collaborazione multidisciplinare  tra l’Università delle Highlands e Islands, l’Università di St .Andrews e l’Università del Galles.

Una serie di toponimi in antico scandinavo, collegati al mondo del mare e delle barche, situati nel bel mezzo delle Orcadi, ha attirato l’attenzione dei ricercatori. Una combinazione di nomi di luoghi, la ricerca attraverso moderni metodi scientifici, mappatura geofisica, telerilevamento e campionature di sedimenti ha rivelato che l’area potesse essere collegata attraverso una serie di antichi corsi d’acqua e canali.

I nomi con origini norrene sono prevalenti sulla terraferma occidentale delle Orcadi, che fu un’area chiave per consentire agli jarl o conti scandinavi dal IX al XII secolo. Le vie navigabili identificate fornivano un facile accesso alla roccaforte Earls’ stronghold on the Brough of Birsay per il trasporto di affitti e tasse dalle ricche fattorie e proprietà che circondano il Lago di Harray.

Lo studio sui toponimi vichinghi di luoghi e fattorie sono da tempo oggetto di studio nella Scozia settentrionale e nelle isole. Il nuovo studio ha indagato proprio su alcuni dei toponimi che hanno connotazioni marittime o nautiche utilizzate per luoghi che oggi si trovano nell’entroterra delle isole Orcadi.

Nomi come Greenay, che significa acque poco profonde, o Knarston, che deriva dalle parole per indicare una nave da trasporto (“knorr“, in nordico antico) e una fattoria (“staðir“), indicherebbero il luogo di ormeggio delle navi. Warth, derivato dall’antica “varða” (faro), oggi si trova in una posizione pianeggiante nell’entroterra ma ci sono prove che in Danimarca, lo stesso termine “Warth” indichi una “vagttårne” (torre di guardia) in luoghi bassi lungo le rotte marine o fluviali, come il fiordo di Roskilde.

I ricercatori hanno utilizzato metodi geofisici e il telerilevamento per mappare una serie di canali, ora riempiti, che si estendevano a nord dal Lago di Harray ai laghi di Sabiston e Boardhouse, verso la roccaforte Earls’ stronghold on the Brough of Birsa. I dati sono stati combinati con informazioni sul “paleopaesaggio” ottenute da records di campionature di sedimenti.

Il terreno è ora dominato dall’attività agricola e fortemente modificato dalle reti di drenaggio artificiale costruite negli ultimi tre secoli, rendendo difficile identificare i vecchi corsi d’acqua. Tuttavia, una volta analizzati i dati scientifici, è stato possibile modellare i percorsi e collegarli alle località dagli antichi toponimi nautici.

La rete di vie navigabili avrebbe fornito una via d’acqua poco profonda attraverso la quale i vichinghi avrebbero potuto far navigare anche le barche da trasporto di merci pesanti, come il grano. Canali navigabili simili alla via navigabile delle Orcadi sono noti altrove in Scozia, ad esempio a Rubh an Dunain, sull’Isola di Skye.

Questo nuovo approccio agli studi cambia il modo in cui si pensasse fossero trasferite le merci e  le persone, consentendo agli storici e agli archeologi di cercare in modo specifico ulteriori prove del trasporto su acqua nelle isole durante il periodo vichingo.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: University of St Andrews

Vichinghi

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