SCOPERTE ARCHEOLOGICHE 2020 SECONDO LIVE SCIENCE – ARTICOLO #800!

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L’articolo n. 800 e la ricorrenza del quinto compleanno di questo Blog onoreranno le scoperte archeologiche del 2020 secondo la rivista Live Science. L’occasione di scorrere queste classifiche è utile per “ripassare” quanto i colleghi archeologi da tutto il mondo abbiano fatto a favore della conoscenza storica, sempre fondamentale in um momento come quello che stiamo attraversando, per portare alla luce centinaia di manufatti, per ricordare che le scienze archeologiche non sono un mestiere per dilettanti e volontari! Buona lettura.

Nazca, Perù. Un geoglifo raffigurante un gatto lungo oltre 35 metri, individuato in Perù nel 2020, è l’esempio più recente delle celebri linee di Nazca. Il geoglifo è fortemente eroso dagli eventi atmosferici ma il lavoro di conservazione ha rivelato un’immagine più completa di felino domestico. Gli archeologi stimano che il geoglifo sia stato realizzato tra il III e il I secolo a.C., il periodo in cui venivano realizzate molte delle linee di Nazca.

Amazzonia. Nel 2020, gli archeologi hanno annunciato la scoperta di un capolavoro di arte paleolitica (attribuibile al periodo tra 12.600 e 11.800 anni fa) su roccia lunga quasi 13 chilometri. Realizzate usando l’ocra, le immagini includono raffigurazioni di enormi mammiferi, bradipi giganti e altre bestie ormai estinte che vivevano quella zona in quell’epoca. Le immagini sono state individuate sulle colline sopra tre rifugi rocciosi nell’Amazzonia colombiana e includono anche diverse impronte di mani umane, disegni geometrici oltre a immagini di cervi, tapiri, alligatori, pipistrelli, scimmie, tartarughe, serpenti, istrici, camelidi e cavalli. Anche rappresentazioni di caccia e individui che interagiscono con piante e alberi. La ricerca del meravilgioso “murale” e successivi scavi archeologici sono stati resi possibili grazie a un trattato di pace del 2016 che ha posto fine alle ostilità tra il governo colombiano e le FARC (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia), un gruppo di guerriglieri ribelli.

Saqqara, Egitto. Si legga Top 10 discoveries 2020.

Cenotafio di Romolo, Roma. Si legga Top 10 discoveries 2020.

Ancora Perù. Una sepoltura femminile rinvenuta in Perù, databile a circa 9.000 anno or sono, attribuibile a una cacciatrice, ha completamente capovolto il concetto che la caccia fosse solo di competenza maschile. L’individuo di genere femminile è stato deposto con un corredo di attrezzi da cacciatore che includeva punte di freccia e altri strumenti adatti a cacciare le vigogne, gli antenati selvaggi degli alpaca. Gli archeologi che hanno scavato i resti della donna non ritengono che sia un caso insolito e isolato. In un’analisi di oltre 400 scheletri rinvenuti da diversi siti dell’emisfero occidentale, gli archeologi hanno scoperto che 27 corpi erano stati deposti con strumenti per la caccia alla selvaggina di grossa taglia e 11 di quegli individui erano di sesso femminile, suggerendo che costoro cacciavano selvaggina grossa in quelle zone del pianeta.

Durrington Walls, Regno Unito. Nel 2020 è stato identificato il più grande monumento preistorico del Regno Unito. Risalente a circa 4.500 anni fa, durante il periodo neolitico inglese, è costituito da 20 enormi fossi circolari nel terreno che sembrano segnare i confini di un primo cerchio di recinzione. Ciascuno dei fori è di circa 10 metri di diametro e 5 metri di profondità. I fori formano un cerchio che si estende per circa 2 km e copre un’area grande poco più di 3 km quadrati. Al centro è posta Durrington Walls, la più grande henge del Regno Unito. Non è chiaro perché sia ​​stato creato il gigantesco cerchio di buchi ma è possibile che formasse una barriera simbolica verso alcune classi sociali. Un’altra possibilità è che i fori fossero usati per trattenere l’acqua durante la stagione delle piogge. In ogni caso, il cerchio dei buchi è unico nel suo genere, senza monumenti preistorici comparabili conosciuti altrove, hanno detto gli archeologi.

Polinesia. Un ampio studio che ha coinvolto la raccolta del DNA da 807 individui indigeni della Polinesia e della costa del Pacifico del Sud America ha rivelato che i polinesiani e le popolazioni native della Colombia hanno preso contatto tra loro intorno al 1150 d.C., navigando verso il Sud America o viceversa. Anche se non è ancora chiaro se i polinesiani abbiano visitato il Sud America o i sudamericani abbiano visitato la Polinesia, è certo che alcuni polinesiani hanno una firma genetica che indica che i loro antenati si siano accoppiati con gli indigeni della Colombia già da diversi secoli: sembrerebbe che i loro discendenti vivevano nelle Isole Marchesi, a circa 7.000 km dalla costa della Colombia, e 1200 d.C. circa si espansero gradualmente verso altre isole della Polinesia.

Mossul, Iraq. Dieci pannelli assiri scolpiti su roccia che mostrano rappresentazioni di divinità assire sono stati rinvenuti in un canale di irrigazione databile a oltre 2.700 anni fa. Le incisioni mostrano Ashur, la principale divinità assira, su un drago, Mullissu, la consorte divinità paredra di Ashur,  che è seduta su un trono decorato sorretto da un leone. Altre raffigurazioni includono il dio del sole Shamash su un cavallo e il dio della luna Sin su un leone cornuto. Tutte le divinità sono rivolte nella direzione dell’acqua che scorreva nel canale. I pannelli e il canale furono probabilmente costruiti durante il regno del re assiro Sargon II, che governò dal 722 a.C. al 705 a.C. che è raffigurato all’inizio e alla fine della processione delle divinità. Le ricerche archeologiche che hanno portato al rinvenimento dei pannelli sono iniziate nel 2012, interrotte a causa degli sciagurati interventi dell’isis (volutamente in minuscolo…). e terminate nel gennaio 2020.

Islanda. Nel giugno 2020, gli archeologi hanno annunciato la scoperta dei resti di un’abitazione vichinga  lunga 40 metri ed edificata nel IX secolo. È una delle prime strutture vichinghe dell’isola e ha conservato anche ha un sontuoso tesoro di perline ornamentali, monete d’argento romane e mediorientali ma anche piccoli lingotti d’argento tagliati e piegati che i vichinghi e altri popoli adoperavano come valuta. I tesori contenevano anche perle di vetro, anelli, pesi e un minuscolo frammento d’oro. I vichinghi che abitavano quella casa lì potrebbero aver acquisito i beni scambiando per loro carne e pelli di balene e foche.

Russia. In Russia è stata scoperta una struttura circolare con i resti di almeno 60 mammut. Per costruire la struttura sono state utilizzate anche ossi animali di renne, cavalli, orsi, lupi, volpi rosse e volpi artiche. Risalente a circa 20.000 anni or sono, la struttura ha un diametro di 11 metri e potrebbe aver avuto un tetto fatto di pelli animali. Secondo i ricercatori, lo scopo della struttura è probabilmente di carattere rituale o forse per la conservazione delle derrate alimentari: sono stati rinvenuti, infatti, diversi ossi ancora legati tra loro dalle articolazioni lasciando supporre che i pezzi di carne animale erano ancora attaccati alle ossa.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info:  rivista Live Science

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