NUOVO STUDIO SUL “PRIMO LIBRO DEL RESPIRARE” E L’ALDILA’ EGIZIO

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Il Papiro FMNH 31324, pubblicato  per la prima volta sulla rivista Journal of Near Eastern Studies, è la base per una nuova analisi del Primo Libro del Respirare, un testo funerario egizio del periodo tolemaico destinato a consentire al defunto di unirsi agli dei nell’aldilà, il Duat.

Foy Scalf, autore dello studio, conferma che negli ultimi anni, è emersa una rinnovata attenzione sulla vitalità dinamica testimoniata dalla produzione e dalla trasmissione della letteratura funeraria egiziana durante il periodo tolemaico e romano e i cosiddetti “Libri del Respirare” sono stati al centro di questa discussione.

Esaminando le origini del Primo Libro della Respirare, secondo Scalf, si può dimostrare che la composizione è stata creata attraverso un attento processo esegetico che inizia con una selezione di formule estratte dal Libro dei Morti, poi intrecciate con nuove composizioni, commenti e la rielaborazione o l’omissione di passaggi specifici.

Nel Papiro FMNH 31324, questo processo ha riunito frasi e concetti del Libro dei Morti, precedentemente indipendenti, in un’unica struttura “narrativa” incentrata sulla divinizzazione dei defunti e la loro presentazione alla comunità degli dei. Riconosciuto come una nuova e distinta composizione, il testo è stato designato come il Primo Libro del Respirare, quale apertura di molti papiri manoscritti.

Sebbene sia difficile identificare una provenienza più specifica rispetto alla sponda occidentale tebana da cui derivano le numerose copie del Primo Libro della Respirare, il manoscritto originale sembrerebbe essere inscritto e illustrato da un unico scriba. La natura incompleta del testo, però, combinata con il fatto che lo scriba ha scritto sulle giunzioni nei fogli di papiro, dimostrano che i fogli di papiro siano prima stati assemblati in un rotolo e poi tagliati prima di essere nuovamente inscritti.

Il danneggiamento del papiro ha reso impossibile identificare l’intestatario del manoscritto e la sua datazione precisa, sebbene Scalf noti che potrebbe essere possibile, in futuro, identificare il possibile proprietario se altri papiri appartenenti allo stesso individuo saranno successivamente identificati e pubblicati.

Il testo è stato scritto con un càlamo a canna e mostra molte somiglianze paleografiche con altri manoscritti del genere Libro del Respirare, indicando una cronologia di realizzazione approssimativa tra la seconda metà del I secolo a.C. e la fine del I secolo d.C./inizio II secolo d.C.

Il manoscritto è, nel complesso, esente da eclatanti errori di scrittura ma mostra quelli tipici di copiatura dal materiale originale, inclusa la confusione dei pronomi, la confusione dei segni ieratici e la confusione nell’ordine di copia. La grammatica che risulta è una versione del medio egiziano “classico”, con una selezione di varie caratteristiche derivanti dalle fasi successive sparse ovunque.

Il papiro FMNH 31324 è illustrato nella parte superiore con un registro di decorazioni, tra cui una figura di una divinità dalle sembianze di vacca posta su un altare, la famosa scena del giudizio “della piuma” e tre divinità protettive che agguantano delle armi: una figura dalla testa umana con un coltello, una figura dalla testa di coccodrillo con una mazza e una figura dalla testa di sciacallo che tiene un coltello.

Il papiro FMNH 31324 contiene una versione “ridotta” del Primo Libro della Respirare che si interrompe in un punto logico dopo l’identificazione delle parti del corpo del defunto con varie divinità. Il Primo Libro della Respirare doveva essere posizionato sotto la testa del defunto, mentre il Secondo Libro della Respirare era deposto sotto i piedi.

Il papiro FMNH 31324, indine, fu acquisito dal Field Museum of Natural History di Chicago il 24 maggio 1894 dal magnate collezionista america Edward E. Ayer mentre era in Europa.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: Museo Egizio Torino

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