PORTATA ALLA LUCE UNA DELLE PIU’ ANTICHE MOSCHEE, A TIBERIADE, ISRAELE

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Quando l’Islam iniziò a diffondersi nel VII secolo, furono costruite moschee in tutto il Medio Oriente e molte sono sopravvissute fino ad oggi come luoghi santi e luoghi di pellegrinaggio; le più famose sono a La Mecca, Medina, Gerusalemme, Il Cairo e Bassora.

A questa illustre lista si aggiunge anche quella rinvenuta a Tiberiade, nel nord di Israele, dove un team Hebrew University, guidato dall’archeologa Katia Cytryn-Silvermandella,  negli scavi degli ultimi anni ha scoperto una fase più antica della già antica moschea della città.

TiberiadeLa Moschea Al-Juma si trova a sud di Tiberiade, ai piedi del monte Berenice; la città stessa è sulle rive del Kinneret, il mare di Galilea. Prima che Cytryn-Silverman iniziasse a scavare 11 anni fa, gli studiosi credevano che la struttura al centro del sito fosse un mercato del periodo bizantino. Cytryn-Silverman ha scoperto che si trattava, invece, di una moschea dell’VIII secolo d.C., all’inizio del periodo islamico.

I risultati delle ricerche degli ultimi anni hanno dimostrato che sotto questa struttura si trova una moschea ancora più antica, risalente al VII secolo! Cytryn-Silverman osserva che non ci sono molte possibilità di scavare antiche moschee perché, nella maggior parte dei casi, altre moschee sono state successivamente costruite sopra di esse.

È il caso della Moschea di Fustat, nella parte più antica de Il Cairo, prima capitale dell’Egitto sotto il dominio musulmano. Secondo Cytryn-Silverman, la prima moschea al Cairo eretta dal califfo Amr bin al-As si trova nella stessa posizione, ma ha subito diversi cambiamenti nel corso dei secoli. Stesso discorso per Gerusalemme e Medina che, in base alle fonti, è possibile teorizzare che fosse semplicemente costruita con tronchi di palma.

Prima dell’identificazione della moschea di Tiberiade, la più antica moschea rinvenuta grazie a scavi archeologici è quella di Wasit, in Iraq, eretta nel 703 d.C. Tiberiade era un importante centro politico ed economico nel  primo mondo islamico e dopo la conquista araba divenne la capitale di Jund al-Urdunn, il distretto militare della Giordania. La città era ben collegata anche all’importante sito archeologico di Hammat Tiberias, nota per le sue sorgenti termali naturali già dall’antichità.

Le cosiddette Moschee del Venerdì, erette in tutte le principali città, erano moschee comunitarie in cui le personalità politiche locali pronunciavano i sermoni del venerdì. Man mano che le popolazioni crescevano e si espandevano, furono costruite sempre più strutture di questa tipologia.

A Tiberiade rimangono solo le fondamenta inferiori della vecchia Moschea del Venerdì sottostante e alcune di queste sono state portate alla luce nel 2004 dall’archeologo Yizhar Hirschfeld. Sono occorsi anni per comprendere il contesto dei risultati: i ricercatori hanno evidenziato il periodo in cui la moschea era attiva solo grazie all’aiuto di manufatti scoperti nel riempimento del pavimento: tra questi, monete e frammenti di ceramica dell’epoca.

TiberiadeCytryn-Silverman ritiene che la terra usata come riempimento sia stata portata da altrove e che, da confronti effettuati, la tecnologia di costruzione utilizzata nell’antica moschea, uno stile semplice e pragmatico insolito della regione, apparentemente giunse per la prima volta in Israele all’inizio della conquista araba nel VII secolo. Potrebbe essere la medesima tecnologia che si sia sviluppata originariamente nella penisola arabica.

La ricercatrice stima che la moschea fosse di circa 22 x 49 metri, con un cortile di dimensioni incerte, ma più piccola della moschea più recente precedentemente scoperta sopra di essa, che risale al periodo compreso tra il 720 e 740 e misura 78 x 90 metri.

Gli scavi di Tiberiade, che dovrebbero riprendere a breve, in collaborazione tra la Hebrew University e l’Istituto Protestante tedesco di Archeologia sul Monte degli Ulivi,  includeranno una struttura identificabile in una piccola chiesa crociata del XII secolo, portata alla luce nel nel 2018, che si trova accanto al grande muro della moschea, non lontano dalle rovine della chiesa bizantina di Tiberiade. Quest’ultima, in uso dal V fino almeno al X secolo, era la più grande della Galilea e gli studiosi ritengono che accanto alla chiesa e alla moschea si trovasse una monumentale sinagoga!

Cytryn-Silverman, nel commentare come questa area multireligiosa sia un simbolo di convivenza regionale, conferma che l’epoca in cui queste strutture monumentali sorgevano nel centro della città, corrispondeva al periodo della famosa e impressionante attività ebraica culminata con la stesura del Codice di Aleppo nella prima metà del X secolo, il testo masoretico, la versione ebraica della Bibbia ufficialmente in uso fra gli Ebrei, spesso utilizzato come base per traduzioni dell’Antico Testamento da parte dei Cristiani. Contiene varianti, alcune significative, rispetto alla più antica versione greca detta “dei Settanta“.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: The New Tiberias Excavation Project

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