NUOVI RINVENIMENTI DAL RELITTO DI ANTIKYTHERA

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Prosegue la nuova ricerca archeologica subacquea sul relitto di Antikythera nell’ambito del progetto quinquennale di studi 2021-2025, producendo ricchi risultati. La ricerca è condotta dalla Swiss School of Archaeology in Grecia sotto la guida di Angeliki G. Simosi, soprintendente dell’Eforato delle Antichità dell’Eubea, e Lorenz Baumer, docente di Archeologia Classica all’Università di Ginevra, sotto la supervisione dell’Eforato delle Antichità Subacquee.

La missione è iniziata con il sollevamento di massicci massi del peso di molte tonnellate, che coprivano parte del relitto e, in questa fase, sono stati utilizzati speciali sacchi per il sollevamento degli oggetti dal fondale, con l’applicazione innovativa del sistema di riempimento dell’aria dalla barca, sviluppato dal team di Hublot Xplorations.

Le nuove scoperte includono:

  • una base marmorea di una statua che conserva entrambe le estremità inferiori nude di una figura umana, ricoperte da una spessa incrostazione. Per questo motivo non è possibile una descrizione dettagliata.
  • Una testa marmorea più grande del vero di una figura maschile barbuta, provvisoriamente identificata come Ercole di tipo Farnese, che potrebbe appartenere alla statua senza testa n. 5742 custodita nel Museo Archeologico Nazionale, recuperata dai pescatori di spugne nel 1900.
  • Il ritrovamento di due denti umani su un solido conglomerato con tracce di rame; attraverso il materiale genetico dei denti aiuterà a determinare il sesso e altre caratteristiche genetiche della persona a cui appartenevano.
  • Numerosi elementi strutturali della nave, come chiodi di rame e di ferro, oltre al piombo di ancoraggio in legno ma anche masse metalliche amorfe ricoperte da una crosta marina dura che nascondono i loro segreti e possono essere indagate solo attraverso i raggi x per individuare eventuali rappresentazioni simboliche esistenti.

Le antichità sono state trasportate in sicurezza da Antikythera alle strutture dell’Eforato delle antichità subacquee, adeguatamente imballate secondo le istruzioni del Dipartimento di conservazione dell’Eforato.

Per le ricerche e gli scavi subacquei, l’immersione è stata effettuata da personale specializzato, utilizzando un apparecchio subacqueo misto gas. Ad assistere al progetto di immersione, oltre a quelli della Guardia Costiera, il personale tecnico e scientifico del dipartimento di ricerca e sviluppo di Hublot e la nave speciale Typhoon, fornita dalla Fondazione di pubblica utilità Athanasios K. Laskaridis.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: ESAG

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