NECROPOLI MEROVINGIA RINVENUTA A SEGNITZ, GERMANIA

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Nel corso degli scavi a Segnitz, nella Bassa Franconia, in Germania, sono state scoperte numerose tombe databili dal VI al VII secolo. Esaminando l’area di scavo, è stato possibile registrare l’estensione completa di una necropoli del periodo merovingio. L’archeologo Hans-Ulrich Glaser, del Büro für Ausgrabungen und Dokumentationen Heyse (Ufficio per gli scavi e la documentazione Heyse) di Schwarzach am Main, in Baviera, conferma che alcune delle tombe rinvenute sono eccezionalmente grandi e contengono corredi funerari preziosi, facendo del sito tedesco un’area è di grande importanza per la storia e l’archeologia.

I primi ritrovamenti archeologici a Segnitz sono stati effettuati nel 2005 a seguito dello sviluppo di una nuova area di sviluppo commerciale. Un recente scavo ha avuto luogo tra maggio e dicembre dello scorso anno quando altre 38 tombe sono state portate alla luce. Queste sepolture erano poste a diverse profondità e alcune misuravano ben tre metri per quattro circa.

Glaser conferma, purtroppo, che quasi tutte le tombe siano state profanate già dall’antichità, seguendo una cattiva usanza che colpisce tutte le necropoli merovinge, furto avvenuto probabilmente poco dopo il funerale e la deposizione del corpo. I tombaroli sembra che conoscessero il posizionamento delle tombe e secondo l’archeologo, i profanatori scavavano in modo molto specifico e il loro obiettivo erano ovviamente i corredi funerari, spesso preziosi, del defunto. Cercavano fibule, preziosi accessori delle cinture o qualsiasi altra cosa si potesse ottenere.

Gli antichi predatori, tuttavia, non sempre hanno asportato tutto. Glaser segnala, infatti, un ritrovamento particolarmente insolito, una tomba femminile i cui resti indossavano preziosi anelli per ogni mano. Oltre a frammenti di vestiario, il team di archeologi ha rinvenuto anche numerosi vasi ceramici dei corredi. In alcuni casi, anche resti lignei degli infissi della tomba ma nel corso delle indagini è stato possibile identificare anche sepolture di cavalli, cosa estremamente rara per l’epoca e in un’altra sepoltura anche i resti di due cani.

Secondo Glaser, questo rinvenimento consente anche di elaborare delle conclusioni socio-culturali, come, ad esempio, informazioni per quanto concerne gli insediamenti merovingi. La necropoli, sottolinea Glaser, fu occupata fino all’VIII secolo e una importante sepoltura rinvenuta nei pressi della Chiesa di San Martino indica una continuità insediativa dalla fine dell’uso del sepolcreto merovingio fino al periodo paleocristiano.

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: BfAD Heyse GmbH & Co. KG

Merovingi

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