MISSIONE ITALO-TURCA RIVELA NUOVE SCOPERTE SULL’ASSIRA KARKEMISH, SIRIA

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In un nuovo studio pubblicato sul Journal of Near Eastern Studies, Gianni Marchesi, ricercatore del Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna, ha tradotto un’iscrizione, recentemente scoperta, relativa al re assiro Sargon II rinvenuta presso le rovine dell’antica città di Karkemish, nell’attuale Siria, sulla sponda occidentale dei fiume Eufrate.

Sargon II

L’iscrizione, che risale al 713 a.C. circa, raffigura la conquista, l’occupazione e la riorganizzazione di Karkemish da parte di Sargon, compresa la ricostruzione della città con le cerimonie rituali, solitamente riservate ai palazzi reali delle capitali. Il testo suggerisce che Sargon avrebbe progettato di trasformare Karkemish nella capitale occidentale dell’Assiria, dalla quale poteva amministrare e controllare i territori occidentali del suo impero.

L’iscrizione cuneiforme è stata trovata su frammenti di tre diversi cilindri di argilla nel 2015 durante la spedizione archeologica italo-turca condotta da Nicolò Marchetti, docente presso l’Università di Bologna, a Karkemish. Ora in rovina, il sito si trova sul fiume Eufrate, al confine tra l’attuale Siria e la Turchia.

Marchesi ha analizzato e tradotto trentotto linee di testo accadico, parzialmente spezzato, usando fonti di riferimento, letteratura accademica e altri manufatti assiri inscritti per colmare le lacune: nessuna riga di testo era completamente intatta.

Nonostante la frammentarietà Marchesi è riuscito a cogliere gran parte del testo originale, che risulta essere molto informativo: a differenza di altri cilindri su Sargon, che contengono iscrizioni di sommario relativamente standard o resoconti annalistici degli eventi del suo regno, il Cilindro di Karkemish ci fornisce un’iscrizione completamente nuova, che riguarda quasi esclusivamente la città conquistata sull’Eufrate, il tutto in uno stile letterario molto elaborato.

Nell’iscrizione, Sargon racconta del “tradimento” di Pisiri, il re ittita di Karkemish che scambiava parole ostili sull’Assiria con il suo nemico, il re Mida di Frigia. Sargon invade Karkemish, deporta Pisiri e i suoi sostenitori, distrugge il suo palazzo, prende le sue ricchezze come bottino e incorpora l’esercito di Pisiri nella sua.

Sargon, quindi, risistema la città con gli assiri e avendo precedentemente bloccato l’approvvigionamento idrico di Karkemish e scrive che “hanno lasciato incolto, come una terra desolata”, traduce Marchesi, riattiva il sistema di irrigazione, piantando frutteti e orti botanici: “Ho reso il profumo della città più dolce del profumo di una foresta di cedri.”

Inoltre, descrive in dettaglio una cerimonia di inaugurazione in cui ha ricevuto doni dalle province assire e li ha sacrificati alle divinità. “I miei signori Karhuha e Kubaba, che abitano a Karkemish, li ho invitati nel mio palazzo”, traduce Marchesi. “Robusti montoni della stalla, oche, anatre e uccelli del cielo ho offerto prima a loro.”

Marchesi è rimasto particolarmente colpito dall’attenzione che Sargon ha avuto nei confronti di Karkemish, in particolare l’elaborata cerimonia di inaugurazione e la costruzione di giardini botanici, entrambi indicativi non di un tipico capoluogo di provincia ma di una capitale con il relativo palazzo reale.

Secondo Marchesi, a causa del suo passato glorioso e della sua posizione strategica, Karkemish aveva il pieno diritto di diventare una sorta di capitale occidentale dell’Impero assiro: un luogo perfetto in cui mostrare la grandezza dell’Asiria e da cui controllare i territori occidentali e nord-ccidentali dell’impero.

Questa visione di Karkemish fu tuttavia di breve durata. Sebbene sia stata prestata molta attenzione al dettaglio dell’ascesa della città in questi testi, la città non è menzionata in alcuna iscrizione nota dei successori di Sargon. 

La morte imprevista di Sargono nel 705 a.C. durante una battaglia contro i Cimmeri nel regno neo-hittita di Tabal, ha probabilmente impedito che questo progetto si realizzasse e ha segnato negativamente il destino di Karkemish stessa che non ha più attirato l’interesse dei re assiri successori di Sargon.

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: University of Chicago

Sargon II

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