INTERESSANTI RITROVAMENTI DAGLI SCAVI DI VULCI

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Nella Vulci etrusca gli artisti dell’epoca hanno sempre potuto esprimere la loro creatività, i propri sentimenti e la fulgida immaginazione attraverso le loro opere. Lo testimonia l’ultimo ritrovamento effettuato dagli archeologi coordinati dal direttore scientifico della Necropoli dell’Osteria del Parco Naturalistico Archeologico, Carlo Casi: qui, un importante reperto proveniente da una ricca tomba etrusca risalente alla fine del VII secolo a.C., parzialmente saccheggiata già nell’antichità, è stato riportato alla luce.

Il dromos (corridoio di ingresso della tomba) è lungo una decina di metri e all’ingresso della tomba c’è una porta monumentale di straordinario splendore (nel mondo etrusco, divide il mondo dei vivi dal mondo dei morti). All’interno, tra gli oggetti rinvenuti, spicca un vaso attribuito al ‘Pittore delle Rondini‘, al quale  sono stati attribuiti altri dodici manufatti ceramici provenienti da precedenti campagne di scavo.

Il ritrovamento mette in luce l’artista che, secondo indagini storiche, giunse dalla Ionia (antica regione costiera dell’Asia Minore, oggi costa della Turchia affacciata sul Mar Egeo). Si dice che abbia prodotto le sue opere a Vulci tra il 630 e il 610 a.C.

Secondo Simona Carosi, funzionaria della Soprintendenza di Viterbo e dell’Etruria meridionale, la particolarità di questo nuovo vaso riguarda la particolare decorazione: un corteo di donne i cui abiti sono accuratamente raffigurati. L’architettura della tomba, secondo la Carosi, conferma che si tratti di una tomba attribuibile a un famiglia molto abbiente. Si tratta di una struttura con un atrio centrale su cui si affacciano tre ambienti in cui gli oggetti del corredo funerario erano riposti in un angolo.

Tra i reperti figurano anche un piatto in stile etrusco-corinzio decorato con animali fantastici e una oinochoe (vaso per versare il vino). Nella Necropoli dell’Osteria sono state scoperte un totale di 46 tombe durante le campagne di scavo che la Fondazione Vulci ha intrapreso negli anni insieme alla Soprintendenza e con il contributo del Comune di Montalto di Castro.

Il 3, 4 e 5 dicembre l’antica città etrusco-romana ospiterà il primo convegno internazionale, aperto al pubblico, dal titolo “Vulci work in progress”, al quale parteciperanno i vertici e i ricercatori delle missioni universitarie che lavorano a Vulci nell’ambito di un progetto della Soprintendenza. Gli studiosi potranno incontrarsi e condividere i propri dati di ricerca.

Silvia Nardi, assessore alla cultura e al turismo del comune di Montalto di Castro, visibilmente soddisfatta, conferma l’impegno del comune nel portare avanti un progetto iniziato già da alcuni anni che ha trasformato Vulci in un luogo di interesse scientifico e turistico, come documentano gli ultimi dati di maggio, che mostrano circa 5.000 visitatori che hanno voluto conoscere la bellezza e la storia di quella terra.

Nel frattempo è iniziata la campagna di scavo della Duke University anche nel foro occidentale dell’antica città etrusco-romana. Il “Progetto Vulci 3000” multidisciplinare, coordinato da Maurizio Forte, docente di Studi Classici e Artistici, Storia dell’Arte e Visual Studies presso l’università degli Stati Uniti, affronta il complesso lavoro per riportare alla luce le antiche strutture etrusche che un tempo dominavano il zona a nord di Montalto.

 

Rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: EtruriaOggi 

Etruria

3 pensieri riguardo “INTERESSANTI RITROVAMENTI DAGLI SCAVI DI VULCI

  • mercoledì, 16 Giugno 2021 in 17:05
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    Complimenti per il Suo magnifico articolo su Vulci, che da anni ritengo sia uno dei siti Etruschi piu’ importanti!!!

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    • mercoledì, 16 Giugno 2021 in 17:25
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      Grazie Giancarlo, è un piacere essere seguiti da lettori come te. Un caro saluto

      Rispondi

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