RESTI UMANI E ANIMALI TRA I MANUFATTI METALLICI DEL TARDO BRONZO DI KALISZANY, POLONIA

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Resti umani antichi e resti di animali sono stati rinvenuti nel luogo in cui è stato scoperto, nella prima metà dl XX secolo, uno dei più grandi tesori della Tarda Età del Bronzo, a Kaliszany, nella Wielkopolska, in Polonia

Nel 1943, durante il livellamento di un terrapieno nell’odierna Kaliszany, nei pressi di Wqgrowiec, fu scoperto un grande tesoro ascrivibile all’VIII secolo a.C. circa. Consisteva di 44 oggetti in lega di rame e tra loro sono stati portati alla luce asce, collane, braccialetti e una fibula.

Nell’agosto di quest’anno, gli archeologi dell’Università Maria Curie-Sklodowska di Lublino sono tornati per effettuare nuovi scavi e conoscere le circostanze del deposito di quegli importanti. Gli scavi hanno confermato che il terrapieno era artificiale.

Il capo del progetto di ricerca, Marcin Maciejewski dell’Istituto di archeologia dell’università, conferma che la ricerca ha dimostrato che la struttura è stata eretta per depositare oggetti di metallo. Tuttavia, con i manufatti metallici sono stati identificati un teschio umano, resti di animali disposti in ordine anatomico e diversi frammenti di contenitori ceramici.

I ricercatori hanno in programma di eseguire analisi di laboratorio dettagliate dei manufatti ceramici, cercando di determinare cosa sia stato contenuti in essi. Specifiche analisi saranno realizzate anche sigli altri oggetti rinvenuti.

Gli archeologi ritengono che il tumulo funerario sia stato realizzato dopo che il tesoro, le ossa e i vasi siano già stati collocati nei pressi dell’inumato. In precedenza, si è ritenuto che gli oggetti potessero essere stati sepolti in un terrapieno esistente, creatosi naturalmente diverse secoli di anni prima, e che svolgesse una funzione diversa.

Durante la ricerca di quest’anno, gli archeologi hanno anche stabilito che il terrapieno-tumulo fosse costruito con migliaia di pietre e massi grazie al rinvenimento di  strumenti che avrebbero potuto essere usati per lavorare le pietre. Proprio al di sotto di queste pietre, hanno scoperto i resti di vasi, di animali, incluso un cranio di bovino, e un teschio umano.

Le credenze locali hanno sempre favoleggiato sul terrapieno di Kaliszany, ritenendolo parte di un luogo sacro, di una necropoli antica ma anche un cimitero per i morti del colera, una tomba dell’epoca del “Diluvio” oppure dell’epoca napoleonica o della seconda guerra mondiale ma le ricerche archeologiche hanno confermato che il territorio è stato vissuto intensamente già da 3.000 anni fa, costituendo un nuovo tassello per la sconosciuta storia locale.

Molti furono i tentativi di livellare il terrapieno, non solo durante la seconda guerra mondiale, ma anche in seguito, durante il funzionamento della locale fattoria demaniale. Maciejewski ritiene, tuttavia, che il luogo di deposito dei manufatti non sia stato casuale: la posizione elevata del luogo era stata scelta per via delle zone umide poste nei dintorni, da un lato c’era un corso d’acqua e la sua valle e dall’altro un lago. Il tumulo/terrapieno, dunque, era posto al confine dell’area abitata.

Maciejewski ribadisce che la motivazione principale che avrebbe indotto gli individui del periodo a deporre gli oggetti metallici non era il solo desiderio di nasconderli dalle minacce ma per una sorta di atto simbolico.

Alla fine dell’Età del Bronzo e all’inizio dell’Età del Ferro, le popolazioni delle attuali zone della Polonia nord-occidentale depositarono strumenti metallici, ornamenti e armi alla periferia dei loro territori, e il tesoro di Kaliszany non è un caso isolato.

Secondo i ricercatori, lo scopo di questi depositi rituali era anche quello di segnare i confini degli abitati per marcarli e renderli sacri. Gli atti di depositare oggetti metallici sul confine erano indirizzati a forze soprannaturali, a divinità e antenati che erano stati collocati in terre fisiche ma al di fuori del mondo reale.

Gli scavi fanno parte del progetto finanziato dal Polish National Science Centre che da tempo si occupa dello studio dei tesori della fine dell’Età del Bronzo e dell’inizio dell’Età del Ferro.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: Science in Poland

POLONIA

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