venerdì, 9 Ottobre 2026
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DALLO STUDIO DELLE PRIME SEPOLTURE A GÖBEKLITEPE, SPUNTI DI RILESSIONI SUI RITI FUNERARI DEL NEOLITICO

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Gli archeologi dell’Istituto Archeologico Germanico hanno portato alla luce i primi due contesti funerari intatti a Göbeklitepe, nella Turchia sud-orientale, offrendo nuove informazioni sul trattamento dei morti durante il Periodo neolitico di quella regione e, potenzialmente, risolvendo un mistero vecchio di decenni riguardante le centinaia di ossa umane sparse rinvenute nel sito.

I ritrovamenti, risalenti al Neolitico preceramico B, tra l’8700 e l’8000 a.C., suggeriscono che molti dei resti umani frammentari rinvenuti all’interno degli edifici monumentali di Göbeklitepe potrebbero provenire da sepolture poste sotto i pavimenti di abitazioni vicine.

Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista PLOS One, ipotizza che l’erosione e le frane abbiano trasportato resti umani dalle zone più elevate dell’insediamento verso le strutture monumentali sottostanti, dove gli archeologi hanno recuperato ossa sparse sin dall’inizio degli scavi nel 1995.

I risultati mettono in discussione l’ipotesi che tutti i resti umani scoperti all’interno degli edifici monumentali di Göbeklitepe siano stati deposti deliberatamente nell’ambito di antichi rituali funerari. Tuttavia, i ricercatori sottolineano che le nuove prove non escludono altre pratiche funerarie, tra cui la modificazione deliberata e il trattamento cerimoniale dei teschi umani.

Situato a circa 15 chilometri a nord-est di Şanlıurfa, Göbeklitepe è tra i siti archeologici più significativi del Neolitico iniziale. Il sito, patrimonio mondiale dell’UNESCO, è famoso per i suoi monumentali recinti in pietra e gli enormi pilastri a forma di T, molti dei quali decorati con elaborate sculture di animali selvatici e altre immagini simboliche.

Il tumulo dell’insediamento si è formato in un periodo di circa 1.600 anni, all’incirca tra il 9600 e l’8000 a.C., durante la transizione delle comunità dell’Asia sud-occidentale da una vita di caccia e raccolta nomade a insediamenti più permanenti e all’agricoltura.

Per molti anni, Göbeklitepe è stata interpretata principalmente come un centro rituale. Scavi più recenti, tuttavia, hanno portato alla luce sempre più prove di edifici residenziali e attività quotidiane, suggerendo che il sito fosse abitato durante tutto il periodo della sua occupazione.

Uno dei suoi misteri archeologici più persistenti è la presenza di frammenti di ossa umane sparsi nei depositi che riempiono i suoi edifici monumentali. I ricercatori hanno identificato 928 frammenti ossei individuali, escludendo quelli provenienti dalle sepolture studiate di recente. Questi resti appartengono a uomini e donne di diverse fasce d’età e presentano varie forme di danneggiamento e modificazione.

La prima sepoltura esaminata nel nuovo studio è stata scoperta nel 2017 durante la costruzione di un canale di drenaggio associato alla struttura protettiva che ricopre l’area principale degli scavi di Göbeklitepe.

I ricercatori hanno identificato una donna adulta di almeno 35 anni, un uomo di età compresa tra i 20 e i 30 anni e un’adolescente di età stimata tra gli 11 e i 14 anni. Alcuni resti scheletrici suggeriscono la possibile presenza di un quarto individuo.

I teschi erano stati raccolti nell’angolo sud-orientale della fossa, mentre le altre ossa erano concentrate verso il centro. Diverse ossa lunghe erano disposte lungo la parete occidentale. La sepoltura collettiva conteneva i resti di almeno tre individui le cui ossa erano state riorganizzate all’interno della tomba.

Sebbene le ossa non si trovassero più nella loro posizione anatomica originaria, la presenza di piccole ossa di mani e piedi suggerisce che inizialmente nella tomba fossero stati deposti corpi completi, o almeno arti completamente articolati.

La seconda sepoltura fu inizialmente scoperta nel 2012, ma venne sigillata e rimandata a ulteriori indagini per mancanza di tempo. Fu completamente scavata nel 2022. Situata immediatamente a ovest del monumentale edificio A di Göbeklitepe, la sepoltura conteneva i resti di una giovane adulta, molto probabilmente una donna di età compresa tra i 20 e i 30 anni.

La persona era stata posizionata sul fianco sinistro, in posizione flessa, rivolta verso est. A differenza della sepoltura collettiva, gran parte dello scheletro è rimasto nella sua posizione anatomica originale. Il corpo giaceva su uno strato di pietre e, sebbene gli archeologi non siano riusciti a identificare una fossa funeraria ben definita, ritengono che la sepoltura fosse probabilmente situata in origine sotto un pavimento che non si è conservato intatto.

La seconda sepoltura conteneva anche i resti di un giovane adulto posto sul fianco sinistro in posizione flessa. Lo scheletro era fortemente frammentato, nonostante fosse rimasto in gran parte intatto. Diverse ossa lunghe erano fratturate e mancanti alle estremità. Molti frammenti erano ricoperti da depositi calcarei accumulatisi nel corso delle migliaia di anni trascorsi dalla sepoltura.

Confrontando gli scheletri appena rinvenuti con i resti frammentari recuperati dagli edifici monumentali di Göbeklitepe, i ricercatori hanno individuato sorprendenti somiglianze. Entrambi i gruppi di ossa presentano un’estesa frammentazione, depositi calcarei e tracce di attività animale.

Nel corso del tempo, l’erosione e i movimenti dei pendii potrebbero aver spostato queste sepolture, trasportando terra, pietre e resti umani a valle fino alle strutture monumentali. I grandi recinti in pietra di Göbeklitepe occupano una depressione circondata da depositi di insediamento più elevati, rendendo particolarmente vulnerabili al movimento di materiale lungo i pendii.

Ricerche precedenti hanno suggerito che gli edifici monumentali siano stati riempiti, almeno in parte, da tali processi, invece di essere stati completamente e deliberatamente sepolti durante il loro abbandono. Le nuove evidenze scheletriche forniscono ulteriore supporto a questa interpretazione.

Sebbene il nuovo studio fornisca una spiegazione per gran parte del materiale scheletrico sparso, non esclude la presenza di tradizioni funerarie più complesse a Göbeklitepe.

Precedenti indagini hanno identificato frammenti di cranio umano con profonde incisioni, a indicare che alcuni individui hanno ricevuto trattamenti intenzionali dopo la morte. Le ricerche più recenti rilevano che frammenti cranici appartenenti a cinque individui presentano tali modifiche.

Questi segni potrebbero riflettere pratiche cerimoniali che coinvolgono i crani di individui selezionati, sebbene il significato preciso delle modifiche rimanga sconosciuto.

Pratiche analoghe sono state documentate in altri siti neolitici nella Turchia sudorientale: a Sefertepe, gli archeologi hanno scoperto una camera contenente almeno 21 teschi umani, la maggior parte dei quali orientati verso sud-est; a Karahantepe, i frammenti di crani umani mostrano segni di taglio, raschiatura e bruciatura.

Queste scoperte suggeriscono che le comunità neolitiche della regione praticavano diverse tradizioni funerarie, alcune delle quali prevedevano la rimozione, la modifica o il riposizionamento deliberato dei resti umani.

I ricercatori di Göbeklitepe ritengono pertanto possibile che, accanto a rituali funerari più elaborati, coesistessero sepolture ordinarie sotto i pavimenti degli edifici e l‘identificazione dei primi due contesti funerari si aggiunge inoltre alle crescenti prove che Göbeklitepe fosse più di un semplice luogo di ritrovo cerimoniale.

La presenza di sepolture associate ad edifici residenziali avvalora l’interpretazione del sito come un insediamento in cui le persone vivevano, lavoravano e seppellivano i propri morti. Le sepolture sotto i pavimenti delle case erano una pratica diffusa nell’Anatolia neolitica e nel Levante, e i ritrovamenti di Göbeklitepe collocano il sito all’interno di questa più ampia tradizione.

I risultati evidenziano inoltre l’importanza di distinguere tra il trattamento intenzionale dei defunti da parte dell’uomo e i cambiamenti causati dalle condizioni ambientali nel corso di migliaia di anni.

Nelle sepolture recentemente esaminate, la pressione del terreno, i depositi calcarei e l’attività degli animali hanno contribuito al deterioramento degli scheletri. Processi simili potrebbero aver interessato molte delle ossa rinvenute in altre zone del sito.

Tuttavia, i ricercatori sottolineano che le tradizioni funerarie di Göbeklitepe erano probabilmente più varie di quanto una singola spiegazione possa giustificare. Saranno necessarie ulteriori analisi scheletriche e datazioni assolute per stabilire quando si sono diffuse le diverse pratiche funerarie e come si sono evolute durante la lunga occupazione dell’insediamento.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: German Archaeological Institute (DAI)

 

Turchia neolitica

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