domenica, 3 Marzo 2024
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DALLA GROTTA DI SALOMÈ, LA LEVATRICE DI GESU’, RINVENUTI MANUFATTI DEI PRIMI PELLEGRINI CRISTIANI, LAKISH, ISRAELE

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Una grotta in Israele, un tempo venerata come meta di pellegrinaggio dai primi cristiani perché indicata come luogo di sepoltura di Salomè, la levatrice di Gesù, ha svelato molti dei suoi segreti: un team di archeologi dell’IAA ha portato alla luce iscrizioni e preziosi manufatti ascrivibili al periodo tardo antico.

Le scoperte nella Grotta di Salomè, nei pressi all’antica città di Lakish, a circa 50 chilometri a sud-ovest di Gerusalemme, includono centinaia di lucerne a olio in terracotta, che i pellegrini acquistavano o affittavano prima di entrare nella grotta, e numerose iscrizioni scolpite sulle pareti dagli adoratori visitatori, alcune delle quali scritti anche in arabo.

Sebbene improvvidi tombaroli e saccheggiatori abbiano scoperto la grotta 40 anni fa e gli archeologi abbiano scavato il sito solo dal 1984, il nuovo scavo è il primo ad esaminare il cortile antistante la grotta, circa 350 metri quadrati decorati da pavimenti a mosaico, circondato da una recinzione in pietra. Accanto al cortile, l’ingresso della grotta è altrettanto decorato da decorazioni simboliche di rosette, melograni e vasi ricoperti con le foglie ornamentali della pianta d’acanto, che si dice siano caratteristici anche di decorazioni ebraiche.

Secondo gli archeologi, i pellegrini cristiani visitarono la grotta in epoca bizantina, dal V secolo d.C. ma alcune evidenze archeologiche suggeriscono che una ricca famiglia ebrea usasse originariamente la grotta per le proprie sepolture da circa 2000 anni fa. La tomba di famiglia attesta, dunque, che i suoi proprietari erano una famiglia di alto rango nella shefelah (pianura) della Giudea nel periodo del Secondo Tempio, la cui durata è sicuramente ascrivibile a partire dal 516 a.C. (ritorno degli Ebrei dalla cattività babilonese) al 70 d.C. (distruzione di Gerusalemme da parte dei Romani). Gli archeologi ritengono che il nome Salomè potrebbe essere apparso nell’antichità su uno degli ossari presenti nella tomba e si sia sviluppata la tradizione che identifica il sito con Salomè, l’ostetrica di Gesù.

La storia di Salomè, la levatrice, è raccontata nel Vangelo di Giacomo, considerato apocrifo dai Cristiani, la cui autenticità è messa in dubbio, e non compare nel Nuovo Testamento. Salomè è in gran parte sconosciuta ai Cristiani occidentali ma era venerata dai primi praticanti ed è raffigurata come levatrice alla nascita di Gesù in molte icone ortodosse orientali.

La storia nel Vangelo di Giacomo racconta che Salomè era associata a un’altra levatrice, di cui non si conosce il nome; alla nascita di Gesù, la sua mano si è seccata quando si è rifiutata di credere che la madre di Gesù fosse vergine e che è guarita solo dopo aver toccato la culla del bambino. Salome è, dunque, una figura misteriosa il cui culto, santificato nel primo Cristianesimo, appartiene a un fenomeno più ampio in cui i pellegrini del V secolo d.C. incontrarono e santificarono siti ebraici.

La stessa Grotta di Salomè comprende diversi ambienti con più kokhim scavati nella roccia (nicchie sepolcrali) e ossari, giunti distrutti, che attestano l’originaria usanza funeraria ebraica. E’ stata una sorpresa per gli archeologi israeliani che il sito fosse diventato prima una cappella paleocristiana e poi un centro di pellegrinaggio.

Il pellegrinaggio cristiano alla grotta di Salome continuò almeno fino al IX secolo d.C., durante il pieno periodo islamico della regione, grazie alla datazione di molte delle lucerne a olio di argilla rinvenute nel nuovo scavo che risalgono all’VIII e al IX secolo. Il team di archeologi ha anche identificato una fila di banchine nel cortile della grotta, molto probabilmente adibita alla vendita o all’affitto delle lucerne dei pellegrini, affinché potessero avventurarsi nell’interno buio o come parte di rituali e cerimonie religiosi, in modo simile alle candele poste oggi sulle tombe e nelle chiese.

Sebbene la grotta sia rimasta chiusa al pubblico sin dalla sua scoperta, la Grotta di Salomè aprirà le sue porte una volta completati gli attuali scavi. La grotta farà parte del Judean Kings Trail, un sentiero lungo oltre 100 km attraverso la parte meridionale di Israele che presenta dozzine di importanti siti archeologici.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: IAA

 

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