NEW YORK NEW YORK! MARIA ASSUNTA RACCONTA… – seconda parte

Per leggere questo articolo occorrono circa 7 minuti

…These vagabond shoes are longing to stray
and step around the heart of it, New York, New York…

Continuiamo il racconto del soggiorno nella fantastica New York (per la prima parte, clicca qui New York 1) ed iniziamo con il giro dei musei tra i più belli ed interessanti al mondo. Ci alziamo presto al mattino questa volta per arrivare in tempo per l’apertura del “Metropolitan Museum of Art“: siamo i primi e questa volta niente e nessuno ci impedirà di entrare.

La guardia spalanca le porte davanti a noi che con gli occhi sgranati ed incuriositi iniziamo ad esplorare le prime sale che incontriamo. Potremmo passare tutto il giorno lì e tornarci ancora, ma desideriamo vedere anche gli altri musei per cui scegliamo le stanze da visitare: arte greca e romana, arte egiziana, sculture ed arti decorative europee e arte medievale: alla fine restiamo quasi tutto il giorno! Scegliere quali opere vedere è far torto alle altre!

Uno dei capolavori che mi ha lasciata stupefatta è il “Tempio di Dendur” pezzo forte della collezione egiziana: venne regalato dal governo egiziano agli Stati Uniti nel 1965 per salvarlo dalle acque dopo la costruzione della diga di Assuan ed esposto al MET dal 1978. Venne eretto nel 15 a.C. su volere dell’imperatore Augusto.

Opere di Goya, Murillo e Ribeira tra i pittori spagnoli, Van Gogh, Bruegel e tra gli italiani spiccano il Caravaggio con “I musicisti” e le sculture “Il tavolo Demidoff”, opera in marmo del toscano Lorenzo Bartolini, mentre poco lontano, è visibile “Il Cristo redentore” (1650 ca), busto in marmo di Carrara, del pisano Antonio Novelli.

Notevole è anche “Ugolino e i suoi figli” di Jean-Baptiste Carpeaux“: scultura realistica che ritrae  il conte pisano Ugolino che muore di fame assieme ai figli, rinchiuso in una torre dall’arcivescovo, di cui era nemico. Lasciato morire di fame, la scultura ci dà il senso della tragedia. Alla fine stanchi e con gli occhi pieni di meraviglia e di bellezza, Antonio mi prende letteralmente per un braccio, ma io, prima di lasciarmi portare fuori, ritorno nella stanza del tempio egiziano, dopodiché l’assecondo lasciandomi portare fuori esausta ed affamata.

Sempre sulla quinta c’e’ uno dei musei più famosi del mondo:  il Guggenheim Museum. In realtà la parte che merita davvero e’ la struttura stessa del museo, notevole, architettonicamente meravigliosa, ipnotizzante, grande opera dell’architetto Frank Lloyd Wright. Assolutamente da non perdere, purtroppo per l’esposizione delle opere all’interno, tranne che per la mostra permanente con poche opere di notevole importanza, molti restano delusi, compresa me! Ho apprezzato molto il bianco e la dolcezza delle sue curve, i quadri di Picasso, Monet, Cezanne: arte moderna di pregio, ma a mio avviso vale la pena andarci solo se al momento ospita opere del vostro artista preferito!

Il MOMA, il museo di arte moderna, e’di gran lunga più interessante e più grande. E’ situato poco distante, sulla 53esima, tra la quinta e la sesta strada. Il  “Museum of Modern Art” ospita opere del calibro di Umberto Boccioni, Paul Cézanne, Marc Chagall, Salvador Dalí, Edgar Degas, Claude Monet, il mio preferito, con vari quadri con le famose “Ninfee“, Pablo Picasso, Jackson Pollock, Henri de Toulouse-Lautrec, Vincent van Gogh con la celeberrima “Notte stellata“, Vasily Kandinsky e molti, molti altri. Il “MOMA” di New York è il museo di arte moderna più importante al mondo.

Passeggiando nelle sue sale inoltre si possono ammirare opere che hanno fatto la storia della fotografia e anche negativi delle pellicole di lungometraggi de “La donna che visse due volte“, “Quarto potere” e tante, tante altre opere di rilevanza mondiale. Abbiamo passato molte ore all’interno di questo museo e non riuscivo ad uscire: sfiniti ed affamati abbiamo raggiunto un piccolo ristorante indiano poco distante dove abbiamo gustato alcuni piatti tipici a buffet.

Ma che ne pensate di “Una notte al museo“? Ricordate il film? Il Museo di Storia Naturale è esattamente come nel film: immenso da dedicargli quasi un intero giorno. E’ uno dei musei più importanti di New York e del mondo. Ci sono teche immense dove sono riprodotti gli habitat di molte specie animali, sezioni dedicate all’Antropologia, alla Paleontologia, alla Zoologia, alla Biodiversità, alla Fisica (in particolare all’Astrofisica dato che c’è il Planetario di Hayden), all’Informatica…

Il museo è affollato da una moltitudine di scolaresche, di turisti, di gente che osserva, legge, ascoltano esperte guide o audioguide. Si fa fatica a passare da un salone all’altro proprio per questo, ma in assoluto il posto dove ho provato più emozioni è stato quando ho visto gli scheletri dei dinosauri: immensi! Avevo già visto al Forte spagnolo de L’Aquila il Mammut ritrovato a Scoppito (Aq), ma quando ti ritrovi a tu per tu con questi animali preistorici, non puoi fare a meno di meravigliarti e ritrovarti per un istante dentro il film di “Una notte al Museo” e pensare che tra un momento tutto torni in vita muovendosi; allora cosa potresti fare? In confronto il Mammut dell’Aquila mi faceva tenerezza!

Abbiamo concluso la visita osservando con il naso all’insù il cielo stellato del Planetario! Emozioni su emozioni!

Naturalmente la visita della città potrebbe durare quando vuoi, ma dodici giorni sono tanti, ma non troppi infatti noi ci siamo ritornati altre volte a visitare altri quartieri, altri luoghi, a vedere altri eventi, altri parchi, altre stazioni della metro, altri spettacoli! Prima di lasciare questa “particolare” città, a cui sono particolarmente legata, voglio raccontarvi anche di alcuni quartieri e di alcuni luoghi in cui i turisti, che passano da qui solo per qualche giorno, non possono permettersi di non esplorare e scoprire cose incredibili!

Abbiamo preso la metro e ci siamo recati a Brooklyn per almeno tre motivi: la vista dal Brooklyn Bridge Park e la passeggiata al Brooklyn Heights Promenade dove la vista di Manhattan e del Brooklyn Bridge è notevole! Ma in realtà siamo andati mirati a visitare il Cimitero Monumentale di “Green-Wood”, dell’omonimo quartiere, per cui ne vale davvero la pena. Si fa fatica a trovarlo, ma con tanta pazienza riusciamo a raggiungerlo e a entrare. Veramente un luogo non turistico che però merita una visita: sembra un maestoso giardino tenuto alla perfezione con cappelle, fontane, più di 600 000 tombe e lapidi di personaggi americani famosi, come Tweed e S. Morse, e nmeno famose. Dalle collinette più alte si riesce a vedere Manhattan.

La sensazione è di serenità e merita una visita se la giornata non è molto calda. Si può anche ammirare la statua di Minerva che saluta la statua della Libertà. Il luogo è intriso di storia: la guerra di indipendenza è iniziata proprio lì!

Usciamo e raggiungiamo l’ingresso del Botanic Garden che però è chiuso e con mio dispiacere ci dirigiamo di nuovo verso il Ponte di Brooklyn dove vogliamo visitare, proprio nascosta in un palazzo di mattoncini rossi, la più antica fabbrica di cioccolato della città. Seguendo la scia del profumo del cioccolato troviamo un negozietto con un laboratorio minuscolo che ci fanno visitare con molto piacere e ci fanno vedere come fanno il cioccolato. Siamo gli unici clienti e visitatori al momento, ma nel frattempo qualcuno entra per comprare una scatola di cioccolatini e praline. Anche noi compriamo un po’ di cioccolata, davvero squisita.

Non si può andare a New York e non visitare il Memorial dell’11 settembre. Quando ci siamo ritrovati in centro, l’abbiamo cercato. Prima di arrivarci visitiamo anche delle stazioni di polizia e di vigili del fuoco che hanno delle targhe a ricordo di chi, quel giorno, ha perso la vita per soccorrere. Osserviamo da lontano, in silenzio, ma qualcuno in servizio ci chiama e ci accoglie per farci osservare e leggere i nomi da vicino. La prima volta che siamo stati lì c’erano solo lavori, una voragine al posto delle Torri gemelle e una lapida immensa dove sono riportati tutti i nomi di chi ha perso la vita in quel giorno! Non si può che osservare in silenzio e ripensare a quel maledetto giorno che ha cambiato per sempre la storia del Mondo!

Potrei continuare a parlare ancora di altri quartieri visitati (Chinatown, Little Italy, Greenwich Village, Queens, Harlem) e di altri momenti vissuti, ma credo di avervi reso l’idea. New York è proprio come l’abbiamo sempre vista in televisione nei reportage, nei telegiornali, nei film. Solo visitandola  è possibile vivere la moltitudine di emozioni e avvertire la sensazione di essere in una città al centro del Mondo, in tutti i sensi…

 

Maria Assunta Maccarone

Foto di Maria Assunta Maccarone

Ciao! Lascia un commento. Grazie