SATURNALIA “ANIMATI”…

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E’ arrivato il Natale cristiano che celebra la nascita di Gesù Cristo, una festività ormai celebrata in tutto il mondo e, in qualche modo, anche da altre religioni. In questo periodo, nella Roma padrona del mondo, nella settimana delle XVI Kalendas, si celebravano i Saturnalia, la festa tra le feste romane.

In una splendida mostra del 2015, “Tra Terra e mare. All’origine del Gusto”, una mostra multimediale ideata da Adele Campanelli e realizzata dalla allora Soprintendenza Archeologia della Campania, in collaborazione con il Comune di Pozzuoli, tra le otto installazioni multimediali in esposizione, collocate in un percorso unico nel suo genere, una rievoca i Saturnalia, condensando in uno splendido video, la vera essenza della festa romana.

Esperienze multisensoriali sono state il motivo conduttore della mostra realizzata presso il Rione Terra, uno dei borghi più antichi e ricchi di significato dei Campi Flegrei, accompagnavano gli spettatori in un viaggio alla scoperta delle antichità del territorio, stratificate nel corso degli anni anche con l’evoluzione del patrimonio gastronomico locale.

La mostra si è avvalsa di sofisticate tecnologie che hanno consentito di conoscere le tracce lasciate dall’uomo e il cibo di quegli anni, in particolare i prodotti che arrivavano con le navi a Puteoli, l’antica Pozzuoli, nel periodo in cui la città era uno dei più importanti porti della Roma Imperiale.

 

Puteoli, fondata nel VI secolo a.C., ebbe il nome  augurale di Dicearchia (da greco, luogo ove regna la giustizia). Sorta nel territorio dell’impero marittimo di Cuma, non poté svolgere per alcun tempo che un’azione sussidiaria e sottomessa all’egemonia della potente metropoli vicina; ma, decaduta Cuma, Dicearchia poté cominciare a svolgere una sua propria vita politica e commerciale.

La conquista sannitica della Campania la staccò e ne accentuò il carattere di opposizione a Napoli e, a questo periodo di piena autonomia, alcuni studiosi le attribuiscono la monetazione con la leggenda Phistluis e di conseguenza il nome che avrebbe assunto di Fistelia. La conquista romana (338 a. C.), il regime giurisdizionale di prefettura in cui dové essere compresa al pari di Capua e Cuma (318 a. C.), segnarono la graduale romanizzazione della città greca e sannitica con il suo nuovo nome latino di Puteoli, che assunse tutti i crismi di una colonia marittima al pari di SinuessaVolturnumLiternumBuxentumVibo sul litorale tirreno.

Furono le possibilità che offriva il retroterra campano di scambio di prodotti agricoli e industriali con le mercanzie d’oltremare e speciali tariffe doganali che assicurarono al porto puteolano un’attenzione significativa nell’abito del mondo romano repubblicano, prima, imperiale, dopo.

In età imperiale fu Nerone a ridarle carattere e nome di colonia (Colonia Claudia Neronensis Puteolana) e successivamente Vespasiano (Colonia Flavia Augusta Puteolana),  volle premiarla con concessioni territoriali, a spese di Capua, per aver seguito il suo partito contro Vitellio.

Per coloro che, restando fedeli alla tesi tradizionale, attribuiscono il Satiricon di Petronio all’età di Nerone e identificano Puteoli, nella sua duplice natura di graeca urbs e di colonia, con il luogo della fortuna e della cena di Trimalchione, il quadro che offre il celebre conviviale con il suo ricco e plebeo anfitrione è uno degli aspetti più fedeli della vita sociale ed economica della Puteoli del I secolo d.C.

Buon Natale!

 

Daniele Mancini

 

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