V MILLENNIO A.C., CROCEVIA DELLA NASCITA DELLE CIVILTÀ PIÙ ANTICHE
Nel corso dei millenni sono sorte e tramontate innumerevoli civiltà e tutti si chiedono quale sia stata quella più antica di cui si abbia notizia, quella che è riuscita meglio a svilupparsi fino a essere la vera pietra miliare tra tutte.
Fino a circa 30 anni fa, la risposta era abbastanza semplice. Intorno al V millennio a.C., la prima fase della Cultura sumera si affermò come la più antica civiltà della regione mesopotamica, nell’attuale Iraq. I Sumeri prendono il nome dall’antica città di Sumer, situata a pochi chilometri a sud della moderna città di Kut, nell’Iraq orientale. Gli archeologi chiamano la prima fase sumera Periodo di Uruk, dal nome dell’altrettanto antica città di Uruk, a circa 80 chilometri a sud-ovest, dove sono stati rinvenuti molti dei più antichi manufatti sumeri.
Le fonti archeologiche emerse negli ultimi decenni indicano che i Sumeri hanno alcuni contendenti, tra cui l’antico Egitto, per il titolo di “civiltà più antica“.
La definizione di civiltà è vaga, ma in genere una cultura deve possedere diverse caratteristiche distintive, in particolare l’urbanizzazione, ovvero la presenza di centri urbani, un necessario sistema di irrigazione e la scrittura; i Sumeri le possedevano tutte e tre le caratteristiche.
Dopo circa il III millennio a.C., la Civiltà sumera diede origine direttamente alla Civiltà babilonese in Mesopotamia, alla quale si attribuisce la scoperta di principi matematici come la trigonometria e i numeri primi, quadrati e cubici, concetti ulteriormente sviluppati dagli antichi Greci più di 1000 anni dopo.
Secondo lo storico americano Samuel Noah Kramer, nella sua opera The Sumerians : their history, culture, and character, Chicago 1963, i Sumeri potrebbero aver inventato la religione costruendo imponenti templi chiamati ziggurat nei loro centri urbani e istituendo caste sacerdotali dedicate al culto rituale di specifiche divinità. La divinità più potente nel vasto pantheon sumero dipendeva dal luogo e dal tempo: il dio del cielo Anu, ad esempio, era popolare nell’antica Uruk, mentre il dio della tempesta Enlil era venerato in Sumer. Inanna, la “Regina del Cielo”, potrebbe essere stata originariamente una dea della fertilità a Uruk; il suo culto si diffuse in altre città mesopotamiche, dove era conosciuta come Ishtar, e potrebbe aver influenzato le dee di civiltà successive, come Astarte tra gli Ittiti e l’Afrodite greca.
Nell’Epopea di Gilgamesh (recentemente trattata su questo blog, ndr) viene narrata una storia molto simile a quella di Noè, nella Bibbia ebraica, che costruì un’arca piena di animali per salvare la sua famiglia durante un grande diluvio causato dall’ira divina. Gli archeologi ritengono che si tratti di un racconto sumero risalente al 2150 a.C. circa, secoli prima che venisse scritta la versione ebraica.
Secondo Philip Jones, curatore associato e responsabile delle collezioni della sezione babilonese del Penn Museum di Philadelphia, altre civiltà potrebbero essere antiche quanto o addirittura più antiche di quella sumera: Egitto e Sumer sono sorte sostanzialmente nello stesso periodo.
Decenni di guerra e disordini in Iraq hanno impedito agli archeologi di accedere a molti siti mesopotamici, ma gli egittologi hanno continuato gli scavi e il risultato è che in Egitto sono stae scoperte iscrizioni risalenti allo stesso periodo delle prime iscrizioni sumere, suggerendo che la fase più antica dell’antica civiltà egizia sia emersa all’incirca nello stesso periodo della fase più antica della civiltà sumera: intorno al V millennio a.C.
Un’altra cultura che si pone sul podio delle civiltà più antiche è la Civiltà della valle dell’Indo , sorta in alcune zone dell’attuale Afghanistan, Pakistan e India nord-occidentale, e risalente almeno alla seconda metà del IV millennio a.C., secondo i reperti più antichi rinvenuti in quella regione. Secondo Jones, è possibile rinvenire reperti molto antichi nella valle dell’Indo ma anche qualcosa di altrettanto antico.
Jones sospetta che i primi scambi commerciali lungo le coste dell’Oceano Indiano abbiano contribuito allo sviluppo di queste prime civiltà, quella egizia sulle rive del Mar Rosso, quella sumera all’estremità settentrionale del Golfo Persico e quella della valle dell’Indo più a est, a partire dalle popolazioni pre-civilizzate che le avevano precedute, portando loro risorse e idee provenienti da luoghi più lontani: è molto plausibile che esistesse una qualche rete commerciale attiva nell’Oceano Indiano che servisse tante civiltà e proponendone proficui contatti commerciali e culturali.
Daniele Mancini
Per un approfondimento bibliografico:
- E. H. Cline, 1177 a.C. Il collasso delle Civiltà, Princeton 2014
- B. Avari, B. India: The Ancient Past: A History of the Indian Subcontinent. Routledge, London 2016
- P. Matthiae, Dalla Terra alla Storia, Torino 2018
- C. Broodbank, Il Mediterraneo, Londra 2013
- M. Liverani, Antico Oriente. Storia, società, economia, Bari 2011
- S. Donadoni, Tebe, Milano 1999


