TOP 10 DELLE SCOPERTE ARCHEOLOGICHE 2021 – seconda parte

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Continua e si chiude la rassegna sulle 10 scoperte archeologiche 2021 proposte dalla rivista rivista ARCHAEOLOGY, una pubblicazione dell’Archaeological Institute of America.

Per la prima parte, cliccare qui. Buona lettura.

Leuhan, Francia. Quando il team di ricercatori guidato da Clément Nicolas, un archeologo della Bournemouth University, ha visto per la prima volta le fotografie d’archivio di una lastra di scisto rotta conservata al Museo Archeologico Nazionale di Francia, ne è rimasto incuriosito. Poiché la lastra di circa 3 mq è stata scolpita con motivi ripetuti collegati da una rete di linee, gli studiosi sospettavano che potesse essere una sorta di mappa. La lastra era stata scavata nel 1900 da un tumulo in Bretagna, dove formava una delle pareti di una tomba risalente alla fine del Bronzo Antico, tra il 1900 e il 1600 a.C. Il manufatto, che pesa più di una tonnellata, era in deposito da oltre un secolo quando, nei primi mesi del 2021, Nicolas e i suoi colleghi, lo recuperarono per analizzarlo.

Gli archeologi hanno riconosciuto che una cavità triangolare sul bordo sinistro della lastra ricorda la forma della valle del fiume Odet, il territorio dove è stata rinvenuta e un motivo quadrato in questa cavità sembra rappresentare una colle di granito prominente nel paesaggio. Allo stesso modo, le linee sulla lastra corrisponderebbero alla rete fluviale dell’area. Il team di Nicolas ha concluso che la lastra è una mappa di un’area che misura circa 60 km quadri e che risale a circa dal 2150 al 1600 a.C. e può essere considerata la mappa più antica di un territorio europeo forse a rappresentare il ​​territorio di un regno dell’età del bronzo e che il suo scopo fosse quello di rivendicare questo territorio.

2021Roma, Italia. Una rara iscrizione lapidea, che un tempo delimitava il confine del recinto sacro dell’antica Roma, è stata rinvenuto da una squadra di operai che ristrutturava il sistema fognario della città in questo 2021 denso di scoperte. Il blocco di calcare alto un metro e ottanta è stato trovato incastonato nel terreno dove era stato collocato quasi 2000 anni fa ed è uno dei soli 10 del suo genere mai scoperti. Il marcatore, noto come cippo, era uno dei tanti installati intorno alla città per contrassegnare il pomerium, una zona consacrata in cui le attività erano dettate da un rigido insieme di regole. Ad esempio, nessuno poteva essere seppellito entro i suoi limiti, ed era vietato attraversarne il confine portando armi. Questa barriera simbolica era il confine tra Roma propriamente detta, l’urbs, e il suo territorio periferico, l’ager e separò le attività religiose dalla vita civile e militare.

Il pomerio è stato periodicamente ampliato man mano che Roma cresceva verso l’esterno dal suo nucleo originario. La leggenda romana sostiene che Romolo, il mitico fondatore della città, creò il pomerio originale nell’VIII secolo a.C. attorno al suo nascente insediamento. Un’iscrizione sul cippo scoperto indica che fu eretto nel 49 d.C., quando l’imperatore Claudio (41-54 d.C.) ridisegnava significativamente i confini della città.

Newfoundland, Canada. Quando un insediamento a L’Anse aux Meadows, sulla punta settentrionale di Terranova, è stato scavato per la prima volta negli anni ’60, lo stile dei suoi edifici ha chiarito che sono stati costruiti da vichinghi arrivati ​​dalla Groenlandia tra il X e l’XI secolo aprendo il dibattito se fossero stati effettivamente i primi europei ad attraversare l’Oceano Atlantico. Un team di ricercatori guidato da Margot Kuitems, dell’Università di Groningen, ha utilizzato un nuovo metodo di datazione del legno associato all’insediamento per determinare con precisione quando i Vichinghi erano siano effettivamente arrivati. I ricercatori hanno approfittato di una rara tempesta solare avvenuta nel 992 d.C. che ha aumentato significativamente la quantità di carbonio 14 radioattivo assorbito dagli alberi durante l’anno successivo.

Secondo Birgitta Wallace, archeologa canadese, i vichinghi non sembrano avere avuto intenzione di colonizzare L’Anse aux Meadows ma l’hanno ritenuta una base per ulteriori esplorazioni. Tra le ambite risorse che raccolsero dall’estremo sud, molto probabilmente dall’attuale New Brunswick, c’erano legname di latifoglie, di noce bianca e forse anche uva.

Sidone, Libano. Una sepoltura di massa contenente i resti di circa 25 soldati che sono stati uccisi per difendere Sidone tenuta dai cristiani durante le Crociate è stato scoperta vicino al Castello di San Luigi. Gli archeologi hanno rinvenuto anche una fibula della cintura di uno stile indossato dai crociati di lingua francese, nonché una moneta datata tra il 1245 e il 1250. Questi oggetti li hanno portati a concludere che gli uomini furono probabilmente uccisi durante un attacco del 1253 da parte di un esercito del Sultanato mamelucco, un impero islamico che ha occupato l’Egitto, gran parte del Levante e parte della penisola arabica dal 1250 al 1517.

L’archeologo della Bournemouth University, Richard Mikulski, afferma che il gran numero di ferite al collo degli uomini suggerisce che siano stati uccisi da assalitori a cavallo che brandivano pesanti armi, come spade, asce e mazze da guerra o mazze, durante la fuga. Questa è una delle uniche due sepolture di massa di crociati documentate archeologicamente.

2021Charleston, South Carolina. Un targhetta indossato da un individuo schiavo è stata scoperta nel 2021 nei resti di una cucina della metà del diciannovesimo secolo nel campus del College of Charleston. Tali targhette, emesse dalla fine del XVIII secolo fino al 1865, recavano numeri di registrazione e identificavano gli individui in base al loro mestieri, come falegname, fabbro, pescatore o domestico. Questo esempio, numero di badge 731, risale al 1853 ed è stampato con la parola “servo”.

Mentre altre città del sud avevano accordi di lavoro salariato simili, Charleston è l’unica che ha prodotto tali targhette, secondo l’archeologo R. Grant Gilmore III del College of Charleston. E’ una scoperta insolita sulla base anche del contesto di rinvenimento, a differenza di molti altri esempi ora nelle mani di collezionisti privati ​​ormai decontestualizzati. Questi oggetti, purtroppo, sono emblematici della schiavitù a cui erano soggetti molti individui in quel periodo, a Charleston, definendo anche come fosse divenuta una sorta di industrializzazione della schiavitù.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: Archaeology.org 2021

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