THE BRITISH MUSEUM ANNUNCIA MOSTRA COMMEMORATIVA SU BICENTENARIO DECIFRAZIONE DEI GEROGLIFICI

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Il British Museum annuncia una mostra sui geroglifici egizi la cui decifrazione, avvenuta nel 1822, ha segnato uno dei momenti più importanti nella nostra comprensione della storia antica. Hieroglyphs: unlocking ancient Egypt, il titolo della mostra, esplorerà le iscrizioni e gli oggetti che hanno aiutato gli studiosi a decifrare una delle civiltà più antiche del mondo, esattamente a 200 anni da questo momento cruciale.

La Stele di Rosetta – Foto di Daniele Mancini

Al centro della mostra ci sarà la Stele di Rosetta, tra gli oggetti antichi più famosi al mondo e uno dei manufatti più famosi esposti al British Museum. Prima che i geroglifici potessero essere decifrati, la vita nell’antico Egitto era stata un mistero per secoli con solo scorci intriganti di questo mondo dimenticato. La scoperta della Stele di Rosetta nel 1799, con il suo decreto scritto in geroglifici, demotico e in greco antico, fornì la chiave per la decodifica dei geroglifici nel 1822; una svolta che espanse la conoscenza del mondo nella storia dell’Egitto di circa 3.000 anni.

Questa mostra immersiva riunirà oltre 240 oggetti, inclusi prestiti da collezioni nazionali e internazionali, molti dei quali verranno mostrati per la prima volta. Traccerà la corsa alla decifrazione, dagli sforzi iniziali dei viaggiatori arabi medievali e degli studiosi del Rinascimento ai progressi più mirati dello studioso francese Jean-François Champollion (1790-1832) e dell’inglese Thomas Young (1773-1829). La Stele di Rosetta sarà vista insieme alle stesse iscrizioni che Champollion e altri studiosi hanno studiato nella loro ricerca per comprendere il passato antico ma la mostra presenterà anche altri oggetti straordinari che mettono in risalto l’impatto di quella svolta.

Tra i manufatti che saranno esposti, un grande sarcofago di granito nero del 600 a.C. circa, ricoperto di geroglifici e immagini di divinità. Si credeva che i geroglifici avessero poteri magici e che fare il bagno nel sarcofago adattato a vasca, definiti “bacino incantato”, potesse offrire sollievo dai tormenti dell’amore. Il bagno rituale riutilizzato è stato rinvenuto vicino a una moschea de Il Cairo, in un’area ancora conosciuta come al-Hawd al-Marsud. Da allora è stato identificato come il sarcofago di Hapmen, un nobile vissuto durante la XXVI dinastia.

Raramente esposto al pubblico, il papiro riccamente illustrato del Libro dei Morti (o come dovrebbe essere definito Libro per uscire al Giorno) della Regina Nedjmet ha più di 3000 anni ed è lungo oltre quattro metri: un interessante documento che dimostra il potere della parola scritta, con incantesimi rituali da pronunciare. Il papiro sarà affiancato da una serie di quattro vasi canopi utilizzati a preservare gli organi del defunto, dispersi nelle collezioni francesi e britanniche dopo la scoperta e questa è la prima volta che questi manufatti siano riuniti dal loro rinvenimento a metà del XVIII secolo.

Tra gli eccezionali prestiti alla mostra, la fasciatura della Mummia di Aberuait del Musée du Louvre, che non è mai stata esposta nel Regno Unito. Tra i rinvenimenti del XVII secolo, era considerato un elemento di scarto e i partecipanti alle ricerche ricevevano un pezzo di lino di mummia, preferibilmente inscritto con geroglifici. La mostra riunirà anche appunti personali di Champollion della Bibliothèque Nationale de France e di Young della British Library. Dal Museo Egizio di Torino proverrà un bastone metrico di 3000 anni essenziale, per Champollion, per svelare la matematica egiziana e scoprire che gli egizi usavano unità di misura ispirate al corpo umano.

Il sorprendente sarcofago di cartonnage e la mummia di “Lady” Baketenhor, vissuta tra il 945 e il 715 a.C. per circa 35/30 anni, in prestito dalla Natural History Society della Northumbria, furono studiati da Champollion negli anni ’20 dell’Ottocento, Nella corrispondenza con i colleghi di Newcastle, questi ha correttamente identificato l’iscrizione posta sul coperchio della mummia, pochi anni dopo aver decifrato il sistema di scrittura geroglifica, come una preghiera rivolta a diverse divinità a beneficio dell’anima del defunto.

Dalla poesia d’amore e dai trattati internazionali, alle liste della spesa e alle dichiarazioni dei redditi, la mostra svela affascinanti storie di vita nell’antico Egitto. Oltre a una fede incrollabile nel potere dei faraoni e nella promessa dell’aldilà, gli antichi egizi godevano del buon cibo, scrivevano lettere e facevano battute. Molti membri della popolazione egizia non sapevano leggere o scrivere, quindi la lingua veniva apprezzata attraverso letture, recitazioni e spettacoli.

La mostra includerà media digitali e audio per dare vita al linguaggio, insieme agli oggetti in mostra. Secondo Ilona Regulski, curatrice della cultura scritta egiziana al British Museum, la decifrazione dei geroglifici ha segnato la svolta in uno studio che continua ancora oggi a rivelare segreti del passato. Il campo dell’egittologia è più attivo che mai nel fornire l’accesso al mondo antico. Basandosi su 200 anni di lavoro continuo da parte di studiosi di tutto il mondo, la mostra celebra le nuove ricerche e mostra come gli egittologi continuano a plasmare il dialogo con il passato.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: The British Museum

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