TESORO DELL’ETÀ DEL BRONZO RITROVATO DURANTE LA COSTRUZIONE DI UN PARCO EOLICO VICINO A WOLFENBÜTTEL, SASSONIA
I lavori per la costruzione di nuove turbine eoliche vicino a Wolfenbüttel hanno permesso di portare alla luce una vasta gamma di reperti archeologici, tra cui un gruppo di gioielli dell’età del bronzo e tracce ancora più antiche di attività insediative.
Il progetto di sviluppo, situato vicino ad Ahlum-Dettum in Germania, ha richiesto una valutazione archeologica prima dell’inizio dei lavori di costruzione. Non erano stati segnalati siti archeologici in precedenza, ma si riteneva comunque che l’area potesse contenere resti sepolti. Il Niedersächsisches Landesamt für Denkmalpflege, l’Ufficio regionale per la tutela del patrimonio della Bassa Sassonia, ha condotto un’indagine su una superficie di circa 93.000 metri quadrati.

Gli scavi hanno rivelato attività risalenti a diversi periodi. Sono stati rinvenuti oltre 400 reperti, che vanno dal Neolitico alla Tarda antichità. Tra i più antichi figurano due strutture a casa lunga, le longhouse, riconducibili alla Cultura della Ceramica lineare, risalenti al VI millennio a.C. Queste prime comunità agricole sono tra le prime conosciute nella regione tedesca.
La scoperta più importante è avvenuta durante gli scavi in un’altra sezione del sito, dove è stato rinvenuto un gruppo di manufatti in bronzo e ambra. Gli archeologi hanno estratto i reperti insieme al terreno circostante in un unico blocco e lo hanno trasportato in laboratorio, dove i manufatti sono poi stati esposti e documentati in condizioni controllate.
Gli oggetti risalgono al periodo compreso tra il 1500 e il 1300 a.C. Tra questi figurano collane, bracciali a spirale, spille e altri elementi decorativi. Il gruppo è considerato un tesoro, ovvero è stato sepolto deliberatamente e si ritiene che appartenessero ad almeno tre individui, probabilmente donne di alto rango.

La collana, composta da oltre 150 perle d’ambra, è il pezzo più pregevole. Ritrovamenti di queste dimensioni sono rari nella Bassa Sassonia. L’ambra veniva estratta principalmente lungo la costa baltica e trasportata su lunghe distanze. Gli oggetti realizzati con questo materiale sono spesso associati a ricchezza e posizione sociale.
L’esatta provenienza delle perline è ancora sconosciuta: lo studio dettagliato è appena iniziato, soprattutto per quanto riguarda le parti più fragili del ritrovamento.
Sono stati effettuati anche ritrovamenti risalenti a periodi successivi: tra questi, fosse contenenti resti di animali, soprattutto cani, accuratamente disposti, insieme a ceramiche realizzate in stili influenzati dalle tecniche romane, oltre a vari oggetti in metallo.
Un reperto ben conservato è un pettine risalente al IV o V secolo d.C. È composto da più strati ed è decorato con motivi circolari e rivetti in bronzo. Oggetti come questo si trovano solitamente nelle tombe, ma gli esemplari completi sono rari perché, all’epoca, l’incinerizione era una pratica diffusa.
I ritrovamenti dimostrano che l’area intorno a Wolfenbüttel è stata utilizzata ripetutamente per un lungo periodo, dalle prime comunità agricole fino alle fasi storiche successive. Gli scavi sul sito sono tuttora in corso e si prevede che ulteriori studi forniranno maggiori dettagli sull’utilizzo dell’area nel corso del tempo.
Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini
Per ulteriori info: Ufficio regionale per la tutela del patrimonio della Bassa Sassonia


