DALLE MINIERE DI RAME DELL’ETA’ DEL BRONZO DI GREAT ORME, GALLES, STUDIO SULLA FUNZIONALITA’ DEGLI STRUMENTI IN OSSO
Un team di archeologi che ha esaminato le miniere di rame dell’Età del Bronzo a Great Orme, in Galles, riferisce che gli strumenti in osso facevano parte della routine lavorativa mineraria. Uno studio, pubblicato sulla rivista Journal of Archaeological Science su 150 reperti indica che questi manufatti venivano selezionati e modellati per scopi specifici.
Secondo Olga Zagorodnia e Harriet White, le autrici dello studio, la ricerca sposta l’attenzione dal solito focus sugli strumenti in pietra e metallo. L’osso è stato spesso trascurato, in parte a causa di problemi di conservazione. Tuttavia, questo materiale sembra essere stato particolarmente adatto a determinate attività minerarie, soprattutto in presenza di rocce più tenere.
L’analisi ha combinato l’ispezione visiva con lo studio microscopico, inclusa la microscopia elettronica a scansione. I segni superficiali sugli strumenti indicano un utilizzo ripetuto e alcuni manufatti mostrano segni di imbullonatura, suggerendo il fissaggio a manici.
Sono stati identificati diversi tipi di strumenti: gli ossi lunghi sono stati modificati in cunei, probabilmente utilizzati per spaccare la roccia; gli ossi piatti, tra cui scapole e frammenti di bacino, sono stati modellati in palette per la manipolazione di materiale sciolto; frammenti di costole sono stati utilizzati per raschiare o rastrellare.
Le tracce di usura indicano il contatto con superfici minerali e roccia frantumata. Gli strumenti sembrano essere stati utilizzati nelle fasi di estrazione e lavorazione, tra cui l’allentamento del materiale e lo spostamento del minerale più fine.
Il materiale studiato proviene sia da scavi sotterranei che da depositi superficiali. Sebbene nel sito siano stati recuperati decine di migliaia di frammenti ossei, il campione è stato limitato a reperti con un chiaro contesto archeologico e in buono stato di conservazione.
Il confronto tra Great Orme con altri siti minerari europei dell’Età del Bronzo mostra tipologie di strumenti simili. I ritrovamenti in Irlanda, Austria, Ucraina e Russia indicano approcci comuni, unitamente a variazioni regionali legate alle condizioni locali.
Alcuni ossi potrebbero essere stati inizialmente utilizzati come resti di cibo. Dopo l’estrazione del midollo, i frammenti potevano essere rimodellati per ricavarne utensili, schema osservato anche in altri siti minerari.
I risultati mostrano che i materiali organici facevano parte della tecnologia mineraria dell’Età del Bronzo. Gli strumenti in osso venivano utilizzati insieme a quelli in pietra e metallo, non in sostituzione di questi ultimi. Studi futuri ed esperimenti pratici potrebbero aiutare a determinare come funzionavano questi strumenti e quanto fosse diffuso il loro utilizzo.
Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini
Per ulteriori info: Research Square


