lunedì, 11 Maggio 2026
Scoperte&SitiArcheologici

RINVENUTA STELE A KARNAK RAFFIGURANTE L’IMPERATORE TIBERIO NELLE VESTI DI FARAONE

Per leggere questo articolo occorrono 3 minuti

Gli archeologi egiziani hanno scoperto una stele in arenaria risalente a 2.000 anni fa che raffigura un imperatore romano nelle vesti di un faraone. Il piccolo manufatto rettangolare, una stele  è stato rinvenuto durante i lavori di restauro del Complesso templare di Karnak a Luxor (l’antica Tebe). La lastra, che misura circa 60 per 40 centimetri, risale al Regno di Tiberio (dal 14 al 37 d.C.), e, secondo una dichiarazione del Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano, raffigura il potente imperatore.

L’immagine sulla stele appena riportata alla luce raffigura Tiberio in piedi davanti ad Amon, Mut e Khonsu, la Triade tebana , la cui presenza accanto all’imperatore romano è significativa. Wagdy ritiene che offrendo ma’at a queste divinità, l’imperatore dimostra di adempiere al suo dovere nei confronti dell’ordine divino locale: la triade rappresenta anche una famiglia divina (padre, madre e figlio), che rispecchia la struttura stessa della regalità e rafforza la legittimità dell’imperatore.

Presentando Tiberio come un faraone, gli Egizi ne permisero l’integrazione nel sistema religioso della provincia. La rappresentazione degli imperatori romani in stile egizio era comune negli ambienti religiosi. Tuttavia, secondo Wagdy, mantenendo comunque il loro stile romano nelle monete e nelle statue ufficiali romane.

L’incorporazione dell’Egitto nell’Impero Romano è stata strettamente legata a tre figure celebri: Ottaviano Augusto, Marco Antonio e Cleopatra VII. Dopo aver estromesso il terzo membro del loro triumvirato, il generale e politico Marco Emilio Lepido, Augusto e Antonio miravano entrambi a prendere il controllo dell’intero nascente impero. Antonio si alleò con Cleopatra, l’ultima faraona dell’antico Egitto ma Augusto, futuro primo imperatore di Roma, sconfisse i due amanti nella Battaglia di Azio, vicino alla Grecia, nel 31 a.C. L’Egitto divenne una provincia romana l’anno successivo.

La stele, dunque, riflette un sistema ideologico e amministrativo standard, in cui gli imperatori venivano presentati come pii costruttori e protettori di templi, a prescindere dal loro effettivo livello di coinvolgimento e il manufatto esprime ciò che un re dovrebbe essere secondo la tradizione egizia, piuttosto che documentare i suoi successi personali.

La stele è stata rinvenuta durante un recente restauro di una porta a nord del Complesso templare di Karnak, la cui prima costruzione risale a circa 4.000 anni fa. Gli egittologi rivelano che la stele presenta anche cinque righe di geroglifici che descrivono dettagliatamente la ristrutturazione delle mura del Tempio di Amon-Ra.

Wagdy ritiene che sia probabile che la stele originariamente fungesse da punto di riferimento architettonico fisso, incastonata nella facciata esterna del muro di cinta, a commemorazione del restauro di quella specifica sezione della porta.

Molto presto, dopo un paio di millenni, la nuova sede della stele sarà in un museo.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Ciao! Lascia un commento o una tua considerazione. Grazie

error: Il contenuto è protetto!!