martedì, 16 Aprile 2024
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STATUA DEL BUDDHA RINVENUTA A BERENIKE, MAR ROSSO

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Una splendida statua del Buddha di epoca romana è stata ritrovata nella città di Berenike, sulla costa del Mar Rosso, 400 km a sud di Hurgada, dalla missione archeologica congiunta polacco-americana operante durante i lavori di scavo nell’antico tempio della città.

Mostafa Waziri, Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità, conferma che la missione opera nel sito dal 1994 sotto la supervisione del Consiglio Supremo delle Antichità e durante la stagione in corso ha portato alla luce importanti prove di legami commerciali tra l’Egitto e l’India in epoca romana.

A quel tempo l’Egitto si trovava al centro della rotta commerciale che collegava l’Impero Romano a molte parti del mondo antico, inclusa l’India. Berenike era il più importante porto tra i tanti del Mar Rosso dove arrivavano navi dall’India cariche di prodotti come spezie, pietre semipreziose, tessuti e avorio, che venivano poi caricati sui cammelli per essere trasportati nella Valle del Nilo attraverso il deserto e, infine, su altre navi per raggiungere Alessandria e, da lì, il resto dell’Impero Romano.

Secondo Mariusz Gwiazda, capo della missione dalla parte polacca, osserva che la statua del Buddha, realizzata in una pietra estratta da un’area a sud di Istanbul e poi lavorata localmente a Berenike, era parte di un dono votivo lasciato nel tempio del centro urbano da uno o più ricchi mercanti dall’India.

L’altezza della statua è di 71 cm e raffigura il Buddha in piedi che tiene parte delle sue vesti nella mano sinistra. La sua testa è contornata da una sorta di aureola intorno, con i raggi del sole raffigurati su di essa, a indicare la sua mente radiosa. Un fiore di loto accanto a lui completa la raffigurazione dell’essere che, nella religione buddhista, avrebbe raggiunto il massimo grado dell’illuminazione.

Stephen Sidbotham, capo della missione dal lato americano, ha sottolineato che durante i suoi lavori nel tempio tolemaico, la missione ha anche rinvenuto un’iscrizione in sanscrito risalente all’imperatore romano Filippo l’Arabo, che ha regnato tra il 244 e il 249 d.C. Sembrerebbe che tale iscrizione non sia della stessa data della statua ma, probabilmente, molto più antica, in quanto nel tempio erano presenti altre iscrizioni, in greco, che risalgono agli inizi del I secolo d.C. e altre due di II secolo Tra i ritrovamenti, la missione segnala anche monete della Dinastia Satavahana dell’India centrale che ha regnato tra il III secolo a.C. e il III secolo d.C.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: Polish Centre of Mediterranean Archaeology, University of Warsaw

Mar Rosso

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