PERCHE’ I VICHINGHI ABBANDONARONO LA GROENLANDIA…

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Il dibattito sulla storia del Tardo medioevo abbraccia anche elementi della storia vichinga tra i quali il motivo dell’abbandono delle terre di Groenlandia all’inizio del XV secolo dopo averne stabilito solidi insediamenti nel 98.

L’opinione condivisa degli storici è stata a lungo circoscritta al sopraggiungere di temperature più fredde, associate alla Piccola Era Glaciale, che hanno contribuito a rendere le colonie insostenibili. Tuttavia, una nuova ricerca, guidata dall’Università del Massachusetts Amherst e pubblicata di recente sulla rivista Science Advances, ribalta questa  vecchia teoria. Non è stato il calo delle temperature che ha aiutato a scacciare i norvegesi dalla Groenlandia, ma la siccità!

Quando i Vichinghi si stabilirono in Groenlandia in quello che chiamarono l’insediamento orientale, nel 985, prosperarono bonificando le terre e piantando erba come pascolo per il bestiame. La popolazione dell’insediamento orientale raggiunse il picco di circa 2.000 abitanti, ma crollò abbastanza rapidamente circa 400 anni dopo. Per decenni, antropologi, storici e scienziati hanno pensato che la fine dell’Eastern Settlement fosse dovuta all’inizio della Piccola Era Glaciale, un periodo di clima eccezionalmente freddo, in particolare nel Nord Atlantico, che ha reso insostenibile la vita agricola in Groenlandia.

Tuttavia, come sottolinea Raymond Bradley, Distinguished Professor of Geosciences presso UMass Amherst e uno dei coautori dell’articolo, prima di questo studio, non esistevano dati dal sito effettivo degli insediamenti vichinghi. Invece, i dati provenienti dai carotaggi carote di ghiaccio utilizzati per altri studi, hanno rivelato risultati sorprendenti. I prelievi, per ricostruire le temperature storiche in Groenlandia, sono stati presi  oltre 1.000 chilometri a nord e a oltre 2.000 metri di altitudine per studiare come il clima fosse variato vicino alle fattorie “norrene”.

Bradley e i suoi colleghi si sono recati presso Lake 578, adiacente a un’ex fattoria norrena e vicino a uno dei più grandi gruppi di fattorie dell’Eastern Settlement, dove hanno trascorso tre anni a raccogliere campioni di sedimenti dal lago, rappresentando un sostanzioso dato continuo degli ultimi 2.000 anni.

Boyang Zhao, l’autore principale dello studio, ricercatore post-dottorato presso la Brown University, conferma che non esistono studi sistematici su questa località.

Hanno analizzato il campione di 2.000 anni per individuare due diversi marcatori: il primo, un lipide, noto come BrGDGT, può essere utilizzato per ricostruire la temperatura. Secondo Isla Castañeda, docente di geoscienze presso UMass Amherst e coautrice dell’articolo, se si dispone di una documentazione sufficientemente completa, è possibile collegare direttamente le mutevoli strutture dei lipidi al cambiamento della temperatura. Un secondo marcatore, derivato dal rivestimento ceroso sulle foglie delle piante, può essere utilizzato per determinare la velocità con cui le erbe e altre piante che si allevano per il bestiame abbiano perso acqua a causa dell’evaporazione. È quindi un indicatore di quanto fossero asciutte le condizioni climatiche.

Gli studiosi confermano di aver scoperto, dunque, che, mentre la temperatura è cambiata a malapena nel corso dello sviluppo dell’insediamento della Groenlandia meridionale, l’ambiente circostante è diventato costantemente più secco nel tempo.

Gli agricoltori norreni sono stati costretti a svernare il loro bestiame con il foraggio immagazzinato e, anche in un’annata buona, gli animali sono risultati così deboli che dovevano essere condotti in campi diversi una volta che la neve si fosse finalmente sciolta in primavera. In condizioni del genere, le conseguenze della siccità sarebbero state gravi. Una prolungata siccità, oltre ad altre pressioni economiche e sociali, potrebbe aver ribaltato l’equilibrio quel tanto che basta per rendere insostenibile l’insediamento orientale.

Anche gli studiosi dello Smith College e dell’Università di Buffalo hanno contribuito alla ricerca, che è stata supportata dalla National Science Foundation, dall’UMass Amherst, dalla Geological Society of America e dalla Swiss National Science Foundation, cambiando la comprensione della storia in Groenlandia, mettendo in evidenza l’importanza di continuare a esplorare come i fattori ambientali abbiano influenzato la società umana.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: University of Massachusetts Amherst 

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