GIACIGLI DI 200.000 ANNI FA…

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I ricercatori della Border Cave, un noto sito archeologico sudafricano arroccato su una scogliera tra eSwatini, Swaziland) e KwaZulu-Natal, in Sud Africa, hanno trovato i resti dei primi giacigli utilizzati dagli ominidi di 200.000 anni or sono!

Questi “letti”, costituiti da fasci di erba della sottofamiglia Panicoideae a foglia larga, erano posti sul fondo della grotta, su strati di cenere utilizzati anche per proteggere gli individui dagli insetti striscianti durante il sonno. Gli strati rinvenuti dei giacigli sono tracce visivamente effimere di erba silicizzata, ma possono essere identificati utilizzando un elevato ingrandimento e la classica caratterizzazione chimica.

Il progetto Border Cave è stato condotto da un team multidisciplinare dell’Università del Witwatersrand, Sud Africa, del Centre National de la Recherche Scientifique dell’Università di Bordeaux, dell’Università della Costa Azzurra, dell’Instituto Superior de Estudios Sociales di Tucuman, in Argentina e del Royal Institute for Cultural Heritage belga. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Science.

Secondo Lyn Wadley, docente di archeologia e principale e autrice della ricerca, la posa del giaciglio di erba sulla cenere è stata una strategia deliberata, non solo per creare una base isolata e priva di sporcizia, ma anche per respingere gli insetti striscianti. A volte la base di cenere del giaciglio era composto dal residuo di erba più vecchio bruciato per pulire la grotta e distruggere i parassiti. In altre occasioni, la cenere prodotta dai focolari veniva usata anche come superficie pulita per un nuovo strato del giaciglio.

Diverse culture hanno usato la cenere come repellente per insetti che non possono muoversi facilmente attraverso la polvere fine. La cenere blocca l’apparato respiratorio e mordace degli insetti e alla fine li disidrata. I resti di Tarchonanthus (cespuglio di canfora) sono stati identificati sulla sommità delle erbe del giaciglio più antico della grotta. Questa pianta è ancora utilizzata per scoraggiare gli insetti nelle zone rurali dell’Africa orientale.

I giacigli, inoltre, erano anche una sorta di tavolo da lavoro: gli individui di Borde Cave hanno lavorato così come dormito sulla superficie del giaciglio perché detriti della fabbricazione di utensili in pietra si sono mescolati con i resti delle piante utilizzate. Inoltre, piccoli granelli di ocra rossa e arancione sono stati trovati in un giaciglio dove potrebbero essersi strofinati sulla pelle ominide come decorazioni del corpo.

I lughi frequentati dai cacciatori-raccoglitori, soprattutto le grotte,  hanno i focolari come punti focali; gli individui dormivano regolarmente accanto alla loro fonte di riscaldamento, svolgendo compiti domestici o realtivi al proprio contesto sociale. Dalla sequenza stratigrafica si evince che gi individui di Border Cave hanno anche acceso regolarmente i propri focolari in un periodo compreso tra circa 200.000 e 38.000 anni or sono.

La Wadley ritiene che dalla ricerca viene fuori che gli individui di 200.000 anni fa riuscivano a governare il fuoco, ne usavano la cenere e diverse piante medicinali per mantenere gli ambienti puliti e privi di parassiti, avvantaggiando le condizioni di salute della comunità.

Sebbene i cacciatori-raccoglitori tenderebbero a essere mobili e raramente rimarrebbero in un luogo per più di poche settimane, gli ambienti salubri e comodi avevano il potenziale di estendere una breve occupazione.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: Wits University

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