ORZO DI 5000 ANNI RINVENUTO IN FINLANDIA APRE AD AGRICOLTURA ORGANIZZATA

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Uno studio realizzato in collaborazione tra Dipartimento di Archeologia e quello di chimica dell’Università di Helsinki, nonché alcuni archeologi svedesi di un’agenzia di consulenza governativa e la Arkeologikonsult, un’azienda del settore, mostra i risultati dei rinvenimenti di chicci di cereali di orzo e grano negli insediamenti della Cultura neolitica di Pitted Ware presente nelle isole Aland, in Finlandia, e nella regione intorno alla moderna Stoccolma.

I siti neolitici in Scandinavia

L’età dei chicchi è stata accertata usando la datazione al radiocarbonio e, sulla base dei risultati, i grani avrebbero avuto origine nel periodo della Cultura di Pitted Ware, quindi tra i 4.300-5.300 anni or sono. Oltre ai cereali, i resti delle piante rinvenute nei siti includevano gusci di nocciole, semi di mela, radici tuberose di celidonia minore e rosa canina.

Lo studio suggerisce, quindi, che l’agricoltura su piccola scala sia stata adottata nel periodo della Cultura di Pitted Ware grazie al commercio da parte degli agricoltori della Funnel Beaker Culture (la cultura dei vasi a imbuto), che si è espansa dall’Europa continentale alla Scandinavia. Altri reperti archeologici sono anche la prova di uno stretto contatto tra queste due culture.

Santeri Vanhanen, dottorando in archeologia presso l’Università di Helsinki, ritiene che i chicchi di cereali trovati sulle Aland sono la prova che la
Funnel Beaker Culture ne abbia introdotto la coltivazione in luoghi in cui non era ancora stata praticata.

I chicci di orzo di 5.000 anni trovato su Aland è il più vecchio cereale mai trovato in Finlandia. I ricercatori hanno, inoltre, scoperto una manciata di chicchi d’orzo e grano di poche centinaia di anni più giovani, a Raseborg, nel sud della Finlandia. Questo grano e gli altri cereali trovati in Finlandia continentale risalgono a circa 3.500 anni or sono, quindi circa 1.500 anni dopo Aland, secondo le attuali conoscenze.

In studi precedenti, è stato estremamente difficile dimostrare che la popolazione di cacciatori-raccoglitori avrebbe adottato l’agricoltura durante quel periodo specifico del Neolitico. Inoltre, la ricerca sul DNA antico ha dimostrato, negli ultimi anni, che la diffusione dell’agricoltura in Europa sia stata quasi esclusivamente operata attraverso i migranti.

Secondo gli studiosi, dunque, è possibile che i gruppi umani della Cultura di Pitted Ware, specializzata principalmente nella caccia marina, abbia continuato a coltivare piante poiché la pratica forniva alla comunità anche un significato sociale.

Di tanto in tanto, nei siti della Cultura di Pitted Ware si trovano anche abbondanti ossa di maiale, anche se i maiali non erano una parte importante del loro nutrimento quotidiano. Ad esempio, le ossa di oltre 30 maiali sono state trovate in una tomba situata sull’isola di Gotland.

I membri della della Cultura di Pitted Ware potrebbero aver organizzato feste rituali in cui venivano consumati maiali e prodotti a base di cereali ed è plausibile che i cereali potrebbero essere stati usati per produrre birra, ma le prove non sono ancora state trovate.

La ricerca pubblicata sulla rivista Nature si basa principalmente sulla metodologia dell’archeobotanica che aiuta ad esaminare i resti di piante conservate nei siti archeologici. In questo studio, sono stati raccolti campioni di terreno dai siti, dai quali sono stati estratti i resti vegetali utilizzando il metodo della flottazione. I resti della pianta sono carbonizzati: in altre parole, i cereali e i semi di orzo si sono trasformati in carbonio dopo essere venuti a contatto con il fuoco.

Dopo il processo di flottazione, i resti vegetali possono essere identificati esaminandoli al microscopio e confrontandoli con le parti di piante moderne. L’età dei singoli grani può essere determinata con la datazione al radiocarbonio, basata sul frazionamento dell’isotopo radioattivo del Carbonio-14. In questo modo, l’età di un chicco di diversi millenni può essere determinata con una precisione di poche decine di anni.

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: Università di Helsinki; Nature

Birra antica

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