NUOVI STUDI SULLA NECROPOLI MESOLITICA DI YUZHNIY OLENIY OSTROV, RUSSIA

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Un nuovo studio su come i nostri primi antenati abbiano affrontato i principali cambiamenti climatici è stato pubblicato sulla rivista Nature Ecology & Evolution da un team internazionale di ricercatori, guidato da Rick Schulting e Christopher Bronk Ramsey della Scuola di Archeologia dell’Università di Oxford.

Nuove datazioni stabilite con il radiocarbonio mostrano che la grande necropoli del primo Olocene di Yuzhniy Oleniy Ostrov, presso il lago Onega, a circa 500 miglia a nord di Mosca, che in precedenza si pensava fosse in uso da molti secoli, fu, in effetti, utilizzata solo per uno o due secoli a causa di un periodo di stress climatico.

Il team ritiene che la creazione della necropoli riveli una risposta sociale allo stress causato dalla drastica diminuzione regionale delle risorse. In un periodo di cambiamento climatico, il Lago Onega, il secondo lago più grande d’Europa, aveva un proprio microclima ecologicamente resiliente che avrebbe attirato selvaggina, compresi gli alci, sulle sue rive mentre il lago stesso avrebbe fornito una pesca produttiva. A causa dell’abbassamento della temperatura, molti dei laghi meno profondi della regione potrebbero essere stati suscettibili al fenomeno delle uccisioni di pesci invernali, causato dall’esaurimento dei livelli di ossigeno sotto il ghiaccio.

La creazione della necropoli avrebbe contribuito a definire l’appartenenza al gruppo di quelle che sarebbero state bande di cacciatori-raccoglitori precedentemente considerate lontano dai propri territori, mitigando il potenziale conflitto sull’accesso alle risorse del lago. Secondo il team di ricerca, con il miglioramento del clima la necropoli è rimasta inutilizzata poiché i gruppi umani potrebbero essere tornati a uno stile di vita più nomade rendendo il lago un sito meno importante.

Secondo Schulting, la stretta associazione tra l’uso della necropoli e il calo climatico tra 8200 e 8000 anni fa ha colto gli studiosi di sorpresa: in precedenza, si pensava che il sito di sepoltura fosse utilizzato sia prima che dopo l’evento climatico. Infatti è raro trovare comunità di cacciatori-raccoglitori che abbiano rapidamente agito a un evento climatico come questo con un abbandono della regione fino a quando il clima non fosse migliorato.

I cambiamenti comportamentali in quello che potrebbe essere visto come un sistema sociale più “complesso”, caratterizzato da sostanziosi corredi funerari, erano, dunque, dipendenti dalla situazione ma suggeriscono la presenza di importanti responsabili delle decisioni e, afferma il team, i risultati implicano anche che le prime comunità di caccia e raccolta erano altamente flessibili e resilienti. I risultati hanno implicazioni per la comprensione del contesto per l’emergere e la dissoluzione della disuguaglianza socioeconomica e della territorialità in condizioni di stress socio-ecologico.

La datazione al radiocarbonio dei resti umani e dei resti animali associati nel sito rivela che l’uso principale della necropoli sia ascrivibile nel periodo compreso tra 8250 a 8.000 a.C. che coinciderebbe strettamente con il drammatico evento di raffreddamento climatico rendendo questo sito come fonte di prove che attestino le risposte a un cambiamento ambientale guidato dal clima.

L’Olocene, l’attuale epoca geologica iniziata circa 11.700 anni prima del presente, è stato relativamente stabile rispetto agli eventi attuali ma ci sono una serie di fluttuazioni climatiche registrate nei carotaggi del ghiaccio della Groenlandia. Il più noto di questi è l’evento di raffreddamento di 8.200 anni fa, la più grande recessione climatica dell’Olocene, durata da uno a due secoli. Esistono poche tracce u come i cacciatori-raccoglitori, che occupavano la maggior parte dell’Europa in questo momento, furono colpiti e, se lo fossero, in quali modi specifici.

Yuzhniy Oleniy Ostrov è una delle necropoli del primo Olocene nell’Eurasia settentrionale, con 177 tombre scavate negli anni ’30 da un team di archeologi russi. Sulla base del loro lavoro, il sito ha una posizione importante negli studi mesolitici europei, in parte a causa della variazione delle offerte funerarie di accompagnamento.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: Università di Oxford

2 pensieri riguardo “NUOVI STUDI SULLA NECROPOLI MESOLITICA DI YUZHNIY OLENIY OSTROV, RUSSIA

  • domenica, 30 Gennaio 2022 in 07:06
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    Professore, La ringraziamo sempre che al nostro risveglio mattutino (ore 6,00) Ella ci fa sentire cittadini di un mondo Preistorico !!!!! E questo ci fa sopportare le idiozie dell’attuale genere umano. G.Carlo Pavia

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    • domenica, 30 Gennaio 2022 in 11:29
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      Grazie Gian Carlo, i tuoi commenti sono un vero supporto morale

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