NUOVE TEORIE SULL’ORIGINE DELL’AGRICOLTURA E DELLA PROPRIETA’ PRIVATA

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La storia e l’evoluzione dell’agricoltura ha avuto origine in Mesopotamia circa 11.500 anni fa. Successivamente, le pratiche di coltivazione e allevamento del bestiame sono emerse in modo indipendente in circa una dozzina di altri posti in tutto il mondo, in quella che gli archeologi chiamano la rivoluzione agricola neolitica. La proprietà privata potrebbe essere collegata alla storia dell’agricoltura?

Lo sviluppo dell’agricoltura è uno degli eventi più accuratamente studiati della preistoria, ma un nuovo articolo sul Journal of Political Economy mostra che la maggior parte delle teorie non concordano con le prove e offre una nuova interpretazione.

Con l’agricoltura si è sviluppata una vasta espansione dei territori sui quali la proprietà “privata” esercitava un potere di controllo sui beni prodotti, sostituendo le norme sociali del cacciatore-raccoglitore sulla condivisione del cibo al momento dell’acquisizione. Indubbiamente l’agricoltura ha aumentato la produttività del lavoro di ricerca delle fonti di sostentamento, incoraggiando l’adozione della proprietà privata e fornendo incentivi per gli investimenti a lungo termine richiesti in un’economia agricola.

Secondo l’economista del Santa Fe Institute, Samuel Bowles, coautore dello studio, i dati di ricerca non concordano sulla teoria sopra esposta: Bowles ritiene che sia molto improbabile che il numero di calorie acquisite per una giornata di lavoro,con l’avvento dell’agricoltura, gli rendesse un’opzione di vita migliore rispetto ai periodi di caccia-raccolta.

Precedenti studi, compresi quelli su ossa umane e animali, suggeriscono che l’agricoltura in realtà ha avuto un contributo nutrizionale estremo sui primi utilizzatori e sul loro bestiame. Quindi, perché coltivare?

Altri studiosi hanno suggerito che una tecnologia inferiore avrebbe potuto essere imposta dalle élite delle comunità come strategia per esigere maggiori tasse, tributi o affitti. Ma l’agricoltura si è sviluppata millenni prima dell’emergere di governi o élite politiche in grado di imporre un nuovo stile di vita alle comunità di cacciatori/raccoglitori.

Bowles e il coautore Jung-Kyoo Choi, economista della Kyungpook National University, in Corea del Sud, usano sia la Teoria evolutiva dei giochi (applicazione dei modelli provenienti dalla Genetica delle popolazioni), sia le prove archeologiche per proporre una nuova interpretazione della rivoluzione agricola del Neolitico.

Basato su questo nuovo modello, secondo gli autori dello studio, un sistema di diritti di proprietà privata, reciprocamente riconosciuti, era, dunque, una condizione preliminare per l’agricoltura, ma anche un mezzo per limitare costosi conflitti tra i membri di una popolazione.

Sebbene rara tra i cacciatori-raccoglitori, la proprietà privata esisteva già in alcuni gruppi sedentari. Tra questi, l’agricoltura avrebbe potuto avvantaggiare i primi esseri umani che l’avrebbero adottata, rendendo più semplice stabilire il possesso privato di colture coltivate e animali domestici, nonché le diffuse risorse selvatiche su cui si basavano le attività dei cacciatori-raccoglitori.

Per concludere, secondo gli studiosi, era molto più facile, in definitiva, definire e difendere i diritti di proprietà in una mucca addomesticata rispetto a delle antilopi selvagge. L’agricoltura, dunque, è inizialmente riuscita perché ha facilitato un’applicazione più ampia dei diritti di proprietà privata e non perché ha alleggerito la fatica di guadagnarsi da vivere…

E’ necessario meditarci su…

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Pe rulteriori info: Santa Fe Institute

AGRICOLTURA

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