MOHENJO-DARO E DIGA DI MA’RIB, ALTRE MEGA STRUTTURE NEL MONDO ANTICO

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Fondato nel 2500 a.C. circa, l’insediamento di Mohenjo-Daro, che copre circa 300 ettari di superficie, situato sulla riva destra del fiume Indo, nell’attuale regione pakistana del Sindh, a 300 km a nord-nord-est di Karachi, è considerato l’epitome di un’eccezionale antica impresa architettonica, non per i suoi imponenti palazzi e i suoi templi, ma piuttosto per le caratteristiche urbanistiche avanzate.

L’insediamento di Mohenjo-Daro mostra livelli efficaci di pianificazione, alternati ad abitazioni disparate, e un livello di espansione urbana sensibile all’aumento dell’antica popolazione. La sezione più antica è stato realizzato con un insolito, per il luogo, il classico motivo a griglia di matrice occidentale attraversato da vie e strutture disposte in modo rettilineo e perpendicolare.

Molte delle abitazioni sono state edificate con mattoni in argilla cotti, su due piani adeguatamente suddivisi per il normale soggiorno di una famiglia e per lo stoccaggio delle derrate alimentari e non.

A complemento delle abitazioni ben disposte, sono poste una serie di edifici e strutture pubbliche. Un esempio riguarda l’affascinante struttura della cosiddetta Cittadella di Mohenjo-Daro, costruita in cima a un tumulo di mattoni di fango alto quasi 15 metri.

Questa zona arroccata, che dominava una vista strategica della zona circostante, consisteva in una serie di edifici comuni, tra cui un imponente edificio di bagni pubblici, un complesso residenziale/palaziale che poteva ospitare migliaia di persone e luoghi per le riunioni dei cittadini. L’intero insediamento di Mohenjo-Daro avrebbe potuto ospitare una popolazione di circa 40.000 individui! 

Interessanti anche le imprese ingegneristiche relative al sito di Mohenjo-Daro: l’insediamento presenta livelli avanzati di approvvigionamento idrico, sistemi di drenaggio e sistemi di salvaguardia della salute pubblica. Ad esempio, come la maggior parte delle città della Cultura di Harappan, Mohenjo-Daro era servita da numerosi bacini idrici e l’acqua veniva prelevata usando metodi di ingegneria idraulica come lo shaduf, lo strumento per pescare acqua da fiumi e laghi e alimentare canali a un livello più alto.

Per quanto riguarda i sistemi di drenaggio, il grado di efficienza non ha precedenti nei quartieri della città, soprattutto se confrontiamo le aree urbane contemporanee della Mesopotamia. Le acque reflue, infatti, venivano smaltite attraverso scarichi sotterranei realizzati con mattoni posati con precisione. Molti di questi scarichi erano persino collegati ai servizi delle singole abitazioni, rispecchiando così la struttura dei servizi igienici moderni.

Sebbene testimonianze archeologiche abbiano suggerito un varietà di dighe e di reti di canali complementari risalenti al XXI secolo a.C., la Grande Diga di Marib  è stata probabilmente costruita nell’VIII secolo a.C., vicino all’antica città di Ma’rib, capitale del leggendario Regno arabo di Saba, in Yemen  

Già noti per le loro profonde reti commerciali che scambiavano oggetti rari come l’incenso e le spezie, i Sabei dovevano aver avviato anche riforme agricole nel corso dei secoli, per integrare il loro fiorente ma povero regno d’acqua.

Uno dei risultati di queste politiche è stata la decisione di captare periodicamente l’acqua dei monsoni dalle montagne vicine e usarla nelle terre intorno alle aree urbane, poste a quote inferiori. Di conseguenza, la gigantesca Grande Diga di Marib è stata costruita proprio per regolare le acque del Sadd , lo wadi, il corso d’acqua stagionale; questa enorme impresa di ingegneria antica era lunga oltre 600 metri e, in termini di pura tecnologia, non constatava di una rudimentale disposizione di rocce ma si trattava di una costruzione completamente a tenuta stagna di terra compattata e sostenuta da raffinate pietre e muri di laterizio

La Grande Diga di Marib, con la sua sezione a forma di piramide, vantava  canali, cancelli, chiuse e canali di scolo complementari che irrigavano oltre più di 10.000 ettari di terreni agricoli nelle vicinanze!

Questa antica struttura ha resistito per oltre 1.000 anni prima di subire collassi strutturali e arrendersi agli elementi naturali entro il VI secolo d.C. Questo incidente ha sicuramente contribuito a importanti ripercussioni economiche nell’area arida, a tal punto che potrebbe essere stato ricordato nel Coranosura di Saba, in cui non è esplicitamente citata Marib ma si parla di una inondazione e della catastrofe seguita al cedimento di una diga, catastrofe che tutto travolse distruggendo le terre coltivate.

Daniele Mancini

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