INDIVIDUATO SITO DELLA BATTAGLIA DEL METAURO TRA ROMANI E CARTAGINESI

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La Battaglia del Metauro è stato uno scontro decisivo della Seconda guerra punica tra Roma e Cartagine, combattuto il 22 giugno del 207 a.C. presso il fiume Metauro, in provincia di Pesaro e Urbino, nelle Marche.

Le forze cartaginesi erano guidate da Asdrubale Barca, fratello di Annibale, che si suppone portasse rinforzi per l’assedio di Roma. L’esercito repubblicano era comandato dai due consoli Marco Livio Salinatore e Gaio Claudio Nerone.

L’esito della battaglia ha visto soccombere Asdrubale e permettere a Roma di vincere la prima battaglia, dopo dieci anni circa dalla prima invasione di Annibale, contro i due fratelli Barcidi (cognome che in punico significava “Fulmine”), non permettere ad Annibale di ricevere i dovuti aiuti per attaccare Roma e capovolgere gli esiti della Seconda guerra punica, conclusasi a Zama, nel 202 a.C.[1]

L’Istituto universitario di ricerca in archeologia iberica dell’Università di Jaén ha realizzato la prima campagna sul campo nella regione Marche, incentrata nel comune di Fossombrone, nell’ambito del progetto di ricerca “ILITAURO: Metodologia per l’archeologia e studio di campi di battaglia e assedi nel contesto della Seconda Guerra Punica: Iliturgi, Castulo, Baecula e Metauro “, il cui ricercatore principale è Juan Pedro Bellon.

A seguito della firma di un accordo con l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo e dell’autorizzazione concessa della Soprintendenza di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, dalla fine del 2018 sono state realizzate varie opere di catalogazione, analisi e campionamento di dardi in piombo che i ricercatori del progetto hanno analizzato tra quelli conservati nella collezione del Museo Civico di Fossombrone, con l’obiettivo di riconoscere la loro possibile relazione tra la Battaglia del Metauro e la Battaglia di Baecula (208 a.C.). 

La ricerca sulla posizione del campo della Battaglia del Metauro ha un vasto background storiografico risalente al XV secolo. Questi studi sono sempre stati basati su tradizioni locali e studi filologici e le tesi sulla loro posizione sono varie, anche se non ci sono prove archeologiche per supportare tutte le proposte.

L’approccio di ricerca avviato dai ricercatori si basa sull’analisi integrale delle diverse proposte, considerandole come base per lo svolgimento di indagini archeologiche per validarle. Allo stesso tempo, si sta sviluppando una linea di lavoro autonoma basata sull’analisi delle collezioni museali di diverse località in cui la battaglia era tradizionalmente posizionata. In questo modo è stato possibile localizzare e studiare una serie di dardi di piombo per fionda conservati nel Museo Civico di Fossombrone e provenienti dai dintorni.

Le somiglianze morfologiche di alcuni dardi “italiani” con quelli rinvenuti sulla scena della Battaglia di Baecula, insieme all’applicazione di analisi metallografiche e isotopiche del piombo condotto su di esse, è una delle linee di ricerca avviate, poiché è possibile stabilire l’origine del minerale e mostrare somiglianze o differenze con quelle usate dall’esercito cartaginese nella due battaglia.

Sulla base di queste evidenze archeologiche iniziali, è stata progettata un’area di lavoro attorno a Fossombrone, in cui, durante le prime due settimane di luglio 2019, la microprospezione archeologica e la georeferenziazione GPS degli elementi metallici rinvenuti nei campi, sono state realizzate dal team dell’università iberica e quella italiana.

Secondo Juan Pedro Bellon, i primi risultati hanno messo in luce la complessità archeologica del territorio di Fossombrone, in particolare l’ambiente del Monte Aguzzo, in cui il team è stato in grado di documentare oggetti metallici legati ad un episodio di guerra, sebbene per il momento sia difficile associarli direttamente alla Seconda Guerra Punica e in assenza di future campagne per intensificare ed espandere il campionamento archeologico già effettuato nell’area.

Bellon ritiene che la validità della metodologia sviluppata dal team spagnolo durante il Progetto Baecula, per l’analisi archeologica di questo tipo di brevi e complessi scenari di conflitto nell’antichità, apre un interessante orizzonte per la ricerca archeologica anche sulla Battaglia del Metauro.

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Annibale

[1] La Battaglia di Zama ha visto il coinvolgimento di una coorte di guerrieri marrucini provenienti dalla mia città, Chieti, l’antica Teate Marrucinorum e di cui ho raccontato in Herius e Pleminius e Haralio e continuerò anche sabato 10 agosto in:

6 pensieri riguardo “INDIVIDUATO SITO DELLA BATTAGLIA DEL METAURO TRA ROMANI E CARTAGINESI

  • 9 Agosto 2019 in 14:09
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    Grazie, articolo molto interessante. Dal canto mio, che sono molto attratto dalla storia di questi luoghi, penso che uno dei siti più probabili come scenario della Battaglia del Metauro sia da ricercare nel territorio dell’ex Comune di Barchi (vicino a Fossombrone), il cui toponimo deve senz’altro qualcosa ai Barca. Anzi, la tradizione vorrebbe il paese come luogo di sepoltura di Asdrubale e, non di meno, si dice che nel lavorare i campi molti contadini abbiano rinvenuto reperti piuttosto interessanti.
    Blog davvero carino.

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    • 9 Agosto 2019 in 16:42
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      Grazie Marco, estremamente interessante anche il tuo appunto topografico. Appena l’università spagnola e la Soprintendenza Marche pubblicheranno gli esiti degli studi, potremo sapere se hanno realizzato ricognizioni anche presso Barchi, altrimenti sarebbe uno spunto interessante per convincere enti e Università di Urbino per effettuarne una.
      Grazie ancora e buona estate

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    • 12 Agosto 2019 in 19:50
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      Spero pubblichino presto i risultati della ricerca. grazie per leggermi

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  • 12 Agosto 2019 in 19:40
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    Grazie per il lavoro svolto, appena possibile pubblicate i risultati

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    • 12 Agosto 2019 in 19:51
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      dipanare la matassa della Battaglia del Metauro è sempre stata una priorità storica; attendiamo fiduciosi i risultati

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