LINEARE B, INTUIZIONI DI UNA RICERCA

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Siamo quasi giunti al Settantesimo anniversario della decifrazione della Lineare B, avvenuta, tra il 1952 e il 1956, per merito di Michael Ventris, il linguista britannico appassionato di cultura micenea che ha individuato il sistema di scrittura sillabico indicato come prima forma di greco antico.

Lo straordinario successo e le intuizioni di Ventris hanno spinto ancora più indietro le frontiere della conoscenza del mondo antico.

Tavoletta in Lineare B da Pylos – fonte Wikipedia

Quando agli inizi del XX secolo gli archeologi hanno scavato alcuni dei siti più famosi dell’Antica Grecia, in particolare Cnosso, sull’isola di Creta, e Micene e Pilo sulla terraferma greca, hanno trovato un gran numero di tavolette di argilla incise con un tipo di scrittura apparentemente indecifrabile, significativamente diverso da qualsiasi altro sistema conosciuta all’epoca. Dalle ricerche archeologiche. è stato immediatamente chiaro che esistevano almeno due varianti di questo tipo di scrittura, la Lineare A e la Lineare B.

La Lineare A (XVIII-XV sec. a.C.) è il sistema più antico, molto più raro e limitato all’isola di Creta. Il più “recente” è la B (XV-XIII sec. a.C.), trovato in numero significativamente più consistente su tavolette provenienti da Cnosso, Micene e Pilos. Dagli scavi del periodo, sono emerse prove dello stesso tipo di scrittura in altri luoghi, tra cui Tebe, Tirinto e Chania, a Creta.

Entrambe le strutture scrittorie sono caratterizzate da circa 90 caratteri diversi, incisi su tavolette di argilla in modo piuttosto “lineare”, rispetto al precedente tipo di scrittura geroglifica cretese che ha preceduto e si è sovrapposto al primo sistema scrittorio.

La decifrazione della Lineare B, dunque, ha cavalcato l’onda epica degli scavi archeologici più famosi. Dopo che il tedesco Heinrich Schliemann ha poco brillantemente, dal profilo stratigrafico, scavato e individuato Troia e Micene, dopo che l’archeologo britannico Arthur Evans ha scoperto un gran numero di tavolette iscritte a Cnosso, intorno al 1900, dopo che lo stesso Evans e altri studiosi avevano intuito che le tavolette contenevano la chiave per una ulteriore  comprensione della civiltà micenea, dopo numerosi tentativi falliti di aspiranti decifratori da tutto il mondo, il geniale Michael Ventris si dimostrò fondamentale nello sbloccare i segreti della Linear B.

Ventris  studioso straordinario e in gran parte autodidatta, con un talento fenomenale per le lingue, ha avuto modo di conoscere la Lineare B già da giovane studente, quando gli sono staste mostrate alcune tavolette di argilla trovate a Cnosso da Arthur Evans.

Questo incontro casuale ha suscitato un fascino che è durato fino alla tragica morte di Ventris, in un incidente d’auto nel 1956, riuscendo, per il bene della storia e della scienza, a comprendere la natura del sistema di scrittura e decifrarlo.

Ha condiviso le sue intuizioni con i più grandi studiosi del settore in una serie di Work notes on Minoan language research and other unedited papers, riedite in italiano nel 1988, mentre perseguiva la sua carriera come architetto. Il Primo giugno 1952, ha diffuso la sua celebre Work Note 20 intitolata Are the Knossos and Pylos tablets written in Greek? e, basandosi su un lavoro precedente della studioso americana Alice Kober, ha sviluppato una metodologia rigorosa di integrazione di indizi diversi.

Ventris, dunque, è stato in grado di dimostrare, sempre più chiaramente, nei mesi che seguirono, che la lingua dietro quel sistema di scrittura si celava, come scrive lui stesso “a difficult and archaic Greek, but Greek nevertheless“.

Privo del necessario background in filologia e linguistica greca, nel luglio del 1952, si è rivolto a John Chadwick, un giovane docente di nuova nomina in Studi classici all’Università di Cambridge, per un supporto professionale. Chadwick era un eccezionale studioso di musica classica e aveva lavorato sulle decifrazioni dei codici bellici durante la Seconda Guerra mondiale. Ha contribuito, in modo significativo, a sviluppare la decifrazione originale di Ventris ed è stato in grado di chiarire il “retroterra” linguistico storico fornendo molte interpretazioni alle tavolette rinvenute.

Chadwick ha continuato a lavorare su Lineare B fino alla sua morte, nel 1998.

La decifrazione della Lineare B ha aperto una branca di studi completamente nuova, aggiungendo cinque nuovi secoli di conoscenze sul greco, catapultando la comprensione della storia e della società greca nel II millennio a.C., fino alla fine dell’Età del Bronzo Recente, intorno al 1200 a.C.

Daniele Mancini

Bibliografia:

  • L. Godart, L’invenzione della scrittura, Torino 2011.
  • A. Sacconi, Introduzione ad un corso di filologia micenea, Roma 1990.

Tavolette

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