LA STORIA HA UN PREZZO?

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E’ un argomento a cui sono particolarmente sensibile e ripeto la domanda: la storia ha un prezzo? Il 31 ottobre 2018, la Christie’s Auction House ha venduto un antico rilievo assiro per 31 milioni di sonanti dollari e come per altre migliaia di aste, che hanno coinvolto manufatti archeologici, ho provato un moto di sintomatico sdegno.

Il rilievo venduto all’asta

Originariamente, la lastra a rilievo era un elemento del palazzo del re assiro Assurnasirpal II, a Nimrud (nell’Iraq moderno) e, alto oltre due metri, risale al IX secolo a.C. Rappresenta un apkallu, un essere semidivino con le ali, in origine metà uomo e metà pesce.

Assurnasirpal II era un tiranno che espandeva spietatamente il suo regno, conquistando gran parte dell’antico Vicino Oriente, inclusa la moderna Siria e la terra tra i fiumi Tigri ed Eufrate, un’area che oggi viene chiamata “la culla della civiltà”. Il palazzo rifletteva il ritrovato status di Assurnasirpal come il più potente sovrano del più grande impero mai visto. 

Esistono circa 400 di questi pannelli in rilievo scolpiti che avrebbero riempito l’interno del palazzo e rappresentavano le narrazioni dei trionfi militari di Assurnasirpal, così come la caccia agli animali e scene di corte, alcuni dei quali conservati al British Museum, a Londra.

Il modo in cui il pezzo è finito alla Christie’s Auction House è una storia interessante. Sir Austen Henry Layard ha rinvenuto, durante i suoi scavi a Nimrud, i resti del palazzo reale di Assurnasirpal II. 

Nel 1859, Henri Byron Haskell, che era in Iraq come missionario americano, acquistò questo rilievo e altri due direttamente da Layard al prezzo di 75 dollari ciascuno, la maggior parte dei quali copriva semplicemente il costo della spedizione. Dopo aver acquisito i rilievi, per conto del suo amico Joseph Packard, Haskell li ha spediti al Virginia Theological Seminary ad Alexandria, in Virginia, dove Packard era docente. Lì sono rimasti per più di 150 anni.

Nel 2017, il premio assicurativo annuale per questi pezzi è aumentato a 70.000 dollari e di fronte a questo costo enorme, il seminario ha deciso di vendere uno dei rilievi per finanziare la ricerca e la conservazione degli altri due e di contribuire a un fondo di borse di studio. Ciò lo ha portato all’asta dello scorso autunno.

Sebbene il valore del sollievo fosse stato stimato in 10/15 milioni di dollari, è stato venduto al prezzo di ben 30.968.750 di dollari, stabilendo un drammatico record per i manufatti di arte assira.

Alcuni studiosi temono che questa vendita redditizia possa incoraggiare le lobby dei reperti archeologici al saccheggio in tutto il Medio Oriente. Altri sostengono che la vasta distruzione di siti archeologici e del patrimonio culturale da parte dell’isis e le recenti guerre per combatterli sono responsabili del valore crescente di manufatti ben conservati e di chiara provenienza storico-artistica. 

Spero che il tempo, galantuomo, attenui questo tipo di impatto sul patrimonio culturale archeologico mondiale, impedendo che si possa mettere un banale cartellino del prezzo al valore della storia che non dovrebbe avere mai prezzo!

Daniele Mancini

2 pensieri riguardo “LA STORIA HA UN PREZZO?

  • 10 Settembre 2019 in 23:58
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    Salve scusi per il ritardo personalmente sono disgustato

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    • 11 Settembre 2019 in 11:39
      Permalink

      Buongiorno Davide, purtroppo il commercio dei beni culturali non conosce limiti all’avidità

      Risposta

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