INSEDIAMENTO SOTTOMARINO NEOLITICO SOTTOPOSTO A SCAVO ARCHEOLOGICO MISTO, REALE E VIRTUALE

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Assaf Yasur-Landau, archeologo della Università della California San Diego, affiliato al Qualcomm Institute della università america e all’Università di Haifa, coadiuvato da un team proveniente dai vari istituti, ha completato un “misto” di scavo archeologico effettivo e virtuale di un insediamento sottomarino del Neolitico al largo della costa israeliana del Monte del Carmelo.

La missione potrebbe rivelare informazioni fondamentali sull’evoluzione sociale preistorica, il clima e il cambiamento ambientale di oltre 8.000 anni fa della zona.

In conformità con le misure di distanziamento sociale previste dalla pandemia mondiale, il team di San Diego e di Haifa ha utilizzato la tecnologia remota sviluppata dal Qualcomm Institute per realizzare lo scavo sottomarino che sarebbe dovuto partire già dallo scorso ottobre.

Grazie agli strumenti di visualizzazione all’avanguardia per analizzare i manufatti individuati, per realizzare mappe 3D altamente dettagliate e per campionare i sedimenti, è stato possibile individuare tutte le peculiarità dell’ambiente neolitico ormai sommerso.

I ricercatori subacquei guidati da Yasur-Landau hanno effettuato lo scavo in una zona a 30 chilometri a sud di Haifa e hanno scoperto i resti di strutture murarie degli insediamenti, scoperto importanti reperti archeologici, come utensili in selce e frammenti di ceramiche antiche, raccolto immagini fotogrammetriche e realizzato riprese video per una mappa 3D dettagliata.

I ricercatori del Qualcomm Institute, invece, hanno sfruttato la tecnologia SunCAVE, realizzata dall’istituto,  una realtà virtuale walk-in ad alta risoluzione, per visualizzare sia contemporaneamente il sito in 3D, sia per replicare le caratteristiche archeologiche del sito, utili a studiare ulteriori future esplorazioni.

Lo sforzo unisce, nello studio multidisciplinare internazionale, archeologi, esperti in immersioni scientifiche e tecnici della modellazione e stampa 3D.

Secondo Thomas E. Levy, direttore del Center for Cyber-Archaeology and Sustainability del Qualcomm e co-direttore dello Scripps Center for Marine Archaeology dell’Università di Haifa, con la potenza del SunCAVE è possibile esplorare il sito preistorico in qualsiasi momento proprio dal campus di San Diego e, coll’incedere degli studi, fino a conoscere completamente lo stile di vita delle popolazioni neolitiche del Vicino Oriente.

Il Neolitico è stato un periodo chiave per la formazione delle comunità agricole mediterranee, nonché un periodo in cui i cambiamenti climatici e l’innalzamento del livello del mare richiedevano modalità nuove e innovative di adattamento umano.

Tutte i risultati delle ricerche saranno immagazzinati negli archivi digitali del Qualcomm Institute, della Biblioteca Geisel e dell’Università di Haifa. I ricercatori useranno la Pacific Research Platform, una “superstrada” per la condivisione dei dati, quale piattaforma di ricerca continua per incoraggiare la collaborazione su ampia scala di diversi settori scientifici e la condivisione dei progetti. Gli archivi, inoltre, offriranno ai ricercatori uno sguardo a siti culturalmente significativi, come l’insediamento sommerso di HaBonim, sulla costa del Carmelo, e costituiranno uno sviluppo dinamico agli studi futuri.

Nonostante le restrizioni di viaggio poste dalla pandemia mondiale, la collaborazione a distanza ha avuto vantaggi sorprendenti: con il supporto del settore di ricerca e sviluppo del Qualcomm, del team audiovisivo dell’Università di Haifa, Levy è riuscito a lavorare con i colleghi di studio, grazie alle differenze di fuso orario, in uno sforzo di 24 ore su 24; gli ostacoli della distanza hanno permesso anche un’effettiva pratica alle future collaborazioni in remoto.

Lo scavo subacqueo è parte di un ampio progetto di ricerca finanziato da una fondazione privata, per ben 1,3 milioni di dollari, già impegnata nel sostenere la ricerca nell’archeologia marina.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: UC San Diego

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