giovedì, 18 Luglio 2024
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INDIVIDUATI TEMPIO ELLENISTICO E TEMPIO SUMERO A GIRSU, IRAQ

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Un team di archeologi in Iraq, presso il il sito dell’antica Girsu, ha portato alla luce due templi costruiti uno sopra l’altro: un tempio sumero e un tempio ellenistico più recente che risale al IV secolo a.C. e potrebbe avere un collegamento con Alessandro Magno.

Dal tempio proviene un mattone cotto con un’iscrizione aramaica e greca che fa riferimento a “il donatore di due fratelli”, un possibile riferimento al re macedone, che conquistò gran parte del mondo conosciuto durante i suoi 13 anni di regno dal 336 a.C. al 323 a.C.

Gli archeologi del British Museum di Londra hanno scoperto il tempio più antico mentre conducevano scavi a Girsu, una città sumera nel sud-est dell’Iraq. Gli scavi fanno parte di un progetto realizzato dal museo noto come The Girsu Project che si concentra sulla conoscenza della storia storica della città.

Secondo Sebastien Rey, archeologo curatore della sezione Antica Mesopotamia presso il British Museum e che ha guidato gli scavi, i resti del più antico tempio sumero furono trovati sotto la costruzione più recente, dedicata alla divinità Ercole e al suo equivalente sumero, il dio eroe Ningirsu, noto anche come Ninurta.

Se un edificio religioso è stato costruito nello stesso sito in cui sorgeva un tempio sumero 1.500 anni prima non è una coincidenza e il sito deve aver avuto un particolare significato per le popolazioni mesopotamiche del periodo. Rey ritiene che gli abitanti di Babilonia nel IV secolo a.C. avessero una vasta conoscenza della loro storia e l’eredità dei Sumeri era ancora molto vivace.

Durante l’esplorazione del sito dal doppio tempio, gli archeologi hanno rinvenuto una dracma d’argento greca sepolta sotto l’altare del santuario e il citato mattone con l’iscrizione dei due fratelli.

Rey ritiene l’iscrizione molto interessante perché menziona un enigmatico nome babilonese scritto in greco e aramaico, ‘Adadnadinakhe‘, che significa ‘Adad, il donatore di fratelli’, fu chiaramente scelto per il carattere  cerimoniale a causa del suo tono arcaizzante e dalle connotazioni simboliche. Tutte le prove indicano che il nome era straordinariamente raro.

L’iscrizione stessa è un cenno a Zeus, spesso simboleggiato da un fulmine e da un’aquila. Entrambi questi simboli possono essere trovati sulla moneta, che sarebbe stata coniata a Babilonia sotto l’autorità di Alessandro Magno: secondo Rev, mostra Ercole in un ritratto giovanile e ben rasato, che ricorda fortemente le rappresentazioni convenzionali di Alessandro da un lato, Zeus dall’altro.

Zeus riconobbe notoriamente Alessandro come suo figlio attraverso i vaticini dell’oracolo di Ammon e, secondo Rev, divenne letteralmente il ‘donatore di fratelli’ perché affermò un legame fraterno tra Alessandro ed Eracle.

Tuttavia, i ricercatori non hanno certezza se Alessandro abbia effettivamente visitato il sito, o durante il suo soggiorno a Babilonia, o facendo una deviazione sulla strada per la città di Susa. Inoltre, siccome fu in grado di pagare i suoi soldati dopo aver preso Babilonia grazie alle casse della città che gli furono cedute, presumibilmente usarono l’argento babilonese per coniare le numerose monete trovate nella città.

Oltre ai manufatti, i ricercatori hanno trovato anche offerte normalmente lasciate dopo una battaglia, comprese statuine di soldati in argilla.

Rey osserva che le statuette recuperate, originarie di diversi luoghi del mondo ellenistico, in molti casi devono essere state portate al tempio dai visitatori/soldati stessi. Tra queste, appaiono cavalieri macedoni a cavallo, che hanno forti associazioni con Alessandro ma che potrebbero anche essere associati a un culto dell’eroismo guerriero.

Secondo i ricercatori, in combinazione con i chiari segni di una presenza alessandrina nel santuario, ciò solleva l’intrigante possibilità che Alessandro sia stato direttamente e attivamente determinante nella restaurazione del tempio ellenistico o che sia stato dedicato un cenotafio memoriale al defunto re macedone dopo la sua morte prematura.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: Reserchgate

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