BES A GERUSALEMME

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Un frammento di ceramica rinvenuto negli scavi della Città di David, a Gerusalemme, mostra come l’antica predilezione egiziana per la grottesca figura del dio Bes avesse raggiunto anche la città israelitica.

Secondo gli archeologi dell’Israel Antiquities Authority e dell’Università di Tel Aviv, nessun’altra immagine di Bes, il cui strano culto ha avuto inizio già nel periodo dell’Antico Regno egiziano, è mai stata trovata sulle colline della Giudea.

Rilievo raffigurante Bes, presso il Tempio di Dendera

Il volto della curiosa divinità non è comune tra i manufatti ceramici adoperati quali contenitori: il frammento rinvenuto a Gerusalemme conserva solo i caratteristici occhi sporgenti della divinità, tipici della sua rappresentazione piuttosto ripugnante, un orecchio e parte della bocca, nella classica rappresentazione adoperata non per spaventare ma per esprimere divertimento come antidoto al male.

Reut Vilf, archeologo della Città di David ritiene che Bes non sia stato adorato a Gerusalemme ma la sua immagine è stata condotta in giro come una sorta di cameo di buona fortuna e sarebbe stata posta sul vasellame e tra gli oggetti di casa per proteggere i bambini e le donne incinte.

L’immagine di Bes, realizzate per decorare vasi, indossata su pendenti, dunque, non era un manufatto religioso ma più simile a un amuleto “hamsa” a forma di dio, oggi comune in tutto il Medio Oriente.

Il frammento di Bes trovato a Gerusalemme risale al periodo persiano, tra il IV e V secolo a.C. e, secondo gli archeologi, non c’è motivo di pensare che i Persiani lo avessero portato nella città. Il frammento è stato trovato nel luogo deputato a butto della casa e con molta probabilità era una frammento di un vaso ceramico da mensa, casualmente rotta e poi gettata.

L’archeologo dell’Authority, Yiftah Shalev, ritiene che sia un’ipotesi molto plausibili, anche se non è stato rinvenuto alcun altro frammento del vaso ceramico e nemmeno sono state ottenute, dagli scavi, altre informazioni precise sull’ambiente di rinvenimento, se ebreo o di altra religione.

E’ possibile ipotizzare che l’abitazione non fosse ebrea, perché anche se gli israeliti più antichi, non sempre monoteisti, avessero un debole per questa divinità buffa e deformata, non è mai stata rinvenuta un’immagine nelle loro case.

Le prime tracce iconografiche di Bes provengono dal territorio egiziano, nel periodo dell’Antico Regno: anche in quel periodo era identificato come uno dei membri minori del pantheon egizio, conservando sempre un ruolo protettivo nel corso dei secoli.

All’inizio, la figurina nana barbuta era responsabile della casa e della cellula familiare, principalmente per proteggere le donne incinte, le donne in travaglio, i neonati e i bambini. Nel corso del tempo si è evoluto in un generico protettore del bene contro il male.

Tra i suoi ruoli , vi è anche quello di mecenate della musica, pensato per rallegrare il cuore e scacciare sempre il male. E’sempre stato raffigurato con un volto grottesco: un nano con una faccia piccola, occhi sporgenti e una lunga barba, la lingua sporgente e, spesso, indossava un berretto di piume.

Dubbi sulla certezza che sia Bes sono stati fugati dagli archeologi che ritengono che il vaso, dopo attenti confronti, appartenga al periodo in cui il culto di Bes era popolare in tutta la regione, non solo a Gerusalemme; inoltre, sebbene non siano stati rinvenuti manufatti ceramici con cui confrontarsi nella regione di Gerusalemme, è possibile confrontare il Bes di Gerusalemme con quello di altre zone.

In ogni caso, dal suo inizio nei regni nilotici, il culto si diffuse gradualmente in tutto il Vicino Oriente, diventando particolarmente popolare in Persia e tra i Fenici che si stabilirono sulla costa mediterranea.

Il personaggio di Bes, giunto attraverso i secoli, può aver influenzato anche qualche usanza religiosa nel bacino del Mediterraneo, culminando in culti come Pan e Bacco. Gli scontri militari, le conquiste dei territori, i commerci, sono stati i validi mezzi di trasporto anche delle varie divinità, divenute solide parti degli scambi culturali.

La Persia, per esempio, sembra aver importato il culto di Bes dall’Egitto, probabilmente, da artisti egiziani che venivano a lavorare o da soldati mercenari persiani che tornavano a casa. Inoltre, grandi quantità di amuleti con l’immagine di Bes sono stati rinvenuti lungo tutta la costa israeliana.

E’ affascinante pensare come commercianti e membri delle grandi carovane commerciali provenienti dal Nord Africa, diretti agli angoli più remoti del Vicino Oriente, abbiano amorevolmente appeso gli amuleti di Bes attorno al collo dei loro bambini che, con i loro coetanei di altri affascinanti luoghi, sporgevano le loro lingue emulando il loro divino protettore…

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: IAA

Antico Regno

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