IL MUSEO EGIZIO DEL CAIRO – terza parte

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Il viaggio all’interno del Museo Egizio del Cairo prosegue con la terza parte. Dopo le sezioni dedicate ai periodi più antichi, fino all’Antico Regno, la visita entra nel vivo del Medio Regno, la cui cultura raggiunse un livello tale essere identificato come “età classica”, un punto di riferimento e confronto già per l’epoca successiva.

Dei reperti rimasti in mostra, non spostati al GEM, ancora il bella mostra è la Statua di Mentuhotep II, in arenaria dipinta, alta 138 cm, larga 47, riferibile al Regno di Mentuhotep II dell’XI Dinastia (XXI secolo a.C.). Il re indossa la tunica bianca del Giubileo e la corono rossa, creando un contrasto cromatico di notevole impatto con il nero della pelle, evidente richiamo al dio della rigenerazione, Osiride. L’imponente statua fu rinvenuta da Carter a Dei el-Bahari, nel 1900, nel tempio funerario del sovrano.

In uno degli ambienti laterali, fanno bella mostra diverse statue di Sesostri I seduto, in calcare, alte circa 200 cm, imputabili alla XII Dinastia (XX secolo a.C.). E’ un gruppo di dieci statue di Sesostri I, ritrovate sepolte presso il tempio funerario del re a el-Lisht, nel 1894, dall’Istituto francese di Archeologia del Cairo, in cui la perfezione del modellato accentua la maestà del sovrano.

Di notevole impatto visivo è la Sfinge di Amenemhat III, in granito nero, alta 150 cm, larga 236 cm, attribuibile alla XII Dinastia (fine XIX-inizi XVIII secolo a.C.). Questa splendida statua, scoperta, nel 1863 da Mariette, si ricollega a una serie di sfingi con criniera di Amenemhat III trafugate durante il Periodo Hyksos, ma anche tra la XIX e la XXII Dinastia, trasportate a Tanis per essere riutilizzate.

Spettacolare è la doppia Statua di di Amenemhat III, in granito grigio, alta 160 cm, larga 100 cm, profonda 80, attribuibile alla XII Dinastia (fine XIX-inizi XVIII secolo a.C.), riportata in luce a Tanisa, nel 1861, da Montet, raffigura Amenemhat III come divinità nilotica, offerente vassoi di pesci e piante acquatiche.

Di fattura unica è la statua del Ka di Auibra-Hor, in legno, laminata d’oro, intarsiata da pietre dure. Alta fino a 207 cm, è della XII Dinastia, Regno di Auibra-Hor (fine XVIII-prima metà XVII secolo a.C.). Rinvenuti negli scavi di Dashur nel 1894 da De Morgan, rapresenta il faraone Auibra-Hor, con le due braccia sul capo simboleggianti il ka, che esce dal naos.

Il Pyramidion della Piramide di Amenemhat III (nella foto con i due pyramidion, quello a sinistra), in basalto, alto 140 cm e largo alla base 185 cm, contrastava con il calcare bianco che rivestiva la piramide del sovrano, a Dashur. Il pyramidion è impreziosito da eleganti incisioni geroglifiche disposte su tutti i lati, sormontate da due grandi occhi sul lato orientale.

Non è finita qui, alla prossima puntata per il proseguo della visita al Museo del Cairo.

— CONTINUA —

 

Daniele Mancini

GEM

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