DRONI SPAGNOLI MAPPANO ATLANTE MAROCCHINO

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Il Centro Nacional de Investigacion sobre la Evolucion Humana (CENIEH) di Burgos, in Spagna, ha realizzato una capillare indagine attraverso l’uso di droni per catturare immagini aeree e topografie ad alta risoluzione del Bacino degli Altipiani, una regione dell’Atlante orientale del Marocco, chiave per comprendere l’evoluzione umana in Nord Africa durante il Quaternario. I risultati della ricerca sono stati recentemente pubblicati sulla rivista Journal of Maps.

Il Quaternario, si ricorda, è il peri21odo più recente della storia geologica della Terra, caratterizzato dalle modificazioni climatiche e dalle connesse e alterne fasi di espansione e ritiro dei ghiacci subite dal pianeta. Durante tale periodo, inoltre, si è andata delineando la linea evolutiva che ha portato allo sviluppo del moderno Homo Sapiens.

Alfonso Benito Calvo, responsabile della linea di ricerca alla Geomorphology and Formation Processes presso il CENIEH, autore principale della ricerca, conferma che hanno utilizzato i droni del laboratorio di mappatura digitale e analisi 3D per analizzare come si è evoluto il paesaggio in questo bacino intramontano nella catena dell’Atlante, distinguendo così le diverse formazioni geologiche.

Nella zona indagata, sono presenti abbondanti materiali geologici in evidenza nelle grandi pianure segnate da canali fluviali e torrenziali, gli widian desertici, che hanno portato alla formazione di laghi e zone umide poco profonde, le oasi. Il passaggio dei canali torrenziali ha inciso profonde vallate, lasciando terrazze fluviali e colline formatesi in condizioni aride con frequenti cambiamenti climatici.

Secondo Alfondo Benito Calvo sarebbero numerosi i resti archeologici attribuibili a diverse cronologie che si sono conservati nella stratigrafia geologica, indicando il grande potenziale della regione necessario a studiare la storia archeologica del Nord Africa, dal Pliocene ai giorni nostri.

Questa indagine è stata realizzata nell’ambito di un progetto spagnolo-marocchino, guidato dall’IPHES, l’Institut Català de Paleoecologia Humana i Evolució Social di Tarragona, e dall’Università Mohamed I, diOujda, in Marocco; ha, inoltre, il supporto istituzionale del autorità locali e regionali della provincia marocchina di Jerada, della Fondazione Palarq e del Ministero della Cultura e dello Sport marocchino.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: CENIEH

Pitture rupestri africane in Ciad

 

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