ARTE E ARCHEOLOGIA PALEOCRISTIANA – seconda parte

Per leggere questo articolo occorrono circa 9 minuti

Un lungo periodo storico ha accolto i resti dell’arte classica e romana catapultandoli verso le mille sfaccettature dell’arte del periodo medievale, inclusa quell’arte paleocristiana adattata alle esigenze di far conoscere la nuova fede. La prima parte è disponibile cliccando qui, buona lettura per la seconda e ultima parte.

L’aver trovato nuove immagini per Cristo e la Madonna sono solo una parziale soluzione del problema artistico paleocristiano:  è necessario ora dotarsi, per la religione crescente, di luoghi adatti al culto.

L’impero romano si estendeva per diversi milioni di chilometri quadrati sulle coste del mediterraneo, dal Medio Oriente fino alle isole britanniche.

Quando citiamo l’Impero Romano non possiamo pensare ha una mera suddivisione moderna, con nazioni e stati,  non c’era una chiara divisione tra Asia, Africa ed Europa: tutti i continenti erano parte dell’immensa distesa di potere sotto l’egida degli imperatori.

Il Cristianesimo è arrivato in Gran Bretagna molto presto e da un paesino del Dorset, a Hinton St Mary, conservato al British Museum, proviene una delle prime immagini di Cristo, un mosaico di una villa in cui è rappresentata un’immagine sacra.

La figura del figlio di Dio ha un’area imponente, è rappresentato come un senatore romano, con il suo simbolo, il Chi Ro, il monogramma di Cristo, che circonda il suo capo.

Presso Lullingstone, nel Kent, è presente, invece, una delle prime chiese cristiane delle isole britanniche. Qui gli ambienti liturgici sono ricavati da quelli di una precedente villa romana appartenente a una ricca famiglia, che ha trasformato la propria casa nella casa chiesa del territorio.

Dura Europos

Se la casa chiesa di Dura Europos, in Siria, è un semplice ambiente di una casa di città, in cui i seguaci dipingono Cristo che cammina sulle acque e mentre cura uno storpio e lo fa camminare, a Lullingstone la casa chiesa, è posizionata al piano terra della villa, su un’antica cappella Pagana.

L’ambiente era semplice con le pareti decorate da una processione di cristiani in preghiera, con croci  sugli abiti e un enorme Chi Rho circondato dalle lettere greche Alfa e Omega.

Osservando la casa chiesa di Lullingstone dai muri perimetrali esterni era impossibile dedurre che ci fosse un edificio religioso al suo interno, eravun modesto adattamento cristiano, quasi invisibile. Fino agli inizi del IV secolo, dunque, tutte le chiese sono abbastanza simili a quella di Lullingstone.

Con l’avvento di Costantino, nel 313 d.C., la storia del Cristianesimo muta considerevolmente:  improvvisamente questa religione criptica e riservata, con la sua passione istintiva per i codici e per i segni, è diventata una religione prima tollerata e poi ufficiale nell’impero romano,

L’Editto di Milano del febbraio 313 d.C., promulgato da Costantino legalizza il Cristianesimo e, da quel momento, il potere della nuova religione è cresciuto sempre di più.

Costantino si è dimostrato immediatamente un grande costruttore e l’Arco di Trionfo realizzato nei pressi del Colosseo è un sunto della sua politica di espansione. La sua opera più grande come costruttore è l’invenzione della basilica cristiana.

Da luoghi piccoli, improvvisati e quasi nascosti, con la legalizzazione del Cristianesimo cambia ogni cosa:  quasi tutte le risorse economiche a disposizione dell’imperatore vengono riversate nella realizzazione della maestosa architettura Cristiana.

Le enormi basiliche che Costantino inizia a costruire sono una conquista cristiana senza precedenti: per le gigantesche costruzioni celebrative, le piccole case chiese non possono costituire da modello, è necessaria una diversa forma di architettura.

Santa Sabina a Roma,  la meglio conservata tra le prime basiliche cristiane, mostra uno spazio religioso nuovo e inedito: i templi Pagani hanno spazi diversi, edificati per pregare all’esterno e solo il ministro del culto ha il permesso di entrare all’interno del Sancta Santorum, dove sono conservate le immagini della divinità.

Le nuove basiliche cristiane sono, al contrario, spazi di raduni enormi con un tetto dove la gente può pregare al chiuso, con un differente stile della venerazione, con processioni, pregando e cantando.

Molto spesso sulle pareti delle antiche Chiese cristiane sono rappresentate imponenti decorazioni di processioni sacre che avanzano, negli ambienti ecclesiastici, in splendide ondate di colori e abiti eleganti.

L’unico precedente di un edificio simile, con folle di gente che camminano al suo interno, è la basilica romana:   è uno spazio di incontro pubblico, senza una funzione religiosa e tutti gli insediamenti romani di qualche valore amministrativo nell’Impero ne hanno una!

Le basiliche romane hanno entrate laterali, sui lati lunghi del complesso;  le basiliche cristiane, invece, ne cambiano l’orientamento e mettono l’unico ingresso in uno dei lati corti.

L’uso più comune della basilica romana è quello di aula di giustizia in cui il magistrato è seduto su uno scranno in fondo a una delle due  absidi laterali: anche l’abside è mutuato dalle basiliche romane, ma in quelle cristiane contiene l’altare sacrificale e la cupola sovrastante ospita un mosaico a rappresentare il momento culminante del viaggio religioso.

Nei mosaici absidali, il Cristo è rappresentato con una lunga barba, abbandonando completamente la visione delle immagini nei primi secoli del Cristianesimo:  dall’immagine del dio da guardare con ammirazione che potesse racchiudere tutti gli altri dei, si arriva a quella per i grandi monumenti basilicali, un Cristo più imponente e adulto, ispirato all’arte classica e romana di cui erano circondati i vari costruttori.

La più importante divinità greca e Romana era Zeus/Giove, re degli Dei: questi è solenne e barbato e la scultura della divinità, realizzata da Fidia per il Tempio di Olimpia, lo mostra Maestoso e sontuoso, seduto su un trono, un’immagine che i cristiani sono intenzionati a copiare.

Il ragazzo dai capelli ricci, con il corpo femmineo e che se ne va in giro facendo miracoli, è sostituito da un Gesù mascolino è maturo, saggio, severo, infallibile.

Nel frattempo, all’interno delle catacombe romane, altre forze artistiche del Cristianesimo si stanno muovendo. La persecuzione dei Cristiani, avvenuta sotto il predecessore di Costantino, Diocleziano, probabilmente non nelle cifre che ci hanno fatto credere ma nemmeno in quelle stimate da alcuni studiosi (solo circa 2 mila cristiani…), era parte, insieme alla morte, di quel processo di redenzione necessario: tutto questo ha ovviamente influenzato arte e architettura.

Le Catacombe di Sant’Agnese a Roma, la santa protettrice delle giovani donne e delle vittime di stupro, uccisa a 13 anni durante il regno di Diocleziano perché non volle sposare il figlio di un prefetto romano,  sono un classico esempio dell’avvicinamento al processo di redenzione.

Le spoglie della santa sono conservate nella basilica edificata presso le catacombe e per aumentare le probabilità della salvezza divina, tutti i cristiani volevano essere sepolti il più vicino possibile a un martire, rendendo le catacombe e le altre sepolture superiori un bene molto ambito

La gigantesca basilica funeraria eretta sopra le Catacombe di  San Sant’Agnese era, infatti, completamente ricoperta da tombe cristiane. Accanto è posta la Basilica di Santa Costanza, che in origine era un mausoleo funerario romano.

È stata fatta costruire da Costanza, la figlia di Costantino  e all’interno è posto il sarcofago, in porfido, in cui sono conservati i resti  della santa. Si racconta che da bambina, Costanza, contrasse la lebbra e per questo pregò Sant’Agnese e la santa la salvò:  per questo motivo Costanza volle essere sepolta il più vicino possibile ad Agnese e fece costruire il suo mausoleo nei pressi.

I mausolei Romani hanno delle forme completamente diverse dalle basiliche: sono di forma circolare e non sono luoghi per ospitare una folla in movimento, sono luoghi di sepoltura e contemplazione, spazi sacri che avvolgono il visitatore, influenzando profondamente la chiesa cristiana.

Secondo Edward Gibbon, nella sua corposa opera in 12 tomi intitolata
The History of the Decline and Fall of the Roman Empire,  Roma collassò perché i romani diventarono decadenti e pigri. Visionando una mappa dell’impero relativa al Tardo Antico si può arguire quale fosse il problema, l’impero era troppo grande da governare in modo efficiente.

Costantino prese, dunque, una decisione:  dividere l’Impero in due, la parte occidentale e la parte orientale. Per governare la parte orientale, Costantino fondò una nuova capitale, la Nuova Roma, Costantinopoli, un’enorme città dominante costruita dal nulla.

Nella metà occidentale dell’Impero, Roma non era destinata a esserne la capitale che divenne una città con una posizione migliore, vicino al mare, Ravenna.

Ravenna è la città dei rivestimenti musivi, la città dove gli artisti cristiani si sono superati. La Chiesa di San Vitale a Ravenna,  famosa per i suoi meravigliosi mosaici,  è conosciuto anche per la sua forma, circolare, come un mausoleo.

Le chiese circolari del primo cristianesimo hanno un effetto particolare sul visitatore, offrono un’esperienza a 360°, un senso di inclusione e centratura. Usate principalmente per i martir,i e San Vitale che si oppose ad Diocleziano, è uno di questi, le chiese circolari sono spazi di riflessione che rappresentano campane di vetro protettive,  per proteggere e santificare le spoglie del Santo, creando uno spazio trascendente scolpito dalla luce.

Non solo i luoghi di sepoltura dei martiri avevano poteri speciali, secondo le credenze, ma anche parte dei loro corpi, le reliquie. Per ospitare questi oggetti sacri, i Cristiani realizzarono contenitori meravigliosi, tempestati di pietre preziose: i reliquiari, realizzati con i materiali più raffinati e di bellezza stupefacente

Tutti gli altari delle chiese cristiane dovevano avere al loro interno una reliquia, per validarli e consacrarli. Le reliquie, dunque, erano una forma di venerazione portatile, che poteva essere spostata di chiesa in chiesa e ovunque venivano messe,  rendevano sacro quel luogo.

Con la costruzione della Cattedrale bizantina di Monreale, in Sicilia,  sono stati condensati tutti gli ingredienti della venerazione Cristiana.

La navata centrale si presenta come quella di una basilica, lunga e stretta, uno spazio per assembramenti e processioni; nell’estremità orientale, dove l’altare principale è pieno di  reliquie, la bellissima abside è enorme e avvolgente, quasi come in una chiesa circolare, pieno di luce riflessa dalla doratura dei mosaici.

Due spazi, quindi, uno di riflessione e uno di azione,  insieme allo spazio architettonico: sulle pareti laterali sono presenti scene dei miracoli di Cristo; nell’abside, sopra l’altare, la Vergine con il bambino e, ai suoi due lati, due angeli; in alto del catino absidale, sovrastando tutti in grandezza e magnificenza, seduto nella sua cattedra dorata, un’enorme Cristo bizantino, inconfondibilmente divino.

Ai due lati della figure, è possibile leggere il suo nome in lettere greche: a sinistra, Iota e Sigma, la prima e l’ultima lettera di Iesus;  a destra Chi e Sigma, la prima e l’ultima lettera di Christus, le lettere in codice usate dai primi cristiani. Le dita della mano destra di Cristo ripropongono nuovamente le iniziali del suo nome, Iota, Sigma, Chi e Rho, tutto in uno splendido connubio sacro in cui l’arte ne evidenzia il carattere.

Daniele Mancini

Per ulteriori info:

  • AA.VV., Arte paleocristiana, su Enciclopedia Britannica
  • L. De Bruyne, Arte cristiana antica, in Enciclopedia cattolica, Città del Vaticano, 1948-1954
  • Luciano De Bruyne, Iconografia cristiana antica, in Enciclopedia cattolica, Città del Vaticano, 1948-1954


Ciao! Lascia un commento. Grazie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: