Le tombe della Valle dei Re e i graffiti greci e romani

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Prosegue la rassegna su antico turismo e scoperte nella Valle dei Re, Tebe (odierna Luxor), in Egitto. Oggi vi parlo ancora di antichi visitatori e delle loro testimonianze graffite rinvenute in situ.

Gli antichi visitatori della Valle celebravano il loro viaggio con dei graffiti, oltre 2000 dei quali sono stati catalogati. Si trovano in undici tombe reali e le loro date coprono praticamente tutto il periodo della dominazione romana in Egitto: l’ultimo a registrare la sua visita alle tombe nel VI secolo d.C. fu un certo Conte Orione il quale, a quanto ci dice il suo graffito, era stato nominato governatore dell’Alto Egitto dal più religioso degli imperatori cristiani, Giustiniano. A quel tempo Tebe era teatro di una profonda esperienza religiosa che negli ultimi due secoli aveva visto la nascita del monachesimo cristiano, con i suoi monasteri e i suoi romitaggi. Fra le solitarie scarpate del deserto sovrastanti il Nilo gli eremiti conducevano la più semplice delle vite.

I graffiti sono, in genere, superficialmente incisi sull’intonaco delle pareti delle tombe con una punta aguzza che salta leggermente sui solidi bassorilievi scolpiti e sulle precise pennellate degli antichi decoratori egizi. Sono per la maggior parte tanto poco vistosi che i visitatori odierni non li notano nemmeno, anche se in certe tombe riempiono le pareti, contraltare epigrafico al cicalio chiassoso dei moderni turisti! I commenti che i graffiti esprimono sono generalmente esagerati. Alcuni visitatori dicono di essere rimasti incantati dalle tombe o che queste sono gigantesche, una vera rivelazione; ci sono anche brevi poesie e citazioni letterarie. In questa vallata solitaria vennero scrittori e poeti, soldati e pubblici funzionari, storici e filosofi.

Geroglifico di Ramses IV circondato da graffiti copti
Geroglifico di Ramses IV circondato da graffiti copti

I graffiti, come indicato, non sono particolarmente profondi; per esempio, uno inciso sul piede di una statua colossale di Memnone afferma: “Da parte di Trebulla. Mentre ascoltavo la santa voce di Memnone, mi sei mancata, Madre mia, e ho pregato affinchè anche tu lo possa sentire“. Essi sono, inoltre, utili per conoscere il tipo di visitatori che due millenni or sono si recava a Tebe: per la maggior parte non si trattava di studiosi, ma di uomini d’affari greci e, più tardi, romani provenienti da Alessandria e dal Faiyum, ma anche funzionari di governo e notabili.

Le loro iscrizioni sono un vero microcosmo del tardo mondo classico.

Altri graffiti copti nel FV
Altri graffiti copti nella KV 2

Le tombe visitate da quegli antichi pellegrini furono quelle che erano sempre rimaste aperte. Erano le più grandi della Valle, quelle dei re della fine della XIX e della XX Dinastia. Al tempo dell’instaurazione ufficiale del Cristianesimo in Egitto, gli antichi monumenti ormai gravemente danneggiati, furono, invece, preservati dalla piccola comunità cristiana vissuta in alcune delle tombe della Valle per più di duecento anni. A giudicare dai graffiti dei membri di quella comunità, molti fra i viaggi dei precedenti visitatori pagani erano stati qualcosa di simile a veri pellegrinaggi, visite all’Aldilà, ambiente abitato dagli dei ma non ambiente ove gli dei venivano adorati. Credenze analoghe possono spiegare l’interesse e la cura che i Cristiani ebbero per le tombe; inavvertitamente, gli antichi avevano lasciato loro in eredità una possente visione dell’inferno, istituzione quanto mai essenziale nel violento bestiario della religione di quei tempi.

La piccola comunità della Valle, unitamente ai pellegrini cristiani, manifestava la sua fede con iscrizioni nelle tombe aperte. In maggioranza, queste iscrizioni sono semplici preghiere ed espressioni di sentimenti religiosi; altre sono pure e semplici registrazioni di nomi e di eventi della vita della gente; per lo più sono tracciate sulle pareti delle tombe in una grafia inclinata, con un rudimentale pennello e con i pigmenti naturali della terra rossa, presente copiosa, nei territori circostanti.

Ecco un riepilogo:

  N.ro graffiti Nell’entrata Nella tomba
Ramses VII (KV1) 135 X
Ramses IV (KV2) 656 X
Ramses XI (KV4) 58 X
Ramses IX (KV6) 46 X
Ramses II (KV7) 4 X
Merenptah (KV8) 121 X
Ramesse V/VI (KV9) 995 X
Amenmeses (KV10) 7 X
Ramses III (KV11) 19 X
Sethi II (KV15) 59 X

 

 

 

 

 

 

 

Daniele Mancini

 

Per un approfondimento bibliografico:

BAILLET, J., Les graffiti grecs dans less tombeaux des rois à Thèbes d’Égypte. Comptes rendus de l’Académie des Inscriptions et Belles-lettres,  64ᵉ année, N. 2, PARIS, 1920

BAILLET, J., Inscriptions grecques et latines des Tombeaux des Rois ou syringes, MIFAO 42, CAIRO, 1920-1926

MILNE, J. G., Greek and Roman Tourist in Egypt, Journal of Egyptian Archeology, VOL. III, LONDRA, 1916

REEVES, N., WILKINSON, R.H., The Complete Valley of the Kings, LONDRA, 1996

ROMER, J., La Valle dei Re, MILANO, 1981

WEEKS, K. R., (a cura di), La Valle dei Re. Le Tombe e i Templi funerari di Tebe Ovest, VERCELLI, 2001

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