Quando gli archeologi trovano adulti e bambini sepolti insieme in tombe medievali, si presume spesso che fossero membri della stessa famiglia, ma un nuovo studio dell’Università di Stoccolma, pubblicato su Science Advances, suggerisce il contrario, non sempre erano tutti parenti!

( A ) Dati genetici degli individui analizzati proiettati sulle prime due componenti principali degli eurasiani occidentali moderni. ( B ) Mappa della penisola scandinava con l’indicazione delle posizioni dei siti. ( C ) Le due conchiglie di capasanta rinvenute nel cimitero di Västerhus (wes056 e wes007) (Foto: C. Åhlin, 2012, Historiska museet. CC BY 4.0.).

I ricercatori dell’Università di Stoccolma hanno analizzato il DNA di 142 individui risalenti alla Tarda Epoca vichinga e al Medioevo, tra cui oltre 60 bambini e adolescenti sepolti in tombe multiple in siti a Sigtuna, vicino a Stoccolma, Västerhus nel Jämtland e Fjälkinge in Scania.

I risultati mostrano che i parenti biologici stretti erano sorprendentemente rari tra le persone sepolte nella stessa tomba, persino nei cimiteri in cui si potevano rilevare alti livelli di parentela. Secondo Maja Krzewińska, del Centro di Paleogenetica, Dipartimento di Archeologia e Studi Classici dell’Università di Stoccolma, autrice principale dello studi, spesso si presume che gli adulti e i bambini che condividono una tomba fossero genitori e figli o altri membri stretti della famiglia, come nella maggior parte dei casi, ma non è questo quanto scoperto dai ricercatori.

Al contrario, i risultati suggeriscono che fattori diversi dagli stretti legami familiari spesso influenzavano la scelta di chi veniva sepolto insieme.

Secondo Anna Kjellström, ricercatrice presso il Dipartimento di Archeologia e Studi Classici dell’Università di Stoccolma, gli archeologi dibattono da tempo sulle relazioni tra le persone sepolte insieme in questo tipo di tomba. Il DNA antico ha finalmente fornito lo strumento per verificare direttamente queste interpretazioni.

Distribuzione per sesso, età e legami di parentela nella necropoli di Västerhus

Lo studio getta luce anche sulla vita dei bambini nella Scandinavia paleocristiana: utilizzando il DNA antico, i ricercatori sono stati in grado di determinare il sesso biologico di bambini troppo piccoli per essere identificati osteologicamente. Maschi e femmine venivano spesso sepolti secondo le stesse regole cimiteriali degli adulti. Ad esempio, a Västerhus, dove uomini e donne venivano generalmente sepolti in lati diversi del cimitero, maschi e femmine seguivano lo stesso schema: questi elementi suggerisconmo che l’identità di genere fosse riconosciuta fin dalla prima infanzia.

Anders Götherström, docente di archeologia molecolare presso il Centro di paleogenetica del Dipartimento di archeologia e studi classici dell’Università di Stoccolma ritiene che i bambini non venivano trattati come una categoria a parte. Anche dopo la morte, sembra che fossero trattati secondo gli stessi principi sociali e religiosi degli uomini e delle donne adulti.

Lo studio ha inoltre identificato una famiglia straordinaria nella necropoli medievale di Västerhus: una donna, nota ai ricercatori come Lady 56, è stata collegata tramite il DNA a diversi parenti sepolti nel cimitero, tra cui i suoi genitori, suo fratello e due figlie. Ma la sua storia si estende ben oltre Jämtland.

Sepolta con lei, è stata trovata una conchiglia di capasanta, un oggetto raro nelle tombe medievali scandinave e un noto simbolo del pellegrinaggio a Santiago de Compostela, nella Spagna nord-occidentale. Il ritrovamento suggerisce che la donna abbia compiuto uno dei pellegrinaggi più famosi dell’Europa medievale, percorrendo migliaia di chilometri attraverso il continente fino ai confini dell’Europa cristiana, prima di fare ritorno a casa. Lady 56 morì prima dei 30 anni.; anche i suoi genitori, il fratello e le figlie sono sepolti in un’altra parte della stessa necropoli a Jämtland.

Lo studio dimostra come l’archeogenetica possa contribuire alla nostra comprensione della società medievale, rivelando non solo le relazioni biologiche, ma anche i contesti sociali in cui le persone vivevano, organizzavano le proprie comunità, praticavano il culto e, infine, venivano sepolte.