TAVOLETTE ORACOLARI DI DODONA, EPIRO, NEL PATRIMONIO UNESCO

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Grande soddisfazione nel mondo culturale greco per l’inclusione delle celebri Tavolette oracolari di Dodona nell’elenco di Memory of the World Register dell’UNESCO, il patrimonio documentario corrispondente a criteri di selezione di rilevanza mondiale e di eccezionale valore universale.

Le Tavolette oracolari di Dodona sono composte da sottili fogli di piombo che documenterebbero un’antica pratica oracolare nel Santuario di Zeus e Dione di Dodona, sede del più antico oracolo della Grecia poi soppiantata da Delfi, centro religioso dei popoli pre-ellenici, posto in una valle nel centro dell’Epiro, ai piedi del Monte Mitsikèli, presso Ionnina.

I pellegrini, attraverso piccoli testi iscritti, scrivevano all’oracolo un quesito su un lato della tavoletta di piombo che poi piegavano o avvolgevano, nascondendo la domanda all’interno.

Sulle tavolette si leggono in totale 4.216 iscrizioni e il loro stato di coservazione è variabile: alcune tavolette sono state scoperte in frammenti, altre in parti assemblabili, altre ancora intatte. La maggior parte di esse, oltre 2.500, è conservata nel Museo Archeologico di Ioannina.

L’oracolo dodoneo era dato dall’interpretazione, realizzata da un esegeta sacro, del suono prodotto dallo stormire al vento delle foglie di una quercia sacra o da una fonte che sgorgava ai piedi della quercia o dal tubare o dal volo di colombe sacre. In età più antica l’ufficio esegetico era privilegio ereditario di una famiglia di sacerdoti, poi le mansioni mantiche furono affidate a tre vecchie sacerdotesse, le Peleiadi.

Il sindaco di Dodona, Christos Dakaletsi, il capo dell’Ephorate of Antiquities di Ioannina, Varvara Papadopoulou e Lina Mendoni, Ministro greco della Cultura e dello Sport, in vista della prossima riunione della Commissione nazionale greca per l’UNESCO per esaminare il fascicolo, hanno fortemente sostenuto la richiesta dell’Ephorate per includere le celebri tavolette nella lista.

Secondo le varie autorità greche, l’inclusione delle tavolette di piombo di Dodona nel programma Memory of the World Register dell’UNESCO è uno dei nostri grandi obiettivi per la riqualificazione del sito dodoneo e un modo che potrebbe consentire futuri migliori studi, conservazione e promozione di questo patrimonio unico.

Ecco come Erodoto racconta di ciò che gli fu riferito dalle sacerdotesse stesse, le Peleiadi, a Dodona:

«Ciò dunque lo udii dai sacerdoti di Tebe; invece le profetesse di Dodona dicono: che due colombe nere volate via da Tebe d’Egitto sarebbero giunte l’una in Libia l’altra presso di loro. Questa posatasi su una quercia ordinò con voce umana che doveva sorgere lì un oracolo di Zeus, ed essi, i Dodonei, ritennero che tale ordine provenisse da un dio e agirono di conseguenza. Dicono poi che la colomba andata in Libia abbia ordinato ai Libici di fondare l’oracolo di Ammone, e anch’esso è di Zeus. Dunque le sacerdotesse (delle quali la più anziana ha nome Promeneia, quella che vien dopo Timarete e la più giovane Nicandre), mi narrarono questo e con esse concordavano anche gli altri Dodonei addetti al tempio.» (Erodoto, Storie, Libro II, 55).

 

Daniele Mancini

Tempio di Zeus

 

 

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