STUDI SUL MOSAICO DELLA CASA DI AION A PAPHOS, CIPRO

Per leggere questo articolo occorrono circa 3 minuti

Dopo anni di ricerche condotte da Marek T. Olszewski, docente della Facoltà di Archeologia dell’Università di Varsavia, è stato completamente decriptato il programma iconografico del famoso mosaico del salone di rappresentanza della Casa romana di Aion, a Paphos, Cipro. L’interpretazione del ricercatore polacco è stata ampiamente accettata dagli studiosi dell’iconografia romana come adeguata e precisa!

Una missione archeologica polacca condotta da Wiktor Andrzej Daszewski, nel 1983, ha portato alla luce un ambiente di circa 70 metri quadrati con uno splendido mosaico di circa 16 metri quadrati. La decorazione complessiva della decorazione musiva indicherebbe che l’ambiente potrebbe essere considerato come la sala da pranzo della domus, il triclinium, dove il pasto poteva essere un pretesto per la discussione di molteplici argomenti tra i padroni di casa e i loro ospiti.

Il triclinium della domus di Paphos, che si trova in una parte indipendente della casa, sembrerebbe stata destinata come una sorta di ritrovo in cui gli ospiti accedevano attraverso un ingresso indipendente, posto direttamente sulla strada cittadina.

I mosaici della Casa di Aion sono composti da 3 telai orizzontali con 5 pannelli, in ordine 2-1-2. Tutti i pannelli sono decorati con rappresentazione di scene mitologiche:

  1. Leda con Zeus nelle sembianze di cigno;
  2. Il neonato Dioniso in grembo a Hermes viene affidato alle Ninfe dei boschi sul monte Nysa;
  3. Il pannello centrale raffigura la competizione tra Cassiopea, regina d’Etiopia e madre di Andromeda, e le Nereidi, ninfe del mare: il giudizio degli dei decide chi sia la più bella e la regina ha vinto;
  4. Una processione dionisiaca, con il dio circondato da menadi e satiri;
  5. Il giudizio di Marsia che perde la gara di musica ad Apollo.

Il programma del mosaico è stato interpretato in modo diverso dagli studiosi, trascurandone, a volte, la narrazione complessiva e il significato dei cinque pannelli, il suo scopo e per chi è stato creato.

I mosaici sono datati con precisione a dopo il 318 d.C., sulla base di una moneta trovata in mortaio nell’ambiente. E’ il periodo in cui il governo centrale romano inizia ad abiurare la religione pagana, è anche un periodo di numerosi confronti e polemiche tra i conservatori aderenti alle religioni romane e i nuovi fedeli monoteisti.

Secondo Olszewski, si distinguono quattro fasi:

  1. una narrazione allegorica, in cui Olszewski ha identificato quale storia potrebbe narrare la rappresentazione musiva, in quale ordine dovrebbe essere interpretata, quale pannello di mosaico inizia questa storia e quali immagini continuano in sequenza la logica narrazione;
  2. individuazione dell’ordine logico in cui sono stati disposti i pannelli; questo indica una storia allegorica e universale di un essere umano di religione pagana in cinque episodi: (a) il concepimento di un bambino costituito da un corpo e un’anima (Zeus e Leda); (b) lo sviluppo dello spirito di una fede pagana (Dioniso tra gli educatori); (c) vivere secondo la fede pagana (processione dionisiaca); (d) Se un individuo non rispetta gli dei e mostra una mancanza di pietà nei loro confronti, sarà di conseguenza punito (episodio di Apollo e Marsia), (e) se un individuo è religioso e pio, lui e la sua anima, raggiungeranno la vita eterna attraverso l’apoteosi (episodio della vittoria di Cassiopea sulle Nereidi);
  3. la terza fase è la comprensione e la collocazione della narrazione in un contesto storico, religioso e filosofico. Olszewski ritiene che il mosaico pagano illustri una polemica anticristiana attraverso le immagini, come erano frequenti in particolare nei testi degli autori pagani del periodo avversi al predominio crescente del Cristianesimo;
  4. l’ultima fase è quell’atmosfera intellettuale in cui è stato creato il mosaico obbedendo così alle regole della retorica: allegoria, analogia, personificazione e, quale conclusione fondamentale, antitesi. Tutti questi argomenti sono stati utilizzati nelle arti retoriche, tuttavia hanno avuto un ampio impatto anche su altri domini, comprese le arti visive. Il mosaico segue i principi di un’antitesi retorica che prende di mira il Cristianesimo e in particolare la passione di Cristo che i seguaci del movimento filosofico e religioso nel III-IV sec. d.C. (i neoplatonici) hanno preso di mira intensificando le polemiche anticristiane.

Il mosaico della Casa di Aion a Paphos non è l’unico caso che mostra un atteggiamento polemico nei confronti dei seguaci della nuova religione. Esistono altri due di questi mosaici “polemici” e si identificano  nella vicina Siria, a Philipopolis, un mosaico a tema cosmologico, un altro ad Apamea, con Socrate tra i saggi.

 

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: Università di Varsavia – Aion

Mosaici

Ciao! Lascia un commento. Grazie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: